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Bilanci d'Acciaio: 2021 buono, il 2022 sarà migliore

Le analisi di Banzato, Gabrielli, Bonfiglioli, Brunelli e Rossetti nell'appuntamento di Modena

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MODENA - Cinque le interviste, coordinate dal direttore generale di siderweb Lucio Dall'Angelo, che hanno fatto da ponte tra i numeri presentati nella ricerca Bilanci d'Acciaio e il mondo delle imprese e di chi le deve supportare nel business.

Banzato: «Il 2022 sarà più positivo del 2021»

Il primo a salire sul palco è stato il presidente di Federacciai e Acciaierie Venete Alessandro Banzato: «La fotografia del comparto fatta dalla ricerca - ha detto - rispecchia quanto abbiamo vissuto. I lunghi periodi di ripresa hanno inciso, ma voglio anche ribadire come la ripresa una volta innescata è stata molto forte e per tanto siamo riusciti a recuperare nel 2021 la discesa del 2020. Anche se in questa fase gli aumenti dei costi energetici hanno un po' frenato lo slancio visto in precedenza. Ma basta solo considerare che ad ottobre abbiamo superato i 20 milioni di tonnellate prodotte per capire come il settore sia tornato in salute».

Banzato ha anche rimarcato come la siderurgia italiana si trovi ben posizionata anche per vincere la sfida della sostenibilità, dal momento che «ha una fortissima vocazione a forno elettrico e quindi più risparmiosa e con minori emissioni. Anche se non potremo abbandonare del tutto la produzione di acciaio primario. Dobbiamo riuscire a trovare le tecnologie per poterlo rendere compatibile. Sicuramente l'aumento del gas rende tutto più complicato, se pensiamo ad una riconversione a DRI, ma questi problemi vanno valutati con uno sguardo più lungo e non solo legato all'immediato».

Quanto al 2022, «credo che sarà un anno più positivo del 2021 perché i carichi di ordini sono già importanti nonostante le incognite legate ai costi ad esempio energetici e nonostante queste premesse ha le carte in regola per essere un buon anno».

Gabrielli: «L'effetto cuscinetto della distribuzione nei rialzi ne ha riaffermato l'importanza»

Sulla medesima lunghezza d'onda anche se con una posizione in filiera diversa è stato il pensiero di Andrea Gabrielli, presidente dell'omonimo gruppo veneto.

«Mi ritrovo anche io nei dati e nelle difficoltà che ci sono state nel 2020, credo però che il sistema italiano abbia dimostrato in questo anno complesso di essere sano e lo si è visto per la prontezza di reazione nel momento della ripresa. Sicuramente la volatilità nei prezzi ad esempio dei piani, ma non solo, ha creato delle situazioni di dinamiche complesse in cui la flessibilità è stata fondamentale. Credo però che proprio crescite così brusche abbiano fatto capire l'importanza della distribuzione nella filiera».

Per l’imprenditore, infatti, l'effetto da cuscinetto nell'ammortizzare la forza dei rialzi fatto da questo anello della filiera è stato essenziale anche per il supporto agli utilizzatori finali, soddisfando la domanda senza che le fiammate di prezzo la mettessero a rischio.

«I comparti a maggior crescita sono elettrodomestico e termosanitario e quelli legati ai bonus fiscali e di ristrutturazione, senza dimenticare i motori elettrici - ha aggiunto-. Anche la carpenteria ha dato segnali importanti, pertanto direi che c'è una crescita diffusa».

Sulle prospettive 2022, Gabrielli non si attende nuove fiammate di prezzo per i piani, dal momento che i bruschi movimenti del 2021 sono stati legati a condizioni particolari di disassortimento. «Oggi il sistema è in equilibrio, non ho elementi per poter immaginare si verifichino rialzi simili». Sul bilancio dell'anno l'imprenditore veneto definisce il 2021 come straordinario per tutti coloro che si sono dedicati alla prima trasformazione. Il prossimo anno la situazione sarà diversa con una marginalità nettamente diversa, anche perché si dovrà trovare una nuova normalità.

Bonfiglioli «Il 2021 è stato un anno di rimbalzo più che di ripresa»

A rappresentare il settore dell'utilizzo è stata Sonia Bonfiglioli presidente dell'omonimo gruppo industriale, il cui consumo di acciaio si aggira attorno alle 60mila tonnellate l'anno con i prodotti consumati che vanno dai forgiati, alle barre e al lamierino magnetico per i motori elettrici.

«Credo che per definire il 2021 la parola più corretta sia "rimbalzo" più che ripresa. Questa fase forse la vedremo solo nel 2022. Penso anche che sia corretto mantenere un occhio sulla Cina che da un grande rimbalzo ora sta vivendo una brusca frenata. Per tanto in questa fase fare i budget per i settori utilizzatori è quantomai complesso».

Bonfiglioli ha anche affrontato il tema della digitalizzazione evidenziando quanto il tema sia delicato e complesso perché si possano avere dei risultati utili. «Basti pensare che in base alla tipologia di sensore e al suo posizionamento si possono avere dati e risultati diversi. Si deve quindi avere sia un'attenzione particolare sia obiettivi chiari di quello che si vuole ottenere».

L'imprenditrice ha anche toccato il tema della sostenibilità, evidenziando che a volte per certi aspetti non è direttamente controllabile dalle aziende perché legata a servizi che «ti vengono forniti, come ad esempio l'energia. Sicuramente l'attenzione anche da parte dei clienti è cresciuta, abbiamo avuto qualcuno che ci ha chiesto di poter avere il monitoraggio dei nostri livelli emissivi. per tanto il fatto di poter essere compliant è sicuramente un valore che si sta affermando sempre di più»

Brunelli: «La digitalizzazione fa confrontare le imprese con il cambiamento»

Il presidente di Regesta Francesco Brunelli ha ripreso il tema della digitalizzazione, evidenziando che sicuramente l'acciaio «è partito un po' in ritardo, rispetto a settori come quello bancario, ma negli ultimi anni ha recuperato gran parte del terreno perso».

Questo anche perché la digitalizzazione è diventata sempre più un’esigenza interna per la gestione della crescita attraverso le acquisizioni. Acquisizioni che hanno dato vita ad una complessità organizzativa maggiore, «senza dimenticare che sempre più avanza la necessità di dare risposte personalizzate e tempestive ai clienti».

«Digitalizzare l'acciaio non è certo semplice. L'acciaio governa sia processi fisici come la lavorazione del materiale, sia i processi informativi legati alla commercializzazione, con risposte che devono arrivare spesso con la combinazione dei due aspetti. Per questo è necessario che anche noi ci poniamo come dei partner per le aziende per riuscire ad essere di maggior supporto possibile».

Un compito non certo facile dal momento che la decisione di digitalizzare i processi fa «confrontare tutta l'organizzazione aziendale con il cambiamento anche dal punto di vista culturale. Se da un punto di vista tecnologico il divario è spesso colmabile in tempi brevi ciò che è invece più ostico è far maturare la predisposizione sia pratica che mentale del personale a adattarsi al nuovo sistema digitale. Anche se direi che dopo che ne viene capita l'utilità e il supporto tutto diventa molto più semplice».

Rossetti: «Oggi gli imprenditori vogliono una banca che li sappia ascoltare»

A chiarire invece impatto e prospettive del 2020 sul mondo bancario è stato infine il direttore generale vicario di BPER Banca Stefano Rossetti.

Che commentando i dati della ricerca ha evidenziat come sicuramente il comparto acciaio è stato duramente colpito nel corso della pandemia 2020 ma «questa situazione è radicalmente cambiata già a partire dalla seconda parte dell'anno e nei primi mesi del 2021. La decisa ripresa dell’attività produttiva, a cui si è accompagnato un forte aumento delle vendite, in quantità e ancora di più in valore, per effetto dell’aumento dei prezzi, ha favorito una crescita robusta del fatturato e un netto miglioramento dei margini rispetto al 2020. Sono quindi cresciuti i flussi di cassa e si è ridotto il ricorso al credito bancario, soprattutto per quanto riguarda la componente a breve termine». Il vicedirettore di BPER Banca si aspetta che questa domanda sia destinata a crescere anche nei prossimi anni, dal momento che le imprese dovranno investire molto per far fronte a tre filoni che ne caratterizzeranno l'attività innovazioni sia di processo che di prodotto, alla transizione ecologica ed energetica, ad operazioni di consolidamento dimensionale».

Sulle problematiche recenti legate all'inflazione Rossetti ha rimarcato come anche per il settore bancario il periodo in corso sia assolutamente unico. «Siamo di fronte ad un eccesso di liquidità e recentemente stiamo riscontrando una ripresa molto sostenuta. Questa situazione, senz’altro positiva, sta generando anche effetti collaterali con ripercussioni sull'ultimo trimestre dell'anno e molto probabilmente sul 2022: mi riferisco all'inflazione reale, all'incremento dei costi energetici e alla difficoltà di reperire materie prime fondamentali per i processi produttivi. A livello bancario questa situazione, che ha grande incidenza sul margine finanziario, ci obbliga a rivedere la struttura dei ricavi, riposizionandoci su attività a minore assorbimento di capitale e sulla consulenza qualificata a supporto della crescita. Anche per affiancare operazioni di M&A che sono cresciute nel primo semestre dell'anno».

La stessa BPER, infatti, con l'operazione UBI ha vissuto una fase di profondo cambiamento, pur cercando di mantenere lo spirito di base che ha sempre caratterizzato l'attività della Banca. «I nostri modelli di servizio sono da sempre molto vicini alla clientela, con una segmentazione dell’attività corporate che consente di essere a fianco delle aziende sia con servizi di consulenza evoluta, come il Corporate e investment banking, sia con attività di tipo più classico, che vengono svolte nei Centri imprese, mentre la rete delle filiali è a disposizione delle aziende di dimensioni più piccole. Oggi gli imprenditori vogliono una banca che li sappia ascoltare, che offra soluzioni parametrate sulle loro reali necessità e che li supporti nello sviluppo del business. La banca, inoltre, ricopre non solo un ruolo di volano economico, ma anche di coesore sociale, mettendosi a disposizione delle comunità come un interlocutore capace di ascoltare le necessità e trovare soluzioni concrete».


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