L’acciaio europeo manifesta a Bruxelles
Lunedì il “Convoy for Industrial Competitiveness” organizzato da Eurometal
31 agosto 2026 Translated by Deepl
«L’Europa sta involontariamente esportando la propria base industriale». È l’allarme che tornerà a lanciare Eurometal il prossimo lunedì, 7 settembre, giornata nella quale è stato organizzato lo “European convoy for industrial competitiveness” a Bruxelles. Alla giornata stanno aderendo aziende e organizzazioni lungo tutta la filiera siderurgica.
L’iniziativa, spiegano da Eurofer, «riunirà aziende, lavoratori, associazioni di categoria e operatori del settore industriale di tutta Europa per sollecitare politiche volte a rafforzare l’industria manifatturiera europea, gli investimenti e i posti di lavoro. Si promuoverà un messaggio semplice: manteniamo la produzione manifatturiera in Europa».
La manifestazione di lunedì mattina culminerà tra le ore 11:30 e le ore 2:00, con l’arrivo del convoglio di camion di aziende siderurgiche alla sede delle istituzioni europee e la presentazione delle richieste a un rappresentante della Commissione europea, riassunte nello slogan “Keep Manufacturing in Europe”. Non sarà un appello al protezionismo, chiariscono da Eurometal, ma a una «concorrenza leale».
Sarà il culmine della mobilitazione avviata la scorsa primavera con la call-to-action dal titolo “Safeguarding the European steel and metals industry”, cui hanno aderito 55 associazioni e 416 società dell’acciaio europeo, tra cui Assofermet ed Eurofer e le italiane Agrati, Alba Siderurgica, Albasider, Alberti Lamiere, Arvedi, Boriani Navigazione, CSB, Commit Siderurgica, Euroacciai, Ferrotubi e Derivati, Euroda Aciers (dell’italiana Rodacciai), Fira Industriale, Gabrielli, Globalsider, Gruppo San Paolo, LM Laminati Metallici, Lombarda Acciai, Marcegaglia, Metallurgica Legnanese, Metalsider, Oiki Acciai, OMR, Riva Group, San Polo Lamiere, Sangoi, Sidastico, Siderferrari, Siderimport3, Sidermec, SteelBsns, Tecnofondi, Tecnopali, Tancerie Emiliane, Vanoli Ferro, Veneta Nastri.
Secondo il report commissionato da Eurometal a sostegno della mobilitazione, dal titolo “European Steel industry at a Crossroads”, l’import di acciaio nel 2025 ha coperto il 27% del consumo apparente di acciaio europeo (era il 23% nel 2022, il 26% nel 2023 e il 27% nel 2024). Consumo apparente che ha fatto registrare un calo costante dal 2022 al 2025; per quest’anno ci si attende un rimbalzo del 3%, stante il non aggravarsi dell'attuale instabilità geoeconomica (dati Eurofer). Tra le proposte prese in considerazione perché l’Ue non perda il «controllo delle capacità industriali strategiche fondamentali per la difesa, le infrastrutture e la transizione verde» ci sono l’estensione delle quote di import a tubi e filo; un price cap di 5 ct/kWh per l’energia; l’estensione del Cbam ai prodotti finiti; la protezione del rottame e l'introduzione del criterio “made in EU” negli appalti.
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