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Sempre più acciaio per Fratelli Cosulich

Il colosso mondiale della logistica a Made in Steel per quelle relazioni che portano innovazione

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C’è sempre più acciaio nelle operazioni di Fratelli Cosulich, il colosso mondiale della logistica con quartier generale a Trieste: nel 2020 ha acquisito il 37% del trader svizzero Trasteel. E lo scorso è stato anche l’anno che ha visto il gruppo andare oltre lo shipping e investire nella produzione siderurgica, con l’ingresso (per tramite di Trasteel) nelle Officine Tecnosider di San Giorgio di Nogaro, che producono circa 400mila tonnellate l’anno di lamiere da treno. «Miriamo a essere protagonisti nell’importazione di bramme a San Giorgio di Nogaro – chiarisce il presidente e CEO di Fratelli Cosulich, Augusto Cosulich -. Abbiamo di recente acquistato la maggioranza dell’agenzia marittima e casa di spedizioni Marlines, con sede nei porti di Monfalcone e Porto Nogaro e che tratta molti altri prodotti siderurgici che lì vengono sbarcati».

È infatti la partnership con un altro operatore leader nelle lamiere da treno, l’ucraino Metinvest, che tre anni fa «ha fatto esplodere il nostro business nell’acciaio – ricorda Cosulich -. Curiamo tutta la logistica per la spedizione delle bramme da Mariupol: un flusso di quasi 2 milioni di tonnellate l’anno». Inoltre, «da anni abbiamo un solido rapporto con Duferco» e «stiamo approfondendo i contatti con Eusider, gruppo per il quale già lavoriamo». 

Date le premesse, è facile capire perché Fratelli Cosulich parteciperà anche quest’anno come espositore a Made in Steel: «La speranza è di poter incontrare gli operatori. La comunicazione e la conversazione sono fondamentali, è complicatissimo svolgere le nostre attività solo con le videochiamate. Nei giorni scorsi – sottolinea Cosulich – sono stato a Kiev. Anche se con difficoltà enormi, dovute alla pandemia, in una giornata ho risolto quello che nei 3 mesi precedenti non ero riuscito a sboccare». Non solo: anche alla base dell’innovazione ci sarebbe quell’interscambio di informazioni che può avvenire solo faccia a faccia. «Seppur con grandi asset, noi siamo una società di servizi. Ed essere innovativi, per noi - marca Cosulich -, vuol dire andare alla ricerca di ciò di cui il cliente ha bisogno, capire quali sono i suoi problemi e risolverli insieme. Dove possiamo tagliare i costi, dove si può migliorare l’efficienza? Una discussione efficace può essere solo di persona». In questo senso, «l’operazione allibo è stata innovativa perché ha risolto un problema». 

Il problema in questione era quello di Porto Nogaro: «Il pescaggio ridotto, circa 5,5 metri, non permette alle grosse navi di attraccare. Così, il materiale necessario ai quattro laminatoi dell’area veniva sbarcato a Monfalcone, dove c’è un pescaggio maggiore, e da lì trasferito su migliaia e migliaia di camion, con un impatto notevole sul territorio» ricorda Cosulich. Tre anni fa, il gruppo ha noleggiato 6 navi specializzate per effettuare le operazioni di allibo: parte del loro carico viene sbarcato a Monfalcone, alleggerendo la nave e riducendone il pescaggio, il resto a Porto Nogaro. «In tre anni abbiamo eliminato 30mila camion dalle strade e sbarcato più di 1 milione di tonnellate di bramme a Porto Nogaro invece che a Monfalcone. Lo abbiamo fatto – sottolinea Cosulich – con il supporto economico della Regione Friuli-Venezia Giulia, che ci ha permesso di coprire tutte le spese aggiuntive. Un aiuto che è stato rinnovato per altri tre anni». Sempre in collaborazione con la Regione, ora la Fratelli Cosulich sta organizzando una linea di treni per collegare Monfalcone a Porto Nogaro, che permetta di eliminare altri camion dalle strade. «Abbiamo ovviamente incontrato delle difficoltà, ma cerchiamo di bilanciare le esigenze degli operatori siderurgici, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Inoltre – spiega il presidente –, il trasporto via rotaia presenta dei problemi: le operazioni di imbarco sul treno e di smistamento a Monfalcone al momento hanno delle difficoltà operative che stiamo tentando di risolvere. Speriamo quindi di togliere altri 10mila camion dalle strade nel 2021». 

Dalla rotaia al mare, negli ultimi mesi si è registrato «un aumento dei noli marittimi eclatante e in parte anche non giustificato. Se un mese fa il trasporto Hong Kong-Genova costava mille dollari, oggi è arrivato a diecimila. Nel trasporto generale dei prodotti siderurgici c’è stato un aumento dei noli – specifica Cosulich -, ma molto meno evidente». In ogni caso, «spero che ci sia una leggera correzione, altrimenti si finirà per rendere impossibile scaricare i rincari sul cliente finale, bloccando le compravendite e facendo un danno all’intera economia».


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