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Volatilità in calo ma «il prosieguo dell'anno resta difficoltoso»

Andrea Gabrielli, presidente dell'omonimo gruppo, è intervenuto oggi a MERCATO & DINTORNI

«Nell'ultima parte dell'anno si assisterà a un leggero aumento dei prezzi, dovuto al fatto che i produttori hanno la necessità di compensare l'impennata dei costi energetici. La volatilità dovrebbe essere molto più contenuta rispetto alla prima parte del 2022 e ci si augura che il consumo torni su livelli adeguati in modo da ridurre la forte competitività che si è creata negli ultimi mesi». È la previsione formulata da Andrea Gabrielli, presidente del Gruppo Gabrielli di Cittadella (PD), intervenuto oggi al webinar MERCATO & DINTORNI di siderweb.

Rispondendo alle domande di Lucio Dall'Angelo (siderweb), Gabrielli ha ripercorso la prima metà dell'anno dal punto di vista del settore dei piani, sottolineando la «straordinarietà della situazione che stiamo vivendo». Dopo aver raggiunto il massimo storico a marzo/aprile, i prezzi hanno ritracciato di quasi il 50%, scendendo nel caso dei coils a caldo da 1.300 a circa 750 euro la tonnellata. «Non si era mai assistito prima a una salita e a una discesa così accentuate in tempi così ristretti», ha commentato. Quanto alla domanda, «resta debole e come centri servizi e distribuzione facciamo fatica a capire se esista o meno una richiesta potenziale che rimane inespressa a causa dell'attesa di ulteriori ribassi. Al momento stiamo notando tuttavia una leggera ripresa nella dinamica degli acquisti dovuta al timore di ulteriori aumenti di prezzo». L'offerta, nel frattempo, non manca: «Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, tutti temevano di non trovare materiale e, di conseguenza, erano corsi all'acquisto. Appena il mercato ha recepito il fatto che l'offerta si stava riequilibrando, ci si è fermati e si è assistito a una discesa fortissima delle quotazioni. Ora di materiale ce n'è nonostante le scorte si stiano riducendo».

Sul tema dell'energia, il presidente di Gruppo Gabrielli ha convenuto con gli altri relatori che «questo rimarrà il driver fino alla fine dell'anno e, temo, anche oltre». Come centri servizi e distribuzione in generale, ha precisato, «non siamo particolarmente energivori, tuttavia viviamo di una marginalità molto scarsa e per questo dobbiamo fare molta attenzione nell'incorporare qualsiasi aumento dei costi energetici». Anche perché «non possiamo pensare di tornare a marginalità come quelle pre-Covid vista la maggiore difficoltà rispetto allo scorso anno a ribaltare gli aumenti sui clienti finali». Clienti che, com'è prevedibile, «sono molto preoccupati di quello che sta succedendo: vedono un calo del lavoro e, come i produttori, sono talvolta anch'essi energivori. Negli ultimi due anni sono stati in grado di sostenere il super ciclo delle commodity, ma ora con il problema del caro energia hanno serie difficoltà a trasferire i costi a valle».

Descrivendo l'andamento dei vari settori utilizzatori, Gabrielli ha sottolineato che impiantistica, meccanica e macchinari industriali stanno ancora beneficiando di carichi di lavoro acquisiti alla fine del 2021, prima della disruption verificatasi con il conflitto russo-ucraino. L'automotive resta debole, da una parte per la mancanza di componenti per realizzare il prodotto, dall'altra per la scarsa propensione all'acquisto da parte del consumatore finale. L'elettrodomestico è «il settore che sta vivendo la crisi maggiore: nella fase post-pandemica c'è stata una situazione di ipercomprato e ora sta soffrendo». L'edilizia intanto sta «proseguendo bene sulla scia del "Superbonus 110%", anche se c'è un po' di preoccupazione per le costruzioni in generale», con molti cantieri che rischiano di dover interrompere i lavori a causa di gravi difficoltà finanziarie. Infine, «sta andando molto bene il settore delle macchine agricole».

Il Gruppo Gabrielli, ha affermato il suo presidente, prevede di chiudere l'anno con un risultato soddisfacente, «grazie a una prima parte dell'anno molto positiva fino a fine aprile». È da maggio, ha puntualizzato, che «abbiamo iniziato a soffrire: luglio, che storicamente era un mese fortissimo, è stato quest'anno il peggiore di tutti». Il prosieguo dell'anno appare «difficoltoso, a fronte della necessità di gestire una domanda debole, degli oneri finanziari che aumenteranno in maniera importante a causa del rialzo dei tassi di interesse, dell'inflazione e delle bollette che colpiranno anche i consumatori». Ciononostante, ha concluso, «mi confortano le previsioni riguardo all'andamento dei settori utilizzatori».


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