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Bilanci d'Acciaio: «reazione convincente» del Centro-Sud nel 2021

Gli interventi di Teodori (Unibs) e Ferrari (siderweb) a "La filiera dell’acciaio nel Centro-Sud: numeri e prospettive"

L’acciaio al Centro-Sud ha mostrato una «reazione convincente» nel 2021 dopo il calo registrato nel 2020. Questa in estrema sintesi la valutazione che Claudio Teodori, docente dell’Università degli Studi di Brescia, ha fatto dei risultati economico-finanziari di 294 aziende durante il convegno online «La filiera dell’acciaio nel Centro-Sud: numeri e prospettive», svoltosi oggi, 17 novembre. Lo scorso anno è cresciuto in modo significativo l’Ebitda, favorito da una minore incidenza del costo del lavoro e da un incremento importante del fatturato. Fatturato che, ammontato a quasi 8 miliardi e mezzo di euro, ha fatto registrare un aumento del 54%, leggermente inferiore a quello del dato nazionale ma «comunque molto positivo». Quanto al reddito netto, da una perdita di esercizio si è passati a un utile che incide per il 2,5% sul fatturato. Il valore aggiunto, ha precisato Teodori, «è cresciuto senza tornare ai livelli del 2019, ma bisogna tener conto del fatto che nel 2020 il Centro-Sud aveva perso molto di più rispetto al resto d’Italia, quindi sarebbe stato molto difficile recuperare il gap in un anno solo». Allo stesso tempo la redditività, dopo i valori negativi del 2020, è tornata positiva con risultati addirittura migliori di quelli del 2019. Più nello specifico, la redditività operativa è passata dall'1,9% al 6,6% (a livello nazionale si è attestata al 7%). Migliore anche l’efficienza finanziaria, che non solo ha recuperato rispetto al 2020 ma è andata oltre rispetto al dato del 2019. Si è rafforzata poi la solidità, anche se «persiste una certa distanza rispetto al resto d’Italia, con l’indebitamento che resta maggiore al Centro-Sud e la rischiosità finanziaria che è da monitorare». Esaminando i diversi comparti, quello nel quale le differenze tra Centro-Sud e resto d’Italia sono più accentuate è quello produttivo: i risultati del Centro-Sud sono stati inferiori a quelli nazionali. Negli altri si notano invece differenze «poco determinanti»: la distribuzione è meno performante al Centro-Sud, ma non in maniera troppo marcata, mentre nel resto dei comparti (centri servizi, commercio di rottame, lamiere) le discrepanze sono trascurabili.
Secondo i risultati di un sondaggio sul sentiment degli operatori, si prevede che il fatturato crescerà quest'anno e calerà nel 2023, mentre i rischi percepiti come più importanti sono quelli operativi (prezzi e disponibilità delle materie prime, costo dell'energia), ma anche quelli finanziari, la concorrenza internazionale, il rischio Paese e rischi di tipo strategico e inflattivo. In conclusione, sono forti la preoccupazione e l'incertezza, che spingono numerose imprese a voler rimandare gli investimenti. Le aree nelle quali si continua a investire, ha sottolineato Teodori, sono prevalentemente innovazione ed efficientamento. 

A seguire, Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi di siderweb, si è concentrato sulle aspettative per il settore siderurgico in generale nel 2023. La produzione di acciaio grezzo in Italia, dopo il picco di aprile 2021, ha registrato un andamento discendente, addirittura con cali superiori al periodo pandemico (-42% su base annua ad agosto 2022). A settembre di quest'anno c’è stata una ripresa, ma i volumi restano di circa il 19% più bassi rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel frattempo, le importazioni di materie prime, semilavorati e prodotti in acciaio nei primi sette mesi dell’anno sono rimaste elevate (generalmente superiori ai 2 milioni e mezzo di tonnellate al mese). Luglio, ha sottolineato Ferrari, è stato caratterizzato da volumi ancora alti per via degli strascichi degli ordini fatti dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, mentre per i mesi successivi è ragionevole aspettarsi un rallentamento del trend. Per contro, l’export è calato del 3% nei primi sette mesi, con i volumi che da maggio in poi sono risultati inferiori alla media storica. Il deficit commerciale è ammontato a 1,4 milioni di tonnellate. Parlando di consumo apparente, fino a ottobre 2021 c’è stata una forte crescita, dopodiché una stabilizzazione su livelli più bassi ma comunque elevati. Poi, dopo un picco ad aprile, si è verificato un calo che Ferrari ha attribuito soprattutto alla minor produzione interna. Quanto ai prezzi, il tondo per cemento armato resta ampiamente al di sopra della media storica nonostante il ridimensionamento subìto dopo il mese di aprile. I coils a caldo, dopo il picco di aprile, sono scesi invece su livelli molto più vicini ai valori storici.
Analizzando i tassi di crescita delle esportazioni per regione e area geografica, si nota come in generale le esportazioni di metalli e prodotti in metallo siano aumentate in misura superiore alle esportazioni totali, mentre al Centro-Sud è avvenuto il contrario. I risultati migliori sono stati quelli di Puglia (+61,2%), Basilicata (+90,8%) e Molise (+205,9%), mentre sono stati negativi quelli di Sicilia (-8,6%) e Sardegna (-69,5%). In tema di energia, Ferrari ha sottolineato che in base a uno studio pubblicato da SVIMEZ l’impatto dell’aumento dei prezzi è maggiore sull’industria del Sud, dove la struttura industriale e meno efficiente nel consumo di energia. Inoltre, sono maggiori anche il consumo per unità prodotta nonché il costo dei trasporti. Il responsabile dell’Ufficio Studi di siderweb ha poi illustrato le stime della Banca d'Italia sul Pil nel 2023: +,03% nel 2023, +1,4% nel 2024. Per il prossimo anno si prevede un ridimensionamento dei consumi delle famiglie e degli investimenti aziendali, così come degli investimenti in costruzioni, per la fine o la mitigazione dei relativi bonus. Dalle stesse prospettive, suddivise però per aree, si evince come il Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia cresca in generale dello 0,4-0,5 per cento in meno. Dovrebbero crescere leggermente di più i consumi totali e delle famiglie e dovrebbero risultare più alti della media anche gli investimenti totali (meglio quelli nelle costruzioni, più contenuti quelli in macchine, attrezzature e mezzi di trasporto). Basandosi poi sulle stime di Eurofer per la siderurgia, Ferrari ha affermato che la crisi del consumo reale, iniziata nel terzo trimestre di quest’anno, è destinata a proseguire: solo il primo trimestre 2023 farà un po’ eccezione, mentre sia il consumo reale sia quello apparente seguiranno lo stesso andamento nel terzo e quarto trimestre, quando dovrebbero mostrare una ripresa tornando su valori attorno alla media storica. A proposito di consumo apparente in Europa, Ferrari ha evidenziato che il peso della crisi in tonnellate sarà di 20 milioni di tonnellate perse nel biennio 2022-2023 su un totale di circa 280 milioni di tonnellate.


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