Siderweb utilizza i cookie per una migliore gestione del sito.
Per ulteriori dettagli e per informazioni si invita a consultare la nostra policy relativa alla privacy e la nostra policy relativa ai cookie. Accedendo al sito acconsenti all'uso dei cookie.
Scopri
Siderweb
Prova Gratuita 

«Dire, fare, comunicare»

Così le istituzioni non parlano alle imprese

Versione stampabile

Questa volta rovesciamo la “monetina” della comunicazione: al posto dell’imprenditore e della sua azienda scegliamo l’istituzione. Come comunicano lo Stato, il Governo, gli enti locali? In particolare come comunicano con l’impresa?
L’impresa è un soggetto primario del tessuto sociale di un Paese, con il suo ruolo di creazione di valore economico, di strumento di occupazione e di sviluppo del territorio. Una serie di funzioni garantite dalla Costituzione ma non riconosciute di fatto dalle istituzioni pubbliche. Non meraviglia quindi, anche se è amaro constatarlo nuovamente, che alle imprese si rivolgano poco e male quando addirittura non preferiscano il silenzio.
Anche in questo caso si preferisce la strada “doveristica” a quella della condivisione: le imprese, come i cittadini sono “sudditi” obbligati al rispetto dei doveri e molto meno informati sull’esistenza e sul rispetto dei diritti. Pur dando atto delle difficoltà congiunturali e dei vincoli di finanza pubblica, la politica economica vive più di annunci che di fatti concreti, con l’inevitabile risultato di mischiare i pochi interventi con i molti progetti che resteranno chiusi nel cassetto.
Tre esempi indicativi di questa anomalia comunicativa: la pressione sul lavoro, la ragnatela della burocrazia e la fiscalità sugli immobili aziendali. Nelle ripetute discussioni sugli strumenti di politica economica da realizzare per mettere alle spalle la crisi economica tutti i politici e lo stesso Presidente del Consiglio sottolineano la necessità di alleggerire la pressione fiscale sul lavoro, per restituirgli un minimo di competitività rispetto agli altri Paesi europei. Dove sta il problema di comunicazione? Principalmente nel fatto di promettere troppo rispetto a ciò che può essere garantito, un minimo intervento di riduzione dell’Irap.  L’insistenza comunicativa con cui si pone l’accento sulla necessità di ridurre le tasse per le imprese rischia di essere controproducente, nella reazione di delusione quando si scoprirà che l’insieme degli oneri fiscali sulle imprese, tra imposte centrali e tributi locali, è destinato ad aumentare anziché diminuire.
Analogamente stiamo assistendo a ripetuti annunci sulla riduzione dei vincoli burocratici che gravano sulle imprese. Anche in questo caso alla forza dei messaggi segue la debolezza delle misure concrete, a dimostrazione di come nel corso degli anni sia stata creata una ragnatela intrecciata di regole e cavilli, di norme e di deroghe, di responsabilità (in capo al cittadino e all’imprenditore) e di inerzia (in capo ad alcune componenti della pubblica amministrazione). In questo caso dove sta l’errore di comunicazione? Nella genericità della “battaglia antiburocrazia” che manca di obiettivi precisi, magari più limitati ma concretamente realizzabili e manca soprattutto del principio della responsabilità per le inadempienze della Pubblica amministrazione di fronte alle richieste delle imprese. E’ preferibile un no tempestivo e motivato a una dilazione dei tempi che equivale a un no silenzioso e immotivato.
Infine la questione della fiscalità sugli immobili aziendali. In questo caso nemmeno si comunica, di fronte a una serie di obblighi e scadenze fatte di Imu, Iuc, Tari, Tares e balzelli vari. L’impresa è lasciata sola, senza nemmeno la comunicazione delle regole stabilite dal singolo ente impositore. Basta fare un giro dei siti dei Comuni per comprendere questo paradosso: malgrado gli obblighi di informazione questi siti vanno a gare per non pubblicare le regole o per nasconderle quando vengono pubblicate. Dove sta l’errore di comunicazione? Nel violare qualsiasi principio di informazione, di trasparenza e di sostenibilità impositiva. 

 data-mce-src=
Le rubriche precedenti

  data-mce-src=

«Dire, fare, comunicare»
«Il digitale vive di internet, ma non solo di internet»

 data-mce-src= «Dire, fare, comunicare» 
«La miglior strategia per comunicare? Saper ascoltare»
 data-mce-src= «Dire, fare, comunicare»
«La pubblicità non è solo l'anima del commercio»

ARTICOLI CORRELATI

14 maggio 2014

L'angolo di Carlini

Gli imprenditori? Terribilmente frettolosi!

di

12 maggio 2014

«Oikos Nomos»

«La nuova geografia dell'acciaio: la top 5 tra salite e discese»

di Gianfranco Tosini

8 maggio 2014

L'editoriale di Emanuele Morandi

Come recuperare i ritardi

di

29 aprile 2014

«Due parole con il professore»

«Alstom: una vicenda d’Oltralpe che ci interessa da vicino»

di Carlo Mapelli

22 aprile 2014

«Dove corre la corrente»

«Cogliamo con coraggio le opportunità dei mercati»

di Claudio Enriquez

4 aprile 2014

«Exponiamoci»

«Albero della vita – una sfida ai modelli consolidati di business»

di Giancarlo Turati

28 marzo 2014

«Twitta che ti passa»

«Come importare una strategia di sociale media marketing. Qualche consiglio per iniziare»

di Michele Rinaldi

25 marzo 2014

«La strada Ferrata»

«Riequilibrare il mercato»

di Rino Ferrata
Altre News

Lascia un Commento



“Un pensiero ovvio ed una critica sterile godono, purtroppo, della stessa libertà di espressione di molte idee innovative rimaste inascoltate.”

Valter Redolfi

DOSSIER

Dossier

Coronavirus: sfida d'acciaio

L'impatto della diffusione dell'epidemia sul sistema economico italiano e internazionale

ULTIME NEWS

29 maggio 2020

Innovazione: tre importanti interventi per AIC

La tecnologia di Automazioni Industriali Capitanio a supporto di aziende in Italia, Stati Uniti e India

di Marco Torricelli

29 maggio 2020

A Steem for steel. Vince il team di Pomigliano (Na)

L’ideatrice del progetto Raffaella Poggio: «Esperienza formativa per studenti e aziende partecipanti»

di Marco Torricelli

29 maggio 2020

Tregua tra JSW Italy e il comune di Piombino

Incontro chiarificatore dopo lo sfogo del sindaco Ferrari. A marzo spedizioni per oltre 56 mila tonnellate

di Giorgio Pasquinucci

29 maggio 2020

Automotive: Volksvagen investe due miliardi in Cina

Renault invece annuncia un piano di pesanti tagli: risparmi per due miliardi di euro e taglio di 15mila addetti

di Marco Torricelli
Altre News

MERCATI

SPECIALI

Speciali

La fase 2 dell'acciaio

I contributi degli analisti di siderweb su lockdown, previsioni e attese per la siderurgia nella fase 2

Altri Speciali

Riciclo imballaggi

RICREA: «Recupero record di imballaggi in acciaio»
A cura di RICREA Consorzio Nazionale Riciclo

RICREA: «Recupero record di imballaggi in acciaio»

Nel primo trimestre del 2020 superate le 40mila tonnellate, con un incremento del 16% rispetto all’anno scorso

Tecnologie industriali

Laminazione: il ruolo decisivo del forno di riscaldo
A cura di Redazione Siderweb

Laminazione: il ruolo decisivo del forno di riscaldo

Preparare in modo adeguato il prodotto alla fase di trattamento specifico è garanzia di risultati ottimali