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Gianluca Roda: «La richiesta resterà importante fino a fine anno»

L'Ad di Rodasteel racconta i 27 anni di presenza del gruppo italiano in Spagna con Olarra

Ha portato l’esperienza quasi trentennale sul mercato spagnolo Gianluca Roda, Ad del Gruppo Rodasteel, ospite delle interviste faccia a faccia nel webinar "Spagna: quali possibilità per la siderurgia italiana?".

«La nostra presenza in Spagna è iniziata nel 1994 con l’acquisizione dalla siderurgia di Stato spagnola del piccolo sito di Olarra nella regione dei Paesi Baschi. Un’acciaieria in miniatura da 22mila tonnellate l’anno, talmente piccola che dissi a mio padre, mentre concludeva la trattativa, che avremmo potuto portarla nella nostra sede italiana e metterla a monte del laminatoio senza problemi di spazio».

L’acquisizione fu comunque l'opportunità per sviluppare il business dell’acciaio inossidabile che per il gruppo lecchese specializzato nei prodotti finiti a freddo è sempre stato definito un “must”. «La nostra decisione fu di incrementare la produzione del sito che nel giro di un anno passò da 20mila a 85mila tonnellate colate annualmente, nonostante le condizioni degli impianti per certi versi non fossero ottimali. C’era solo un laminatoio barre e non rotoli, c’era un forno da sole 30 tonnellate per colata. Sin dal '95 abbiamo quindi avviato un piano di investimenti che ci ha portato al sito odierno. Abbiamo aggiunto il laminatoio rotoli che fa dal 5,5 al 32 di tondi, esagoni e quadri; barre fino al 105 e raddoppiato la portata per colata del forno ad oltre 50 tonnellate. La peculiarità di Olarra, nonostante sia dotata di un’acciaieria, è quella di non vendere prodotti semifiniti, né billette né vergelle, ma solo prodotti finiti a freddo di cui siamo tra i leader di mercato».

Delle 85mila tonnellate prodotte in Spagna circa 8.000 restano sul mercato iberico, permettendo con altre 2.000 tonnellate importate dall’Italia di soddisfare il 50% della domanda spagnola di lunghi finiti a freddo. Un ulteriore 30% viene spedito in Italia per subire lavorazioni diverse da quelle possibili a Olarra e infine 50mila tonnellate dalla Spagna sono destinate al mercato europeo e mondiale, sotto forma di trafilati pelati e rettificati.  

«Restando all’interno di prodotti finiti in acciaio inossidabile inseriti nelle nostre gamme produttive, possiamo dire che il mercato spagnolo è circa un quarto di quello italiano – ha spiegato Roda -. Tante volte sembra che la Spagna sia vicina ma non è vero, soprattutto in termini infrastrutturali. La Spagna ha un’ottima viabilità interna ma si ferma al confine soprattutto in termini ferroviari, per cui per spostare merce tra Italia e Spagna bisogna procedere via gomma, con pochi vettori dai costi altissimi. Pertanto sia portare materiale in Spagna, che farlo uscire non è esattamente facilissimo. Nonostante questo il sito ci ha sempre regalato grandi soddisfazioni».

Sul fronte dell’impostazione della filiera il mercato spagnolo è più simile a quello tedesco, con i vari passaggi: produzione, distribuzione, utilizzo che vengono rispettati, con alcune eccezioni come ad esempio quelle del gruppo Roda.

«Le maggiori sinergie tra Italia e Spagna le abbiamo sul fronte della ricerca e sviluppo perché possiamo contare su un portafoglio clienti più variegato che permette di mettere a punto prodotti più evoluti sulla base delle richieste dei clienti»

Sul fronte dell’andamento del mercato, infine, Roda ha spiegato che «gli acciai inossidabili lunghi non hanno subito i rincari dei piani, pur recuperando valore. Nell’immediato mi aspetto un calo dell’extra lega visto che il nickel ha recentemente perso 3.000 dollari la tonnellata. In generale c’è una grande richiesta di materiale, ma nel nostro caso non una mancanza di prodotti. Siamo comunque riusciti a far recepire a valle gli aumenti grazie alla necessità dell’intera filiera di ricostituire le scorte. Per ora comunque i clienti ci hanno confermato che probabilmente la richiesta resterà importante fino a fine anno».


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