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Coronavirus: la Spagna si ferma. Unesid protesta

L’associazione dei produttori di acciaio chiede al governo del tempo per pianificare le interruzioni di produzione

Anche in Spagna, dopo il decreto che di fatto “congela” l'economia iberica fino all'11 aprile, permettendo soltanto alle aziende necessarie l'apertura, l’associazione dei produttori di acciaio (Unesid) polemizza con il governo.

L’associazione ha inviato una lettera al ministero dell'Industria nella quale spiega che tra 35 e 40 dei 60 impianti siderurgici esistenti in Spagna non possono interrompere la loro attività entro un giorno, come il governo ha decretato. Spiegando che per gli altiforni serve un periodo lungo.

Il direttore generale di Unesid, Andrés Barceló, ha detto che «abbiamo scoperto tutto alle 23,35 di ieri, quando il decreto è stato pubblicato» ed ha richiesto «del tempo per pianificare le fermate della produzione».

Barceló si è detto fiducioso che il ministro Reyes Maroto possa sciogliere i dubbi che il decreto ha generato, segnalando un altro problema che preoccupa l'industria siderurgica spagnola: quello di chiudere e lasciare le strutture senza personale di sicurezza.

M. T.