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Mercato degli speciali in fase di «riequilibrio»

Buzzi (Lucefin): «Come trasformatori dobbiamo dare qualcosa in più, contribuendo a innovare il prodotto»

Una fase di riequilibrio figlia della continua crescita che si è innescata dopo la pandemia. Questa la visione dell’attuale fase di mercato da parte del presidente del gruppo Lucefin Giorgio Buzzi.

Ospite del webinar di siderweb "Acciai speciali: ritorna la domanda?", l’imprenditore brianzolo (camuno d'adozione) ha indicato la sua visione sullo sviluppo dell’anno in corso. 
«Già in questa apertura di 2023 il movimento terra e il comparto truck hanno mostrato richieste conformi a quella che si può definire storicamente "normalità", forse in leggero aumento. Il settore che soffre è ancora l’auto. Un possibile cambio di passo potrebbe essere innescato dalla messa a terra del PNRR; anche perché in questi anni come contributo concreto al Pil non abbiamo visto un granché. Ritengo però che quando ci vedremo a Made in Steel avremo forse le idee più chiare su quali saranno le direttrici ci sviluppo dell’anno».

Buzzi ha anche fornito elementi interessanti nel confronto con altri mercati europei in cui la presenza del suo gruppo industriale è particolarmente sviluppata.
«Da quello che abbiamo potuto osservare, il mercato tedesco ha subito di più l’aumento inflattivo rispetto all’Italia e questo forse ha mostrato una volta di più la capacità di reazione delle industrie nazionali rispetto ai competitor tedeschi, che sono abituati a operare a condizioni stabili e peccano di capacità di adattamento».
Il mercato della Repubblica Ceca invece sta soffrendo a causa della pressione dei competitor polacchi che grazie a maggiori agevolazioni statali propongono le produzioni a prezzi ben più bassi del livello concorrenziale.
Buzzi ha anche manifestato apprensione per la crescita della “penetrazione” turca sul mercato europeo. «L’acquisto da parte di realtà turche di alcuni grandi trasformatori tedeschi ci ha di fatto portato in casa quello che fino a ieri era un competitor più o meno distante a seconda dei punti di vista» ha rimarcato l’imprenditore.

Chiudendo sul programma di investimenti del gruppo Lucefin, Buzzi ha spiegato: «Il nostro piano di investimenti è rimasto costante in questi anni, sia sul fronte dell’industria 4.0 che quello della ricerca e sviluppo. In questa direzione vanno anche i libri che abbiamo realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano che cercano di fornire una chiave di lettura nuova sull’utilizzo dell’acciaio. Sul fronte tecnico abbiamo investito molto nel trattamento degli acciai. Le esigenze dei clienti diventano sempre più particolari e noi dobbiamo essere pronti a soddisfarle. Esigenze che a volte rientrano anche nel campo della consulenza, affinché il cliente non si senta in balìa di se stesso e utilizzi materiali per abitudine e non perché frutto di una selezione fatta relativamente all’impego che deve farne. Affiancando il cliente con una ricerca e sviluppo competente lo si può aiutare a orientarsi meglio e a non restare ancorato a capitolati forse un po’ datati. Credo che come trasformatori dobbiamo dare qualcosa in più, contribuendo a innovare il prodotto».


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