Coronavirus: edilizia in crisi, l’acciaio soffrirà
Rischiano di andare in fumo 34 miliardi di euro di investimenti nel 2020: il settore non potrà che risentirne
30 marzo 2020
Il risultato della stima preliminare condotta dagli analisti del Cresme (Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell'edilizia) sull’impatto settoriale dell’emergenza-coronavirus rappresenta un segnale d’allarme anche per la filiera della siderurgia.
In base alle analisi svolte, edilizia e genio civile, includendo investimenti in nuova costruzione e manutenzione straordinaria, potrebbero subire una contrazione (valutata a valori costanti) del -22,6% rispetto al 2019.
Le attese a fine 2019 erano confortanti, «con una crescita complessiva – spiega il Cresme – del +2,4% (che dava seguito al +3% dell’anno passato), trainata dall’attività nuova costruzione (specialmente in ambito infrastrutturale). Gli investimenti attesi nel 2020, valutati a valori 2019, erano quindi pari a circa 141 miliardi di euro». Ora però, le stime indicano, invece, che «ci si potrebbe fermare ad appena 107 miliardi di euro, una perdita potenziale pari a 34 miliardi di euro».
Seppur di minore entità, «potrebbe essere drammatico anche il dato sui minori investimenti in opere infrastrutturali, che crollerebbero del -12,6%, sia in ambito di nuova costruzione (-2,5 miliardi), sia in ambito di manutenzione straordinaria (-1,9 miliardi).
Secondo il Cresme «alla base di questo scenario vi sono assunzioni sulla entità e sulla durata del blocco dell’attività imposto al settore nel quadro di contenimento dell’epidemia in atto: quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per le nuove costruzioni non di pubblica utilità; quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per gli interventi di riqualificazione edilizia (salvo riparazioni improrogabili, si consideri che nei mesi fra marzo e maggio viene effettuato il 35% degli interventi); parziale sospensione dei cantieri per le opere del genio civile di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria; ripartenza improntata alla cautela da giugno a ottobre».
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