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Bilanci d’Acciaio 2020: orgoglio e volontà di crescere

Made in Steel 2021 spostato da marzo a maggio. L’annuncio in apertura del tradizionale evento di siderweb

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L’orgoglio di dar vita alla dodicesima edizione di Bilanci d’Acciaio e la ferma volontà di trarre nuovi stimoli – anche in un periodo drammatico come quello che si sta vivendo – sono emersi con chiarezza all’apertura dei lavori dell’evento, forzatamente in formula virtuale, andato in scena oggi.

Dopo l’introduzione del direttore generale di siderweb Lucio Dall’Angelo, il presidente Emanuele Morandi ha detto che «fare il bilancio significa tirare le somme, guardarsi allo specchio, e guardare, oltre ai propri, ai numeri dei competitor, clienti, fornitori, clienti dei nostri competitor. Ma, in questo tempo di incertezze, significa guardare a tutto questo con occhio diverso, cercando di intravedere chi e come si sta preparando alla rinascita».

Per questo, ha spiegato, «accanto ai risultati del passato, cercheremo di capire soprattutto cosa ci aspettiamo per il 2021 e per gli anni a venire. Perché ricordiamocelo: il virus prima o poi scomparirà e ci sarà un futuro che dobbiamo preparare».

Morandi, poi, ha lanciato un appello: «Faccio mio quello di Jared Diamond, che sul Financial Times ha scritto “Non sprechiamo la grande crisi globale”. Perché la reazione alla crisi pandemica potrebbe finalmente motivarci ad affrontare in modo consapevole e lucido le grandi questioni che riguardano il futuro nostro, delle nostre imprese e delle nostre filiere».

Dopo aver spiegato che «speravo fortemente di potervi incontrare di persona, ma l’appuntamento è solo rimandato», il presidente di siderweb ha fatto un annuncio importante: «La voglia di fisicità – ha detto Morandi – vi prego di tenerla in serbo per l’edizione 2021 di Made in Steel, l’edizione della Rinascita. Seguendo le indicazioni e le richieste che ci venivano da molti di voi abbiamo deciso di spostarla da marzo a maggio e non appena con Fiera Milano individueremo le date precise lo comunicheremo ufficialmente».

Concludendo il proprio intervento, Emanuele Morandi ha voluto rivolgere parole di ringraziamento «a coloro che hanno reso possibile questo evento: i nostri sponsor UBI Banca, COFACE e Regesta, oltre che a tutti i partecipanti all’evento».

Il secondo intervento è stato quello di Riccardo Benso, presidente di Assofermet che, dopo aver messo in evidenza l’importanza dell’evento, prendendo spunto dalle parole di Emanuele Morandi, ha affermato che «ci sarà bisogno di un approccio nuovo, lanciare il cuore e la mente oltre le nostre confort zone per rivitalizzare una community dell’acciaio che ha sofferto tanto ed un mercato siderurgico globale ed europeo che è stato ed è sottoposto a grossi scrolloni che hanno messo a dura prova la legge che regola domanda e offerta».

Il mercato, ha detto Benso riproponendo un tema caro all’associazione di cui è alla guida, «è caratterizzato da una «forte carenza di materiale che determina fortissimi extracosti soprattutto nella trasformazione e quello che noi pensiamo è che sia necessario rivedere le posizioni relative alle barriere protezionistiche: non per una sorta di “liberi tutti”, ma perché, anche alla luce dell’evoluzione della situazione dell’ex Ilva, la situazione attuale preoccupa molto i trasformatori».

Secondo il presidente di Assofermet, quindi, «è necessaria un’interlocuzione franca e sincera con gli amici produttori su questi temi, perché a nostro avviso occorre fare attenzione (il riferimento ovviamente è alle misure di salvaguardia; ndr) a non avere un approccio troppo restrittivo. La domanda ripartirà – ha concluso Riccardo Benso – e dobbiamo prepararci a guardare con sguardo condiviso ed a serrare i ranghi per evitare tensioni».

Un tema che ovviamente è stato affrontato anche Antonio Gozzi, vicepresidente di Federacciai, che prima però ha voluto, oltre che «portare i saluti del presidente Alessandro Banzato», ricordare quanto «Bilanci d’Acciaio sia ormai uno strumento consolidato di una comunità che prima esisteva meno come tale, perché siderweb ha avuto la capacità di mettere insieme gli attori e farli comunicare tra loro».

Quello che abbiamo alle spalle, ha detto Gozzi, «è stato un anno difficile e quelli che ci aspettano saranno mesi altrettanto impegnativi, anche perché le misure che saranno adottate avranno conseguenze sui mercati e sulle imprese. C’è ovviamente un tema di resilienza – ha rimarcato – perché il mondo non finisce certo con il Covid e la ripresa prima ancora che economica dovrà essere psicologica».

I siderurgici italiani, ha rivendicato il vicepresidente di Federacciai, «vanno avanti e non annullano certo gli investimenti che avevano programmato, perché quella che abbiamo di fronte è una doppia sfida: gestire la contingenza, ma guardare avanti e noi, anche se spesso non lo sappiamo comunicare, facciamo molto al riguardo».

A proposito delle richieste di Assofermet, Gozzi ha detto che «noi siamo uomini di mercato e non protezionisti, ma riteniamo che siano venute meno quelle regole di fair trade che permettono alle imprese di operare in termini di giustizia e quelle messe in atto non sono state azioni protezionistiche ma di riequilibrio».

Ricordando che «l’Europa nella corsa verso la sostenibilità ha deciso di spingere a fondo su decarbonizzazione e protezione ambientale e la cosa renderà la produzione di acciaio sempre più difficile», per poi indicare gli «elementi di criticità che queste strategie introducono e le grandi manovre di Germania e Francia che rischiano di scaricare su Paesi come l’Italia i costi relativi alla CO2».

A fronte di questo, però, ha spiegato il vicepresidente di Federacciai, «in Italia una strategia non c’è ed allora invito tutti a riflettere sul percorso di decarbonizzazione, magari studiando a fondo il piano tedesco dell’acciaio della Germania, che è molto interessante e potrebbe offrire spunti molto interessanti, soprattutto quando vi si legge che andare solo verso la produzione da forno elettrico potrebbe risultare una strategia pericolosa».


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