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Gozzi: «Il bene supremo dell’Europa è la sopravvivenza dell’industria»

Per il presidente di Federacciai si devono superare le contrapposizioni di interessi o l'intera filiera sarà a rischio

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TRAVAGLIATO (BS) «Il bene supremo dell’Europa è la sopravvivenza dell’industria». È questo l’“assioma” alla base del discorso che i presidente di Federacciai Antonio Gozzi ha pronunciato in occasione della presentazione della ricerca siderweb Bilanci d’Acciaio 2023, subito dopo i saluti di apertura di Paolo e Francesca Morandi, rispettivamente Ceo e Content Manager di siderweb.

Per il presidente di Federacciai «tutte le altre attività sono collaterali, non perché meno importanti ma perché nel caso che l’industria si spenga subiranno progressivamente il medesimo destino».

Il problema per Gozzi è che l’industria è a rischio dal momento che l’Ue pare «in stato confusionale» sul mantenimento della competitività dei sistemi industriali. Il pensiero dominante era che il raggiungimento dello stato di economia di mercato avrebbe potuto portare allo sviluppo delle democrazie. Un pensiero che si è rivelato sbagliato, come dimostrato dalle continue violazioni da parte della Cina delle regole internazionali». «L’idea che tutto può essere risolto con logiche di mercato è falsa, così come la ricerca focalizzata unicamente al miglior prezzo, che ha favorito i regimi autocratici».

Guardando al futuro, il presidente di Federacciai ha annunciato che «il mercato internazionale dei prossimi anni avrà caratteristiche molto diverse da quanto conosciuto fino ad ora». Le valutazioni del “professore” dell’acciaio italiano sono per un commercio di beni che si polarizzerà sempre più in cluster di macro aree.

«In questo scenario non riesco a capire l’opposizione di diverse aziende anche della nostra filiera alla bozza di accordo tra Usa e Ue. Biden sarà probabilmente l’ultimo presidente atlantista, i suoi successori guarderanno probabilmente più al Pacifico che all’Atlantico. Era un’occasione per creare un’area che potesse comprendere Usa, Canada, Messico e Ue in cui superare i limiti della Section 232».

Provocatoriamente il presidente di Federacciai ha rimarcato che le regole del Wto sono ormai obsolete: «Valevano con la globalizzazione», ora l’organismo non è in grado di farle rispettare e le forzature cinesi ne sono un esempio.

Criticando il dubbio effetto protezionistico del Cbam, Gozzi ha concluso con il tema della chiusura all’export rottame, uno dei più cari ai produttori siderurgici Ue.

«Non intervenire su export di rottame è “demenziale” – ha tuonato Gozzi - perché vuol dire far uscire dai confini una materia prima strategica e questo è profondamente contrario al principio di salvaguardia dell’industria Ue da cui sono partito. Le filiere devono essere consapevoli della situazione e dei cambiamenti. Noi non possiamo continuare a vedere contrapposizioni tra produttori e trasformatori e commercianti e utilizzatori di rottame se vogliamo salvaguardare la sopravvivenza delle nostre imprese a qualsiasi livello della filiera».


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