1 dicembre 2021 Translated by Deepl
«Se il 2021 è stato l’anno del panico, il 2022 sarà quello degli squilibri, ma non mi aspetto il ritorno ai livelli di prezzo degli anni passati. Si resterà su quotazioni che, almeno nel primo semestre, saranno caratterizzate da una certa volatilità ma con movimenti laterali sui valori attuali». Senza trascurare un altro aspetto: «Comprare da Paesi a forte rischio dazi o salvaguardia, ma che magari propongono condizioni di acquisto più vantaggiose, è molto pericoloso perché ci si potrebbe trovare di fronte a enormi difficoltà nel portare effettivamente il prodotto in azienda».
A dirlo è stato, oggi nel corso del webinar “Mercato e Dintorni” e rispondendo alle domande di Lucio Dall’Angelo, direttore generale di siderweb, Tommaso Sandrini, amministratore delegato di San Polo Lamiere.
Quello registrato nell’anno che si sta concludendo, ha sottolineato Sandrini, è stato «un trend inatteso e caratterizzato da una evoluzione condizionata dalla disponibilità del materiale. Fatto che ha determinato un processo di acquisto, da parte della distribuzione, legato alla paura di restare senza prodotto».
Il tutto anche a causa «della produzione in calo e del consumo in crescita nella prima fase Covid, una fase alla quale la filiera era impreparata e che ha portato molti, anche per l’estremizzazione di alcuni modelli organizzativi, a pagare prezzi altissimi in termini non solo economici immediati».
Questo, secondo Tommaso Sandrini, deve «portarci a ripensare alla filiera, a diversificare i fornitori, rivedere i livelli di stock, ed anche i rapporti: non puoi strozzare il fornitore – ha scandito – e poi pensare che questi possa collaborare con te come se nulla fosse accaduto».
In San Polo Lamiere, ha poi spiegato l’amministratore delegato, «abbiamo avuto fornitori che ci hanno seguito, mentre nei confronti dei clienti non siamo riusciti a mantenere il livello ai quali erano abituati, ma per fortuna questa è una fase che sta terminando e dalla quale abbiamo imparato».
Guardando al 2022, Sandrini ha spiegato che «dobbiamo dimenticare la condizione degli anni passati, perché su interi comparti, non solo l’automotive, si nutrono dubbi sui consumi, mentre sistemi di controllo come la salvaguardia stanno esacerbando i problemi logistici. I produttori europei – ha ricordato – sono tornati su livelli importanti, ma un quadro logistico fuori controllo, anche a causa dei costi e dell’affidabilità del processo, con navi che restano fuori dai porti proprio per problematiche legate a questo quadro, innesca fenomeni per i quali i centri servizio sono penalizzati».
Quanto ai costi energetici, l’amministratore delegato di San Polo Lamiere si è detto «non particolarmente preoccupato, perché credo si tratti di un fenomeno che sarà riassorbito anche se non velocemente, mentre ritengo necessario rivedere le tempistiche della transizione verde per evitare di scaricare sui consumatori i notevoli costi che richiede».
Due parole, ma piene di soddisfazione, infine, Tommaso Sandrini le ha riservate allo specifico di San Polo Lamiere: «Il 2021 è stato un anno estremamente positivo ed abbiamo addirittura dovuto scegliere a chi dare il materiale in quanto non ne avevamo per tutti. Lo chiuderemo con un incremento del 25% dei volumi processati e con livelli di marginalità assolutamente buoni».
Marco Torricelli
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