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Marcegaglia: fatturato 2016 oltre i 4 miliardi

A breve la risposta alla richiesta sulla proroga dell’offerta Ilva

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RHO (MI) - Andamento di mercato, risultati di bilancio e offerta Ilva. Ha risposto a 360° alle domande di Siderweb il presidente e Ceo del Gruppo Marcegaglia, Antonio Marcegaglia. Intervistato all’interno di Made in Steel il manager del gruppo in corsa con ArcelorMittal per rilevare l’Ilva ha parlato di un 2016 di crescita per la società mantovana.

 

Il 2016 si è chiuso in crescita, anche il 2017 si è aperto con le medesime performance?
Il mercato, nel primo trimestre del nuovo anno, è stato sostanzialmente positivo, con spedizioni corpose nel bimestre gennaio - febbraio e con ordinativi in crescita. Si è poi verificata una sostanziale tenuta, nonostante una maggior cautela di acquisto a fronte di un rifiato dei prezzi. Alla base dell'inversione di tendenza dei prezzi, una flessione delle materie prime e l’indebolimento del dollaro. Sul fronte delle spedizioni ritengo che maggio sarà un ottimo mese. Complessivamente, infine, credo che oggi i prezzi siano arrivati a livello di equilibrio, anche se il messaggio deve ancora essere assimilato da tutti i clienti.

 

Si sono visti effetti sui risultati dell’azienda?
Abbiamo registrato a livello trimestrale una crescita di volumi dell’1,1% rispetto ai primi tre mesi del 2016, ma a fronte di una crescita di fatturato del 31%, proprio per effetto dell’elevato livello di prezzo. Va ricordato che il primo trimestre dello scorso anno era stato forse il momento peggiore del 2016.
Va sottolineato inoltre il sensibile incremento della marginalità: a fronte dell’incremento dei volumi dell’1,1%, abbiamo ottenuto un mark up lordo prossimo al 10%. Pertanto non esito a definire positivo questo avvio di anno. Ritengo che, fino all’estate, l’anno si muoverà su livelli di miglioramento.

 

Come si è chiuso invece il 2016?
Definirei positivi anche i risultati dello scorso anno. Come Marcegaglia Steel abbiamo registrato una crescita dei volumi pari al 3,4%, per 5,2 milioni di tonnellate commercializzate, con una crescita particolare dell'area di business dedicata alle specialty, che raggruppa la divisione inossidabile e le barre trafilate. Hanno performato in maniera positiva anche i piani. Abbiamo pertanto ottenuto un risultato superiore alla media del consumo europeo che si è assestata attorno al +2,2%. I ricavi hanno sostanzialmente tenuto, raggiungendo i 3,8 miliardi di euro come Marcegaglia Steel e i 4,1 miliardi di euro aggiungendo anche la parte diversificata del gruppo. Il margine operativo lordo è stato di 332 milioni di euro per Marcegaglia Steel, e sale a 360 milioni di euro se si considerano anche le altre divisioni del gruppo. Il margine operativo lordo è stato superiore al 9%, dimostrando di aver registrato un sensibile miglioramento rispetto alle medie precedenti. L’utile operativo industriale ante svalutazioni è stato di 176 milioni di euro, ma va sottolineata la riduzione dell'indebitamento di 293 milioni di euro.

 

In questo trend di crescita che effetto ha avuto la mancata concretizzazione dei dazi preventivi da Brasile, Iran, Russia, Serbia e Ucraina?
Vorrei precisare che la non adozione dei dazi provvisori non esclude il fatto che entro la scadenza di ottobre, forse anche prima, possano essere adottati i dazi definitivi. Come abbiamo argomentato, la disponibilità di coils a caldo in Europa non è certamente generosa, in Italia in particolare. Questo fatto non può essere dimenticato. Noi siamo a favore del fair trade, spetterà alla Commissione Europea valutare se siano in atto delle pratiche sleali. Prodotti sui quali non sono in atto strumenti di difesa commerciale come i tubi saldati, i tubi inox ed i coils zincati registrano aumenti di import sui quali varrebbe la pena iniziare ad indagare.

 

La gara su Ilva è ancora aperta, avete già valutato la richiesta di proroga sull’offerta dei commissari?
La valutazione è in corso ed a breve comunicheremo la nostra risposta ai commissari.

 

Siete tra le aziende che fanno parte di Made in Steel dalla sua nascita. Che impressione avete avuto della sua crescita?
Anche nel 2017, Made in Steel ha confermato la sua importanza per l’industria siderurgica italiana, e non solo. Negli anni abbiamo visto crescere la presenza di altri Paesi europei, a riconoscimento dell’importanza che l’Italia ricopre siderurgicamente. Voglio sottolineare che, oltre all’aspetto puramente fieristico, è molto importante anche l’elemento di confronto e di dibattito tra i vari operatori della filiera che ha trovato sintesi negli Stati Generali dell’ACCIAIO. È un valore aggiunto che non è così comune da trovare in altri settori dell’industria italiana, ma anche nella stessa filiera metalsiderurgica europea. E di questo va dato merito a Made in Steel, a Siderweb e all’attività di tutto lo staff delle due realtà.

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