Scorie bianche, entra nel vivo il progetto guidato da Duferco
RE-WHITE: da rifiuto a materia prima. Tra le aziende coinvolte anche ORI Martin e GAP
11 febbraio 2026 Translated by Deepl
Ripensare la scoria bianca come materia prima e non come rifiuto. È questa la sfida al centro di RE-WHITE – Trasformazione sostenibile delle scorie bianche da metallurgia secondaria in risorse, progetto di ricerca industriale finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del bando “Collabora & Innova” del Programma regionale Fesr 2021-2027, che entra ora nel vivo, come spiegano le aziende e i partner coinvolti in un una nota congiunta.
Capofila dell’iniziativa è il Gruppo Duferco attraverso la controllata Travi e Profilati di Pallanzeno. L’obiettivo è trasformare uno dei sottoprodotti più critici della metallurgia secondaria, oggi in larga parte destinato alla discarica, in materia prima seconda per la produzione di acciaio, cemento e calcestruzzo, oltre che per applicazioni nei polimeri e nei processi ambientali. Il progetto, della durata di 27 mesi, punta a sviluppare tecnologie innovative e nuove filiere industriali capaci di ridurre rifiuti, emissioni di CO₂ e consumo di materie prime vergini, creando al contempo nuove opportunità di valore per il distretto siderurgico lombardo.
RE-WHITE nasce nel cuore di uno dei principali distretti siderurgici europei, dove si concentra quasi la metà della produzione nazionale di acciaio e dove ogni anno vengono generate migliaia di tonnellate di scorie bianche da metallurgia secondaria. Lo smaltimento di questi materiali rappresenta un costo rilevante per le acciaierie e richiede una gestione rigorosa per i potenziali impatti ambientali. In questo contesto la scoria bianca diventa un caso emblematico di economia circolare: grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche può sostituire parzialmente materie prime naturali impiegate nella produzione di acciaio, come la calce, ma anche nel cemento, nel calcestruzzo e in applicazioni ambientali quali l’adsorbimento di inquinanti o l’inertizzazione di rifiuti industriali.
Il partenariato riunisce l’intera filiera. Accanto a Duferco partecipano: ORI Martin, seconda acciaieria coinvolta nel progetto; l'Università degli Studi di Brescia con i dipartimenti DIMI e DICATAM, responsabili della caratterizzazione dei materiali, della validazione applicativa e delle analisi ambientali; Resilco, che ha sviluppato una tecnologia di carbonatazione accelerata; GAP - Gruppo Piantoni, sviluppatore del processo WSR Innovation; e Gruppo Gatti, utilizzatore finale dei materiali sviluppati. Sono coinvolte inoltre Heidelberg Materials e Novotema come stakeholder tecnici nei settori del cemento e degli articoli in materiali elastomerici.
Il progetto si articola su due linee di trattamento complementari. La prima, WSR Innovation, sviluppata da GAP in collaborazione con Travi e Profilati di Pallanzeno, prevede la realizzazione di un impianto presso lo stabilimento Duferco in provincia di Brescia. Il processo consente di trattare i fondi di siviera immediatamente dopo la metallurgia secondaria, evitando il contatto con acqua e umidità e superando i fenomeni di polverizzazione tipici della scoria bianca. Il materiale ottenuto sarà studiato per il reimpiego nel ciclo siderurgico in sostituzione parziale della calce, con una riduzione sia dell’utilizzo di materie prime vergini sia dei volumi destinati alla discarica.
La seconda linea tecnologica coinvolge Resilco e ORI Martin. La tecnologia di carbonatazione accelerata permette di far reagire CO₂, acqua e rifiuti alcalini trasformandoli in un materiale stabile in grado di immagazzinare permanentemente la CO₂. Il processo, caratterizzato da basso consumo energetico, consente di produrre materie prime seconde per il settore delle costruzioni, integrando recupero di materia e stoccaggio della CO₂ in un’unica soluzione industriale.
A valle dei trattamenti, le scorie bianche saranno testate nella produzione di clinker e cementi di miscela, nei calcestruzzi strutturali e nelle pavimentazioni industriali, come filler per matrici elastomeriche e in applicazioni ambientali innovative. Le prestazioni dei materiali saranno confrontate con quelle dei prodotti convenzionali e con l’impiego di scoria non trattata, così da quantificare in modo rigoroso i benefici tecnici e ambientali introdotti dalle tecnologie sviluppate. L’eterogeneità granulometrica e compositiva delle scorie, tipica dei processi siderurgici, viene così trasformata in possibile vantaggio competitivo, indirizzando il materiale verso filiere differenti in funzione delle caratteristiche ottenute.
«Con RE-WHITE il sistema lombardo acciaio-costruzioni diventa un laboratorio avanzato di economia circolare – ha commentato Rosario Tornello, direttore dell’acciaieria T.P.P. Duferco –. Le scorie bianche, da criticità ambientale, vengono ripensate come risorsa per nuove filiere industriali, generando innovazione tecnologica, benefici ambientali e nuove opportunità di business per il territorio».
In una fase in cui la competitività della siderurgia è sempre più legata a decarbonizzazione, efficienza energetica e gestione avanzata dei sottoprodotti, RE-WHITE si propone quindi di dimostrare che la scoria bianca può uscire dalla categoria del rifiuto ed entrare stabilmente in quella del co-prodotto industriale ad alto valore aggiunto.
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