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Made in Steel: il Rinascimento dell'acciaio è iniziato

Morandi: «La pandemia è stata una scossa di adrenalina per accelerare su innovazione e sostenibilità»

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We Are Renassance. Noi siamo Rinascimento. Questo il messaggio che con forza è stato ribadito nel corso dell’inaugurazione dell’edizione 2021 di Made in Steel. Un’edizione che arriva dopo il terribile periodo della pandemia e in cui l’intera manifestazione nasce e si sviluppa per dare risposta alla domanda “Che futuro vogliamo dare?”. Come ha scandito la content manager di siderweb Francesca Morandi presentando il programma di convegni che accompagnerà visitatori ed espositori da oggi al 7 ottobre.

«Siamo la prima manifestazione riguardante l’acciaio in presenza. Sono emozionato a rivedervi qui di persona ed è una cosa che nessuna call digitale è capace di replicare», ha detto il presidente e Ceo di Made in Steel Emanuele Morandi. L’idea di collegare l’acciaio ed il Rinascimento vuole richiamare a quel periodo in cui una famiglia fiorentina mise a disposizione degli artisti le risorse per potersi concentrare sulla liberazione delle energie per creare qualcosa di nuovo ed eccezionale. La pandemia per noi è stata una scossa di adrenalina per accelerare su due temi che saranno fondamentali per il futuro: Innovazione e Sostenibilità. Non sprechiamo queste energie e queste opportunità date anche dai fondi europei. Il tutto con logiche collaborative di sistema Paese e di community».

Una visione condivisa anche da Fiera Milano rappresentata dal Ceo Luca Palermo (nell'immagine qui sotto), che ha detto: «Made in Steel rappresenta qualcosa di speciale, anche perché è una manifestazione che ha avuto il coraggio nel mezzo della tempesta di non voler rinviare al 2022 o al 2023, ma di voler parlare di rinascita nel 2021. E credo che questo coraggio sia stato premiato».

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Il vicepresidente di Federacciai Antonio Gozzi ha espresso condivisione per la visione descritta da Morandi nel primo intervento. Una condivisione che arriva anche dal fatto che il Paese sta riguadagnando autorevolezza a livello internazionale «e questo sta avvenendo anche per la siderurgia italiana. Siamo troppo spesso identificati con pochi punti di crisi. Oggi la siderurgia nazionale, che è un’elettrosiderurgia, è una siderurgia che fin dalle origini ha avuto una vocazione alla sostenibilità. Questi elementi oggi sono un obiettivo di tutta Europa. E su questi elementi noi dovremo affrontare una sfida internazionale in cui dovremo alzare i nostri obiettivi e il nostro modo di fare se vorremo mantenere il primato attuale».

Se gli obiettivi e le sfide della produzione sono chiare, lo sono altrettanto quelle della distribuzione, come ha rimarcato il presidente di Assofermet Riccardo Benso. «Spero che questa occasione post pandemia possa offrire la possibilità di aprire tavoli trasversali, in cui poter coinvolgere tutti gli attori della filiera. Ognuno di noi deve capire quando fermarsi per lasciare spazio a iniziative che possono essere premianti nel lungo periodo. Vorrei insistere sul fatto di potersi trovare per lavorare a soluzioni comuni che possano accelerare questo processo di sviluppo che tutti condividiamo, a partire proprio dalle occasioni offerte da Made in Steel».

A chiudere gli interventi istituzionali è stato Stefano Vittorio Kuhn Coordinatore Commerciale Territoriale Lombardia di BPER Banca. «Abbiamo sentito parlare di Rinascimento e questo ci fa piacere - ha rimarcato Khun -. Il nostro osservatorio ci fa dire però che siamo a un tornante in salita e questo impone il bisogno che tutte le ruote contribuiscano a superare la crisi. BPER Banca vuole essere una delle ruote che contribuisce a supportare la risalita».

L’ospite più atteso è stato però il visionario Alec Ross, Autore & Consigliere all'Innovazione dell'amministrazione di Barack Obama, che ha tenuto una lectio sul cambiamento e sul futuro. «Il 2021 secondo me assomiglia molto al 1947. A quel periodo di ricostruzione che ha seguito la Seconda guerra mondiale, e oggi come allora possiamo ricostruire il nostro sistema economico. La nuova materia prima sono i dati. Basta pensare che dai quasi 36 miliardi di dispositivi connessi alla rete di oggi passeremo entro il 2025 a 75 miliardi e questo perché andremo a digitalizzare settori che oggi ancora non lo sono, come ad esempio l’agricoltura. E questo ci viene dato anche dal tasso di crescita dei processi di automazione che nel 2025 vedrà ben il 52% di attività operate dalle macchine e 48% fatte dall’umano. Ma questo non vuol dire necessariamente che ci saranno perdite di posti di lavoro, ma si dovranno rivoluzionare le competenze. Competenze che si sposteranno dalla manualità all'analisi, creatività, empatia attività che non fanno le macchine, in pratica quello che ci rende umani sarà sempre più importante».  

Quattro i consigli che Ross ha regalato alla platea: aiutare i giovani a emergere; dare spazio alle donne; trovare modelli italiani ed europei per la crescita e avere l’ottimismo per poter farli sviluppare, anche nell’acciaio.

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Alec Ross durante la presentazione a Made in Steel 2021


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