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Acciaio e finanza alleate per il "superciclo"

Antonio Gozzi, Cesare Viganò e Stefano Vittorio Kuhn, congiuntura positiva ma servono sinergie per consolidarla

Mercato, investimenti, pagamenti e prospettive strategiche. Questi i temi toccati dai protagonisti della tavola rotonda del convegno siderweb “Finanza e strategia: il mondo dell’acciaio accelera”: Antonio Gozzi, presidente Duferco Italia Holding, Stefano Vittorio Kuhn coordinatore Commerciale Territoriale Lombardia di BPER Banca e Cesare Viganò, consigliere Delegato ArcelorMittal CLN Distribuzione Italia.


Antonio Gozzi: «Siamo dentro un "superciclo", ma in prospettiva si deve affrontare il tema delle cariche metalliche»
Partendo da un’analisi congiunturale Gozzi ha evidenziato come dopo un 2020 «irripetibile» il 2021 per gli industriali siderurgici sia un anno molto importante sul fonte della crescita.
«Abbiamo registrato risalite significative per Ebitda, e non registriamo alcuna contrazione del cash flow, per tanto ritengo i bilanci delle imprese siderurgiche 2021 saranno molto buoni e permetteranno sia di sostenere gli investimenti che ridurre l’indebitamento almeno per la produzione. Questo trend di crescita durerà almeno fino alle pause estive. Tutte le analisi ci dicono che siamo in un ciclo significativamente positivo e questo perché la domanda reale è forte, e ben prima degli investimenti del PNRR ed è la domanda stessa a sostenere i prezzi».
Il presidente di Duferco ha poi toccato marginalmente il tema delle aggregazioni rimarcando che probabilmente arriveranno quando il mercato sarà maturo per queste operazioni. Si è invece concentrato maggiormente, anche in ottica di decarbonizzazione, sulle possibili criticità future in tema di cariche metalliche.
«Presenteremo giovedì prossimo uno studio di tutte le federazioni delle aziende energivore italiane uno studio del Boston Consulting group, uno studio che mi piacerebbe presentare anche a siderweb, in cui si evidenzieranno peculiarità e problematiche di queste aziende nel percorso verso al 2030 e verso il 2050. Settori su cui nel PNNR c’è poco o nulla in termini di supporto se non il progetto del DRI a Taranto. Bisogna lavorare sulle cariche metalliche e ragionare sul fatto che se si può fare un impianto a Taranto se ne possono fare due, uno per l’Ilva e uno per il resto dei produttori, oppure lo si può fare in altre location persino in altri Paesi nel mediterraneo. Ma la riflessione deve essere fatta se vogliamo garantire il futuro alla nostra elettrosiderurgia. Da più di un anno stiamo pensando a reti di impresa con accordi consortili per l’acquisto di rottame e di cariche metalliche, e credo che questo approccio possa crescere ancora».
Sul tema degli investimenti ed in particolare sul nuovo laminatoio nel sito bresciano di San Zeno, Gozzi ha evidenziato che nel business anche la fortuna nel timing conta.
«L’impianto è finanziato con una combinazione di equity e di anticipo sull’assicurazione del credito al partner tedesco da parte degli istituti in Germania. Istituti tedeschi che hanno fatto delle proposte a livelli di competitività incomparabili. Da questo punto di vista c’è anche da considerare una rarefazione internazionale di attori che possono concedere credito a livello bancario, ci possono portare anche a trovare delle formule di finanziamento alternativo rispetto agli strumenti tradizionalmente usati».
Sul fronte pagamenti, per rimarcare quanto sia forte adesso la domanda, vista la saturazione di tutti i limiti di assicurazione del credito siamo di fronte a pagamenti cash a vista per poter avere comunque le forniture.
Chiudendo invece con una valutazione sulle prospettive future Gozzi ha concluso: «Siamo dentro ad un "superciclo" vero che si andrà consolidando grazie alle vaccinazioni covid, alimentato anche dalla grande quantità di cash immessa a livello internazionale, nonostante provi a fare la cassandra devo dire che al momento non vedo segnali di caduta, a parte qualche processo di assestamento. Se devo guardare soprattutto gli Stati Uniti siamo di fronte a pressioni inflazionistiche che potrebbero arrivare dal surriscaldamento dei sistemi economici».


Cesare Viganò:
«In futuro prezzi stabilmente attestati su livelli elevati»
Per Cesare Viganò «la distribuzione dei coils, settore storicamente caratterizzato da una redditività bassissima, il 2021 si sta caratterizzando per una performance notevole, con una crescita sostanziale della domanda che ha portato ad un incremento dei prezzi ed a margini assolutamente superiori al normale nel primo semestre dall’anno. L’unica incertezza è rappresentata dal fatto che noi stiamo già comprando per il Q4 2021 ai prezzi di oggi, ma non abbiamo garanzie sul fatto che non registreremo novità negative in futuro».
Quanto alle strategie con le quali affrontare le sfide future per il settore, Viganò ha ricordato che «il sistema distributivo per anni è stato caratterizzato da un’eccessiva numerosità e frammentarietà che ha ridotto la redditività. Da sempre il nostro gruppo è sostenitore del consolidamento, che non significa necessariamente processi di acquisizione, ma magari cercare delle partnership o delle joint venture forti con l’obiettivo di migliorare il business e queste cose – ha fatto presente – si fanno meglio quando, come in questo momento, le cose vanno bene».
Il 2020, ha spiegato poi il consigliere delegato di ArcelorMittal CLN Distribuzione Italia, «ha imposto una riflessione in corsa sugli investimenti, che sono stati rallentati e dilazionati, senza dimenticare che il nostro punto forte deve restare il servizio alla clientela, che si può ottenere con interventi sulle linee, la cui produttività può senza dubbio essere migliorata e noi lo abbiamo fatto realizzando, ad esempio, uno slitter per il taglio longitudinale con spessore minimo fino a 0,20 millimetri, ma anche con interventi dedicati alla digitalizzazione per integrarci, a monte e a valle, in maniera più efficiente e veloce. Questo ci permette di informarci ed informare in maniera più completa e precisa. Questo tipo di interventi – ha spiegato – li abbiamo finanziati, in parte, con fondi propri grazie alla redditività alta ed in parte con la collaborazione del sistema bancario».
Quanto alle conseguenze che il forte incremento dei prezzi hanno determinato, Cesare Viganò ha ricordato che «il costo del coils in un anno è triplicato e questo ha comportato un aumento notevole delle esposizioni nei confronti del cliente, perché le compagnie assicurative non sono state in grado di assisterli con la stessa velocità con la quale le quotazioni sono cresciute. Noi abbiamo risposto rivedendo i nostri fidi interni e applicando altre misure finanziarie che hanno, a volte, impattato pesantemente sui rapporti con loro, ma siamo riusciti a mantenere dei buoni livelli di equilibrio, pur con un notevole riverbero nel circolante ed una riduzione netta degli stock».
Guardando al futuro, il consigliere delegato di ArcelorMittal CLN Distribuzione Italia ha detto che «anche se oggi molti cercano di capire quando arriverà il momento in cui la curva inizierà ad invertire l’andamento, al momento, visto di quanto sono aumentate le quotazioni delle materie prime, questa curva potrà certamente presentarsi come meno accentuata nel prossimo futuro e forse si potrà registrare una ricerca della stabilizzazione, ma certamente non un ritorno indietro. Il futuro, comunque, lo vedo su prezzi stabilmente attestati su livelli elevati».

Stefano Vittorio Kuhn «Come banca vogliamo svolgere un ruolo da facilitatore restando a fianco delle imprese»
Anche l’analisi presentata dal Coordinatore Commerciale Territoriale Lombardia di BPER Banca Kuhn è stata caratterizzata dall’ottimismo, legato agli indicatori positivi raccolti a livello nazionale e internazionale.
«Ad oggi rileviamo una fotografia confortante della congiuntura a livello macro. Le stesse stime rese note da pochi giorni da S&P inducono alla fiducia, con numeri superiori a quelli previsti in precedenza. La crescita italiana, inoltre, potrà essere ulteriormente spinta dal PNRR, che è previsto avrà un impatto particolarmente positivo nel sud Europa».
Sul versante della siderurgia, Kuhn ha spiegato che «l’acciaio per noi è un indicatore del ciclo economico e nei prossimi anni sarà pervasivo per effetto della transizione energetica». Lo stato di salute delle aziende della filiera «vede oggi un impiego ridotto delle linee di credito, in quanto le società sono mediamente liquide». A fronte di questa situazione, generalmente positiva, alcune imprese che hanno effettuato investimenti appena prima lo scoppio della pandemia e risultano quindi stressate dal punto di vista finanziario «dovranno far attenzione particolare alla sostenibilità del debito nel prossimo futuro». Inoltre, «rimane sul piatto il tema delle concentrazioni per l’acciaio, soprattutto negli anelli più bassi della filiera, anche con forme di collaborazione che vadano oltre le acquisizioni e le fusioni, come le reti d’impresa».
Passando ad operazioni più di ambito bancario ed in particolare di aggregazioni il manager ha sottolineato che «la banca, nell’ambito delle operazioni di M&A deve saper ascoltare e fungere da facilitatore tra i soggetti in campo». Inoltre, deve «aiutare a costruire condizioni finanziarie che siano sostenibili nel lungo periodo, grazie allo studio dei piani industriali e finanziari, alla loro comparazione e sottoponendoli a stress».
A chiudere gli interventi. due focus su liquidità e pagamenti, ancora però legati ad una congiuntura positiva.
«Oggi lo scenario dei tassi di interesse non ha precedenti storici, tanto che sono ormai considerati una commodity – ha sottolineato Kuhn -. Non è detto che sarà sempre così in futuro, credo quindi che alcune forme di finanziamento alternative al classico credito bancario nei prossimi anni troveranno maggiore diffusione». Per quanto concerne il rapporto banca-clienti «c’è da rilevare che la forte concentrazione delle banche avvenuta nel corso degli ultimi anni ha portato da un lato a rendere gli istituti strutturalmente più solidi, dall’altro ha ridotto il numero degli interlocutori per i clienti finali. Questo elemento dovrà trovare un equilibrio nuovo in futuro, anche tramite rapporti sempre più stretti tra istituti e clienti. Al momento rileviamo pagamenti regolari e un generale mantenimento degli impegni assunti – ha commentato Kuhn -. Non ci sono segnali di tensione, in quest’ottica volevo fare un plauso a Confindustria che, in piena pandemia, ha coniato l’iniziativa “Io pago i fornitori”, che è stata molto importante per fare cultura su questo tema. Stiamo vivendo un periodo che rappresenta un’occasione di crescita che, se non sarà colta, i nostri discendenti potranno rinfacciarci in futuro». 


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