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Galbiati Family è pronta per Made in Steel

A fieramilano con un progetto sulla sicurezza di movimentazione degli imballaggi e uso della reggetta BESTRAP acciaio

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Non si scartano i regali prima di Natale. Però, restando in metafora, si può scuotere la scatola. Così si scopre che riguarda la sicurezza di movimentazione dei pesanti rotoli di reggetta BESTRAP acciaio la novità con la quale la Galbiati Family si presenterà a Made in Steel 2021, tra le prime aziende ad aver confermato la propria partecipazione all’evento. «Ci stiamo lavorando da due anni – ha anticipato Massimo Galbiati, Sales Manager di Praim, realtà del gruppo che si occupa proprio di produzione di materiali e accessori per l’imballo -. Presenteremo una prima parte del progetto alla fiera di settore Interpack, un mese prima di Made in Steel, dove porteremo la sua evoluzione per la siderurgia. Se il nuovo sistema prenderà piede, come crediamo, cambierà notevolmente il mondo della gestione dell’imballo. Sempre coniugando sicurezza e gestione dei costi».

Non è l’unico progetto cui la Galbiati sta lavorando: il pacchetto di investimenti in corso si aggira attorno al milione di euro. Galbiati, per esempio, è al lavoro sull’ammodernamento di una linea produttiva. Fibrocev ha investito sul personale per sviluppare il mercato estero; Praim installerà una nuova linea di packaging per il prodotto finito.

«Come imprenditori non possiamo fare altro che guardare avanti – ha detto Galbiati -. Sarebbe sbagliato fermarsi in un momento come questo. Anzi, è il momento di affrontare la situazione. Noi ci siamo e continuiamo ad esserci». Per questo il gruppo è stato tra i primi a ufficializzare la propria presenza a Made in Steel 2021, e «spero che le altre aziende facciano lo stesso e che siano in tante a iscriversi, per mostrare che il mondo siderurgico, pur in grossa difficoltà, si sta muovendo».

Tanto più che nuove opportunità potrebbero nascere grazie alla contemporaneità della Conference & Exhibition con MADE expo e Transpotec Logitec. «Made in Steel sta facendo una grande cosa: sta allargando la filiera. Lo avevo chiesto io stesso a seguito della prima edizione che si era tenuta a Milano. Quello che ritengo un importante meeting siderurgico potrebbe diventare un ambiente di commercio vero e proprio, aprendo alle trattative – ha analizzato Galbiati -. Non sarebbe sbagliato allargare ulteriormente la base di espositori di Made in Steel anche al filo e al tubo». Senza fare concorrenza al Tube & Wire, secondo Galbiati, ma per portare ulteriore sviluppo.

E di sviluppo, l’acciaio italiano, oggi ha più che mai bisogno. «Mi sarei aspettato qualcosa di più da parte dei nostri governanti. Stanno "ammazzando" il siderurgico italiano – ha detto amareggiato Massimo Galbiati -. Non ha senso avere il più grande polo siderurgico europeo che non sta producendo». Per quel che riguarda anche il resto della filiera, secondo Galbiati, «ci hanno lasciato veramente a piedi. Nessuno ci ha dato una mano, né dal punto di vista finanziario né degli incentivi. È assurdo che abbiano varato incentivi per il monopattino e non per l’auto o il bianco e le loro filiere. Non dico di mettere i soldi in tasca agli italiani, ma di tagliare la tassazione e, appunto, di introdurre forme di incentivazione per far ripartire i consumi».

Sul futuro Galbiati si è detto comunque positivo. Per il gruppo, così come per pressoché tutta la filiera siderurgica globale, aprile e maggio sono stati negativi. «Giugno ha visto un pareggio di fatturato rispetto al 2019. Le nostre previsioni ora sono rosee: vedo un aumento dei volumi e una ripresa delle quotazioni. Siamo ottimisti».

 

E. B.