Castellini cresce e si trasforma
Acquisizioni, ricerca e servizi: la strategia del gruppo verso Made in Steel 2027
3 novembre 2026
Continua il processo di crescita e trasformazione di Castellini, azienda specializzata in impianti di grandi dimensioni per il settore siderurgico. Dopo l’acquisizione di Lazzari S.p.A. dello scorso anno, il gruppo sta ampliando le attività e i settori serviti e potenziando le attività di service. Tra le priorità, lo sviluppo di nuove applicazioni della tecnologia laser ai processi di saldatura e trattamento superficiale dei prodotti piani.
«Nella nostra esperienza più recente – ha spiegato a siderweb il presidente e CEO di Castellini S.p.A. Società benefit, Fiorenzo Castellini - registriamo segnali di lieve ripresa nella siderurgia, mentre è particolarmente rilevante per noi l’incremento delle richieste d’offerta nel mondo della cantieristica navale».
Un trend che ha portato l’azienda a tornare, dopo molti anni, come espositore a Made in Steel, a maggio a Fiera Milano.
Innovazione e tecnologia sono sempre più determinanti per la competitività delle aziende. Su quali soluzioni, processi o investimenti sta puntando maggiormente Castellini?
Negli ultimi anni abbiamo concentrato i nostri investimenti su tre direttrici complementari: ricerca tecnologica applicata, ampliamento delle competenze industriali e sviluppo dei servizi. L’obiettivo comune è offrire ai nostri clienti soluzioni capaci di migliorare concretamente i processi produttivi, in termini di qualità, affidabilità ed efficienza.
Sul fronte dell’innovazione, una priorità è lo sviluppo di nuove applicazioni della tecnologia laser ai processi di saldatura e trattamento superficiale dei prodotti siderurgici piani. Il nostro dipartimento R&D, il cui cuore è il Solution Lab, un laboratorio interno altamente attrezzato, lavora per tradurre le potenzialità di queste tecnologie in soluzioni applicabili ai processi industriali, sperimentando e validando internamente le soluzioni con l’obiettivo di svilupparle in stretto confronto con le esigenze dei clienti.
Per quanto riguarda l’ampliamento delle competenze industriali, l’acquisizione di Lazzari S.p.A. ha allargato la nostra offerta al settore siderurgico attraverso know-how e competenze specialistiche nella produzione di macchine segatrici e negli impianti per la finitura e il controllo dei tubi senza saldatura. È un’integrazione industriale che ci consente di presidiare ulteriori aree della produzione siderurgica.
Parallelamente, abbiamo rafforzato le attività di service, revamping e upgrade tecnologico di componenti e di attrezzature, interpretando un’esigenza sempre più presente nella siderurgia europea. All’interno di un mercato che valuta con grande attenzione ogni investimento, poter migliorare le prestazioni e prolungare la vita utile degli impianti esistenti rappresenta un valore concreto di continuità e sostenibilità. Per noi, innovare significa anche individuare dove e come intervenire sul patrimonio industriale già installato.
Come sta cambiando la domanda delle aziende siderurgiche vostre clienti?
Negli ultimi anni abbiamo osservato una maggiore selettività negli investimenti. Il rallentamento del mercato ha ridotto la propensione all’acquisto di nuove attrezzature e componenti, mentre è aumentato l’interesse per interventi di revamping, manutenzione e recupero funzionale degli impianti esistenti. I clienti cercano soprattutto interventi mirati, con benefici misurabili e tempi di ritorno sostenibili.
Il contesto europeo aiuta a comprendere questa evoluzione. Nonostante la crescita del consumo apparente di acciaio nel 2025, la domanda rimaneva circa 10 milioni di tonnellate sotto i livelli precedenti alla pandemia, mentre per il 2026 è previsto un incremento limitato allo 0,1%. È un quadro che suggerisce prudenza nel considerare consolidata la ripresa.
Un secondo cambiamento riguarda le competenze. La difficoltà nel reperire personale tecnico specializzato e il ricambio generazionale stanno aumentando la richiesta di supporto esterno. I clienti cercano partner capaci di assicurare continuità nell’assistenza, conoscenza degli impianti e un presidio manutentivo più strutturato. Diventa quindi sempre più importante accompagnare la fornitura con una relazione tecnica duratura.
Quali trasformazioni state osservando nei vostri mercati di riferimento?
Nella nostra esperienza più recente registriamo segnali di lieve ripresa nella siderurgia, mentre è particolarmente rilevante per noi l’incremento delle richieste d’offerta nel mondo della cantieristica navale. Sono indicazioni incoraggianti, e per Castellini rappresentano anche un’opportunità per valorizzare le proprie competenze meccaniche in settori con dinamiche di investimento differenti.
Negli ultimi anni volatilità dei prezzi, costi energetici, tensioni geopolitiche e difficoltà di approvvigionamento hanno modificato profondamente il contesto economico e siderurgico. Come avete adattato la vostra organizzazione e la vostra strategia a questa maggiore incertezza?
L’incertezza è diventata una componente strutturale della gestione aziendale. Oggi la competitività di una commessa dipende anche da fattori che possono cambiare rapidamente, a partire dai costi logistici, dalle condizioni di approvvigionamento, dai dazi fino all’evoluzione delle regole commerciali. Seguire questo quadro richiede competenze e un’attenzione organizzativa crescente.
Abbiamo risposto rafforzando il coordinamento del Gruppo attraverso la costituzione della Holding che ha permesso di organizzare funzioni e servizi condivisi, dalla pianificazione finanziaria al controllo, dalle risorse umane alla compliance, lasciando alle società operative la possibilità di concentrarsi sulle proprie specializzazioni industriali. La crescita dimensionale deve tradursi anche in una maggiore capacità di interpretare e gestire la complessità.
Sul piano strategico, stiamo ampliando le attività e i settori serviti e abbiamo potenziato le attività di service; scelta che ci consente di rispondere anche alle esigenze dei clienti che rinviano gli investimenti in nuovi impianti, ma devono comunque mantenere efficienti quelli in esercizio.
La pressione sui prezzi, soprattutto in alcuni segmenti esposti alla concorrenza asiatica, rimane molto forte. Il nostro compito è rendere evidente il valore economico della qualità: durata dei componenti, affidabilità, assistenza e riduzione dei fermi contribuiscono al costo complessivo di una soluzione lungo il suo ciclo di vita.
Anche strumenti come il Cbam richiedono attenzione, perché se è vero che il meccanismo, entrato nel regime definitivo dal gennaio 2026, nasce per avvicinare il costo del carbonio di determinate importazioni a quello sostenuto dalla produzione europea, è anche vero che la sua applicazione può introdurre però ulteriori elementi che possono essere critici e da valutare nelle filiere interessate. Per una manifattura competitiva servono regole chiare e condizioni che permettano alle imprese di competere all’interno di un mercato globale.
Castellini sta vivendo una fase di forte trasformazione e crescita. Qual è oggi la dimensione del Gruppo e quali obiettivi di fatturato, occupazione e sviluppo vi siete posti per i prossimi tre-cinque anni?
Stiamo attraversando una fase di crescita che riguarda sia la dimensione economica sia l’ampiezza delle competenze. Castellini Holding è oggi un gruppo industriale dove le recenti acquisizioni hanno contribuito a costruire un’organizzazione più articolata, con il nucleo storico radicato nella manifattura meccanica e l’inserimento di ulteriori specializzazioni in settori ad alto contenuto tecnologico.
Alla luce dell’ampliamento del perimetro, prevediamo un trend di crescita continuativo, dove gli sviluppi dei mercati potrebbero chiaramente influire più o meno significativamente, con l’obiettivo di mantenere l’utile sui livelli percentuali raggiunti nel 2025. La qualità della crescita resta un criterio fondamentale, vogliamo che lo sviluppo dei ricavi sia accompagnato da solidità organizzativa e capacità di continuare a investire.
Guardando ai prossimi tre-cinque anni, le priorità sono integrare e valorizzare le realtà acquisite, portare a maturazione industriale i progetti di ricerca, rafforzare i servizi e consolidare la presenza nei mercati in cui possiamo esprimere un vantaggio tecnologico. A questo percorso si collega l’esigenza di attrarre e formare persone, in particolare nelle funzioni tecniche, produttive e di assistenza.
Quanto pesa oggi il mercato estero sul business di Castellini e quali aree geografiche considerate più interessanti per la crescita futura?
Castellini ha una vocazione internazionale consolidata. Fino a qualche anno fa oltre il 75% del fatturato era destinato ai mercati esteri, con una prevalenza dell’Europa. Più recentemente è aumentato il peso del mercato italiano, che si è avvicinato al 35%, mentre l’estero continua a rappresentare la componente maggioritaria del nostro business.
L’Europa resta il nostro principale mercato di riferimento. È un’area nella quale possiamo valorizzare la conoscenza dei processi siderurgici, la qualità delle soluzioni e la vicinanza ai clienti, particolarmente importante anche per le attività di assistenza e revamping.
Guardiamo con interesse alle Americhe, valutando le opportunità in relazione alla stabilità delle condizioni commerciali e alla possibilità di assicurare un supporto adeguato, caratteristica che quel mercato richiede particolarmente. Negli Stati Uniti, in particolare, l’incertezza sulle politiche commerciali suggerisce un approccio prudente nella pianificazione, restando comunque un mercato molto interessante.
I mercati asiatici presentano grandi dimensioni e importanti investimenti industriali, ma anche una concorrenza sui prezzi molto intensa. Per noi è essenziale individuare le applicazioni nelle quali la specializzazione tecnologica possa essere riconosciuta e valorizzata, così come i più alti standard qualitativi e di performance.
L’obiettivo è sviluppare ulteriormente il business internazionale attraverso commesse sostenibili e relazioni durature.
Aumenterà ulteriormente la quota di export?
La quota di export sarà il risultato di questo percorso, tenendo conto anche delle opportunità offerte dal mercato italiano che si sta rivelando particolarmente interessato a soluzioni altamente innovative.
Castellini sarà tra gli espositori di Made in Steel 2027, in programma dall’11 al 13 maggio a Fiera Milano Rho. Quali obiettivi vi siete posti per questa edizione?
Made in Steel rappresenta un appuntamento importante per incontrare la filiera siderurgica italiana e internazionale. Per Castellini, che sarà presente insieme a Lazzari, sarà l’occasione di presentare l’evoluzione dell’azienda e un’offerta che si è ampliata attraverso la ricerca, l’integrazione di nuove competenze e lo sviluppo dei servizi.
Gli obiettivi che vorremmo porci sono consolidare le relazioni con clienti e partner, avviare nuovi confronti su esigenze industriali concrete e dare visibilità ai progetti tecnologici e innovativi sui quali stiamo lavorando. Alcuni di questi progetti coinvolgono gruppi industriali di primario rilievo e confermano quanto sia importante sviluppare l’innovazione attraverso il confronto diretto con l’utilizzatore finale.
La fiera sarà anche un momento di ascolto che pensiamo ci possa aiutare a capire come stanno evolvendo le priorità di investimento e quali problemi produttivi richiedono risposte nuove. L’Italia rimane un interlocutore centrale, il secondo produttore dell’Unione europea dopo la Germania, ed essere presenti a Milano significa confrontarsi con una filiera di grande rilievo industriale, con cui condividiamo competenze e prospettive di sviluppo.
Quali messaggi, prodotti o novità volete portare all’evento e che tipo di interlocutori vorreste incontrare in fiera?
Presenteremo due ambiti di offerta strettamente collegati alle esigenze attuali della siderurgia. Il primo riguarda le tecnologie laser applicate alla saldatura e al trattamento superficiale. Vogliamo illustrare gli sviluppi del nostro lavoro di ricerca e confrontarci sulle loro applicazioni industriali: qualità del processo, ripetibilità, efficienza e possibilità di integrazione nelle linee produttive. Per noi il valore di una tecnologia si misura nella capacità di risolvere un problema concreto del cliente e migliorarne le performance produttive.
Il secondo ambito è quello del service e del revamping. Porteremo la nostra esperienza maturata negli anni nelle attività di revamping, nella reingegnerizzazione e nel recupero di componenti e attrezzature, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni e prolungare la vita utile degli impianti. Questo approccio risponde a esigenze economiche e produttive e può contribuire a un impiego più efficiente e sostenibile delle risorse.
Vorremmo incontrare le figure coinvolte nei processi decisionali che impattano il nostro business, dai responsabili di stabilimento, manutenzione, ingegneria, produzione e ricerca e sviluppo, oltre alle funzioni acquisti e ai partner tecnologici. Il confronto tra queste competenze è essenziale per valutare un intervento nella sua completezza, dai requisiti tecnici alla sostenibilità dell’investimento.
Il messaggio che vogliamo portare è quello di una Castellini al servizio della siderurgia, di un partner capace di accompagnare il cliente lungo il ciclo di vita degli impianti, dallo sviluppo di nuove soluzioni al miglioramento delle attrezzature già operative, con competenza tecnica e continuità di supporto.
Elisa Bonomelli
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