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Da Made in Steel a Bilanci d’Acciaio 2021

Le voci di Bernabè, Gozzi, Marcegaglia, Rossetti, Teodori e Tosini nell’appuntamento conclusivo della manifestazione

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Dopo avere affrontato i temi dell’innovazione, della sostenibilità, dell’internazionalizzazione e del mercato, Made in Steel, nel convegno conclusivo, ha messo i numeri e il sentiment della filiera al centro dell’attenzione.

Il convegno, infatti, oltre a presentare i dati 2020 delle imprese siderurgiche, è stato l’occasione per illustrare i risultati della survey che siderweb ha proposto alle imprese stesse in collaborazione con BPER Banca.

Emanuele Morandi, presidente di siderweb, portando i saluti introduttivi ha ricordato che «per la prima volta Bilanci d’Acciaio entra a Made in Steel e questo incontrarsi tra le due realtà non potrà che determinare risultati importanti grazie alla magia che è circolata e circola in questi padiglioni in questi giorni».

I risultati del 2020, le attese per il 2021

Gianfranco Tosini, dell’Ufficio Studi siderweb, ha esordito ricordando che «il 2020 è stato condizionato dall’evento pandemico, ma ha avuto ricadute non simmetriche tra aree diverse, tanto che in Cina non c’è praticamente stata. L’area Ue, invece, è tra quelle che hanno avuto le ricadute peggiori». I gruppi italiani, però, «sono riusciti a mantenere in territorio positivo, pur con cali di fatturato, i propri risultati complessivi»

Con «i produttori che hanno pagato il prezzo più caro, ma certamente saranno anche quelli destinati a trarre i maggiori benefici dalla ripartenza delle attività nella fase post pandemia».

Illustrando i risultati della survey, alla quale hanno partecipato, un centinaio di imprese, Claudio Teodori, docente all’Università degli Studi di Brescia, ha spiegato che «le imprese, grazie anche al sostegno europeo e italiano, stanno rispondendo in modo deciso alla pandemia, con uno sguardo attento all’evoluzione dell’economia che, in Italia, dopo tanti anni di retroguardia, sta assumendo valori adeguati anche se insufficienti per colmare anche una piccola parte del ritardo accumulato negli ultimi 20 anni».

Dalle risposte «emerge una sostanziale fiducia anche se connotata da grande prudenza: il 2022, infatti, lascia ancora molti dubbi, come si vede dalle previsioni dell’andamento del fatturato e dei risultati economici. Questi ultimi, infatti, non sono ancora soddisfacenti, soprattutto con riferimento all’Ebitda che rimane assai contenuto».

Tavola rotonda: Protagonisti faccia a faccia

Il dibattito conclusivo, coordinato dal direttore generale di siderweb Lucio Dall’Angelo, ha visto la partecipazione di cinque grandi protagonisti della siderurgia nazionale, che hanno messo a disposizione dell’uditorio la propria visione prospettica sulla base delle performance passate.

Franco Bernabè, presidente di Acciaierie d'Italia, ha subito chiarito che «un Paese che ha passato quello ha passato l’anno scorso deve cambiare la propria narrazione, non esagerando con la prudenza e capitalizzando il risultato eccezionale che è stato realizzato in questo 2021».

A proposito di Acciaierie d’Italia, Bernabè ha parlato di «grande capacità di resilienza dimostrata da quegli stabilimenti nel corso di anni incredibilmente difficili», mentre a proposito del futuro ha spiegato che «la futura sostenibilità d’impresa non passerà attraverso una nuova versione delle partecipazioni statali, mentre il piano dell’acciaio dovrà essere messo a punto dalla stessa comunità siderurgica nazionale».

Una cosa sulla quale ha insistito è stata questa: «Non dobbiamo commettere l’errore di avere fretta, perché quella che sta avvenendo è una trasformazione epocale e dovrà essere affrontata con grande cautela».

Antonio Gozzi, presidente di Duferco Italia Holding, dopo aver ribadito che «l’anno finanziario che si è appena chiuso è stato estremamente positivo per Duferco», ha però affermato di «condividere i timori per quanto potrà accadere in futuro perché il “rimbalzo” del quale stiamo beneficiando non potrà che determinare anche ricadute non positive».

Ricordando il processo che porterà alla messa in marcia del nuovo laminatoio “green” di San Zeno Naviglio (Bs), Gozzi ha evidenziato che «si tratta del primo esempio di impianto del genere che sarà interamente alimentato da energie rinnovabili» e che «si sta lavorando anche sulle possibili soluzioni per alimentare i forni di riscaldo per impianti tradizionali, per i quali oggi si usa il gas, attraverso l’uso di biodigestori per la produzione di biogas».

Per Antonio Marcegaglia, presidente del Gruppo omonimo, «il primo semestre del 2021 è stato caratterizzato da numeri importanti, che fanno presagire un bilancio record per il 2021. Abbiamo investito nell’acciaio verde, con la start-up svedese H2GS, stiamo lavorando su prospettive di crescita sia nell’inox che nel carbonio, con diverse opzioni in Italia e all’estero».

Certo, «permangono criticità: dal prezzo dell’energia, all’approvvigionamento di materie prime, dalla salvaguardia alle spinte protezionistiche, ma sono molto più fiducioso rispetto alla media degli imprenditori che hanno risposto alla survey: il clima che abbiamo respirato a Made in Steel – ha spiegato Marcegaglia – è un ulteriore segnale che tutti gli operatori hanno percezioni positive sul mercato. La domanda reale è ancora robusta e resterà tale anche nel 2022. Dobbiamo avere la capacità di cavalcare questo momento, lavorando, anche sul fronte europeo, per rafforzare l’intera filiera dell’acciaio italiano».

Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Holding, ha invece evidenziato che «sarà molto importante mettere al centro dell’attenzione temi come salvaguardia ambientale e formazione, che a mio parere diventeranno sempre più decisivi per determinare il futuro delle imprese».

Ricordando poi che «la siderurgia italiana, con il suo 85% di produzione da forno elettrico, è decisamente sostenibile dal punto di vista dell’ambiente e, anzi, un modello di economia circolare, mentre purtroppo si perpetua il luogo comune secondo il quale la siderurgia italiana viene identificata con Taranto (unica acciaieria nazionale con gli altiforni; ndr), ma non è affatto così».

Secondo Stefano Rossetti, vice direttore generale vicario di BPER Banca, «il sistema bancario, e BPER in particolare, potranno svolgere un ruolo fondamentale nel 'Rinascimento' che connota il comparto della siderurgia, tema conduttore di questa tre giorni improntata all'ottimismo e alla voglia di fare, come abbiamo toccato con mano tra i padiglioni della fiera».

Innovazione e sostenibilità «sono le parole cardine della ripresa, che ancora una volta vede al centro il sistema manifatturiero e i distretti, con le loro filiere produttive di eccellenza. Il nostro impegno è quello di sostenerle nella competizione globale e di aiutarle a cogliere tutte le opportunità che il Piano di ripresa e resilienza ha messo in campo per lo sviluppo del Paese».

Al termine del dibattito si è svolta la cerimonia di conferimento della medaglia di acciaio “Federico Giolitti” da parte dell’Associazione Italiana di Metallurgia (AIM), assegnata al presidente di Federacciai e di Acciaierie Venete Alessandro Banzato, e della medaglia di acciaio inossidabile “Gabriele Di Caprio” da parte di AIM e del Centro Inox, che è andata a Massimo Zoppegni di Aperam Italia.


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