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ArcelorMittal: primo trimestre in perdita

Fatturato in calo del 22,6% rispetto all’anno scorso

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Un risultato peggiore di quello dell’anno scorso, ma migliore rispetto al quarto trimestre del 2019. Il 2020 di ArcelorMittal inizia con un bilancio a due facce: il maggior gruppo siderurgico mondiale ha infatti reso noto di aver «migliorato le performance operative rispetto al trimestre precedente – si legge nella nota stampa -, grazie ai positivi sviluppi del mercato prima dell’escalation della pandemia da COVID-19 in marzo». Un miglioramento che si è tradotto in «una perdita operativa di 0,4 miliardi di dollari (contro 1,5 miliardi nel quarto trimestre 2019), e un Ebitda di 1 miliardo di dollari (+4,5%)». Confrontando i dati con il primo trimestre del 2019, invece, si nota una riduzione del 22,6% del fatturato (14,844 miliardi di dollari) ed una perdita netta di 1,120 miliardi di dollari, contro un utile di 414 milioni nel 2019. La produzione è stata pari a 21,1 milioni di tonnellate (-12,4%) e le consegne a 19,5 milioni di tonnellate (-10,6%).

«Il miglioramento delle performance operative nel primo trimestre è stato oscurato dalla crisi legata alla diffusione del coronavirus – ha commentato Lakshmi Mittal, presidente e CEO di ArcelorMittal -. A fronte della sfida umanitaria, la priorità dell’azienda è stata di prendere tutte le azioni necessarie alla salvaguardia del benessere dei dipendenti. Abbiamo anche compiuto mosse per proteggere il business a fronte di uno scenario senza precedenti». Per far ciò il gruppo «ha chiuso temporaneamente alcuni forni, tagliando la produzione e riducendo i costi operativi». Per il prossimo futuro «nel corso del mese molti stati hanno iniziato ad annunciare i dettagli delle rispettive “exit strategy”. Nonostante esse rappresentino un alleggerimento, e non una fine, del lockdown, i settori delle costruzioni e della manifattura saranno tra i primi a ripartire e stiamo vedendo alcuni segnali della ripresa dell’attività dei clienti».

Le attese dell’azienda per il secondo trimestre sono per una produzione compresa tra i 13,5 ed i 14,5 milioni di tonnellate, con un Ebitda compreso tra i 400 ed i 600 milioni di dollari.

070520

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