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Rapullino: «Anche due competitor possono collaborare per crescere»

L’ad di Sideralba descrive la jv con Marcegaglia. Il 2022 resta positivo, ma complicato per il mercato

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È stato un intervento ricco di spunti quello di Luigi Rapullino, amministratore delegato di Sideralba e Gruppo Rapullino, ospite del quinto appuntamento 2022 con il webinar di siderweb “MERCATO & DINTORNI.
Una ricchezza che si è espressa non solo in una visione lucida del mercato, ma anche in “provocazioni” a livello di strategia industriale relative alla possibile collaborazione tra competitor.

Partendo dal mercato e dall’escalation dei prezzi, l’ad di Sideralba ha rimarcato come la "violenza" con cui i produttori siderurgici hanno richiesto gli aumenti sulla materia prima «è stata senza dubbio superiore a quella con cui noi siamo riusciti a ribaltarli a valle». «C’è da tener conto che noi trasformatori riusciamo a girare a valle i rincari solo dal secondo aumento che ci viene proposto dalle acciaierie. Questo comporta già un deciso gap di partenza nelle fasi rialziste».

L’imprenditore partenopeo ha evidenzato, inoltre, come però in questa fase i rincari non abbiano riguardato solo la materia prima come in passato. «Quel che abbiamo fronteggiato in questo 2022 è un progressivo aumento dei costi industriali di produzione che sosteniamo. Basti guardare a trasporto, energia elettrica, così come alla stessa gestione degli impianti i cui costi di produzione sono molto più elevati rispetto a un anno fa. Queste dinamiche ci hanno fatto andare in questi casi in affanno con il mercato, dal momento che dopo aver negoziato un aumento si doveva immediatamente fronteggiare il successivo».

Ora per Rapullino le prospettive sono di un rallentamento delle quotazioni, «ma potremmo anche rischiare di restare delusi». I ribassi infatti potrebbero avere un’entità inferiore alle attese, anche perché persino di fronte a un assestamento del 4-5% si continua a ragionare con prezzi a quattro cifre. Inoltre, con numeri così importanti non si deve sottovalutare nemmeno la variabile cambio che potrebbe incidere in maniera significativa. «Credo che chi ha atteso per acquistare non verrà premiato come si aspettava, dal momento che ritengo che i produttori manterranno alti i costi anche in carenza di ordini».

Tra i settori più dinamici per l’ad di Sideralba ci sono quello dell’energia rinnovabile e dell’edilizia, inteso anche come arredamento in particolare reti da letto. Mentre in flessione si rileva il settore dell’agroalimentare e in particolare di quello delle serre.

Sebbene Rapullino dia un giudizio positivo sugli aiuti introdotti dal governo, il suo pensiero è che «bisogna sempre cercare di fere di più». Sicuramente una cosa che l’imprenditore ritiene sia necessario salvaguardare sono i fondi del PNRR, che stimoleranno l’economia anche oltre la data del loro esaurimento diretto.

Il 2022 risulta inoltre un anno particolarmente dinamico anche per l’intero gruppo Sideralba, che il 3 marzo scorso ha annunciato un’importante joint venture con il gruppo Marcegaglia per il raddoppio della capacità produttiva in Tunisia.

«Ritengo che, come Sideralba, dal 2017 abbiamo fatto l’impossibile per far ripartire lo stabilimento e portarlo da sette anni di inattività a un buon livello di industriale. Ci siamo però resi conto che per riuscire a far crescere ancora l’azienda in tempi brevi avevamo bisogno di un partener industriale e di un know how che da soli avremmo impegnato anni a maturare. Ci sono stati diversi interessi, anche esteri, per il nostro progetto ma alla fine abbiamo voluto scegliere un partner italiano come il gruppo Marcegaglia che conoscevamo da anni e che aveva un impianto a Ravenna molto simile al nostro in Tunisia. Credo che questa operazione sia anche un esempio di come due aziende concorrenti possano trovare occasioni di sinergia e ottimizzazione industriale, per poi scontrarsi sul mercato. Ritengo sia un esempio di una evoluzione che il mercato siderurgico deve imparare a fare, superando l’idea di restare chiuso in me stesso con la paura che il mio competitor, se sono trasparente, mi possa “rubare” qualche segreto. È ovvio che la joint venture è vantaggiosa per entrambe le aziende, ma non pregiudica il fatto che entrambe possano meglio competere sul mercato. In questi primi due mesi di collaborazione devo dire che il supporto dei manager Marcegaglia ci ha già permesso di migliorare sensibilmente le performance dello stabilimento tunisino».

Per gli stabilimenti italiani prosegue invece il piano di investimenti da 25 milioni di euro sulla sede centrale di Napoli, dove l’impianto fotovoltaico è quasi completato ed è già stato siglato anche l’accordo con il fornitore per il nuovo magazzino automatico per la gestione del prodotto finito. È poi già attivo l’impianto per il taglio tubi fuori misura, mente si attende l’ultima autorizzazione per il progetto di espansione da altri 20mila metri quadrati sul sito. «Siamo ottimisti sul fatto di poter concludere il nostro piano ad inizio 2024 come da programma» conclude Rapullino.

«Sulle prospettive di questo 2022 devo dire che, nonostante le difficoltà di cui ho parlato prima, restiamo ottimisti. Abbiamo chiuso il primo trimestre dell’anno con un fatturato da 100milioni di euro, non era mai successo; abbiamo mantenuto un Ebitda a doppia cifra che è forse l’aspetto più importante rispetto al fatturato. Il nostro atteggiamento resta quello di sempre, continuare a imparare da chi è più bravo di noi. Nel mondo del tubo siamo gli ultimi arrivati e abbiamo tanta strada da fare, anche se le soddisfazioni non mancano. In questo contesto stiamo guardando a qualche acquisizione, anche perché ritengo che nel futuro servirà comunque raggiungere una dimensione significativa per poter rimanere competitivi».


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