Forgiati e lingotti: mercato diviso a metà
L’analisi dell’Ufficio Studi siderweb nel webinar Focus specialties
26 maggio 2026 Translated by Deepl
Per quest’anno, «c’è la possibilità che si registri un piccolo aumento dei consumi di prodotti forgiati, a patto che la situazione internazionale resti stabile». Nel primo trimestre 2026 c'è già stata una crescita del 2% in Italia e del 3% in Ue. È arrivata a questa conclusione l’analisi di Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi siderweb, sul comparto degli acciai forgiati e dei lingotti, proposta in apertura del webinar di siderweb della serie Focus specialties.
Il mercato nazionale, però, appare nell’ultimo biennio diviso a metà. Secondo l’elaborazione siderweb di dati Eurostat, «stanno performando molto bene i comparti navale, ferro-tranviario e aerospace, con livelli superiori anche del 50% a quelli del 2016 – ha spiegato Ferrari –. Al contrario, energia, raffinazione petrolio e combustibili fossili, agricoltura, automotive e meccanica sono sotto di circa il 30%».
Quanto alla produzione di forgiati, nel 2025 i due principali player europei hanno mostrato il segno meno: secondo Euroforge, la Germania ha perso l’8% e l’Italia il 6%. L’Europa ha registrato un calo del 4%. «I Paesi con la produzione in contrazione – ha fatto notare Ferrari – rappresentano il 75% del mercato europeo; quelli con una crescita, cioè Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia e Turchia, il 19%».
Quanto alla bilancia commerciale, l’import nazionale si è mantenuto su livelli stabili (intorno a 100mila tonnellate) tra il 2016 e il 2021; dal 2021 al 2023 si è visto un picco, arrivato fino a quasi 600mila tonnellate, con una forte crescita della componente extra Ue. Il 2025 si è chiuso intorno alle 350mila tonnellate, molto al di sopra delle medie dell’ultimo decennio. L’export nel periodo si è invece mantenuto stabile attorno alle 70mila tonnellate l’anno, con circa 20mila tonnellate verso i Paesi extra Ue. Anche l’Ue si è conferma importatrice netta di lingotti, con gli acquisti aumentati in particolare a partire dal 2020 e arrivati nel 2024 a sfiorare le 350mila tonnellate annue. L’export è rimasto più stabile, per poi assestarsi nel 2025 attorno alle 50mila tonnellate.
Da un’analisi dei prezzi dei lingotti in Italia, infine, «emerge che importiamo lingotti di qualità inferiore rispetto al materiale che esportiamo».


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