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Non solo l'elettrico nella mobilità del domani

Scenari e probabili futuri del trasporto nel convegno dedicato agli End users

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RHO (MI) – Elettrico, ibrido, a idrogeno, diesel o benzina, a ciascuno il suo motore. La mobilità è uno degli ambiti produttivi, e in ottica più ampia sociale, dove la trasformazione sarà più radicale, a cominciare proprio dalla tipologia di veicolo che si guiderà.

«L’outlook dei prossimi vent’anni ci dice che il trasporto privato si dividerà al 50% tra elettrico e alimentazioni tradizionali» spiega il docente del Politecnico di Milano e segretario del Cluster lombardo della mobilità Gianpiero Mastinu durante il convegno The future of the end users di Made in Steel.

Ma le soluzioni tecnologiche non sono le stesse per tutti i settori, a cominciare da quello dei mezzi industriali e agricoli «dove i motori elettrici possono andare bene solo per alcuni prodotti leggeri e di piccole dimensioni» conferma il chief purchasing officer di Cnh Industrial Sergio Carpentiere, «anche perché per quelli grandi al momento servono batterie di 6 metri cubi» aggiunge il direttore innovazione della Argo tractors spa Giovanni Esposito.

A vivere una rivoluzione drastica pure il trasporto ferroviario «che si inserisce nell’ottica di una mobilità più ampia, oltre le single municipalità – sottolinea il presidente di Fnm spa Andrea Gibelli durante l’incontro moderato dal vice presidente di Made in Steel e ceo di Pipex Italia spa Luigi Cuzzolin -.

Da qui al 2025 passeremo da 800 mila viaggiatori al giorno in Lombardia a più di un milione. Noi dobbiamo continuare a investire, con altri 76 nuovi treni in arrivo (che si aggiungo ai 100 già acquistati) per sostituire tutta la flotta di Trenord, e chiedere allo Stato di fare lo stesso sull’infrastruttura ferroviaria».

E l’acciaio in tutto questo rimarrà centrale? «A oggi non esiste un materiale in grado di sostituirlo per la mobilità domestica – spiega il docente di Siderurgia al Polimi Carlo Mapelli -, sebbene ci siano margini di miglioramento ancora inespressi. Esistono infatti nuovi acciai pronti a entrare sul mercato, per esempio quelli ad alto manganese dove i coreani fanno da driver».


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