Addio a Bruno Bolfo, fondatore di Duferco e pioniere dell’acciaio
Il ricordo del nipote Antonio Gozzi: «È stato una vera e propria leggenda nel mondo della siderurgia globale»
18 luglio 2026 Translated by Deepl
Grande cordoglio nel mondo siderurgico per la scomparsa di Bruno Bolfo, fondatore del Gruppo Duferco e protagonista, per quasi mezzo secolo, dell’industria e del commercio internazionale dell’acciaio.
A dare la notizia è stata Duferco con una nota firmata da Antonio Gozzi, nipote di Bolfo, presidente del Gruppo e di Federacciai.
«Oggi è una giornata molto triste per le donne e gli uomini di Duferco. Ci lascia Bruno Bolfo, fondatore del nostro Gruppo, l’uomo che ha dato vita ai nostri progetti e ci ha resi grandi. Se n’è andato in punta di piedi, con il suo stile sobrio e riservato, confermando anche in questo ultimo passaggio il suo inconfondibile understatement. Bruno è stato una vera e propria leggenda nel mondo della siderurgia globale», ha scritto Gozzi.
La storia imprenditoriale di Bolfo prende avvio alla fine degli anni Settanta. Giovane dirigente di Siderexport, la società di trading dell’allora Italsider, nel 1979 decide di intraprendere l’avventura imprenditoriale e fonda Duferco a San Paolo del Brasile insieme a un piccolo gruppo di collaboratori liguri.
In pochi anni l’azienda cresce fino a diventare il primo esportatore del Brasile nel settore siderurgico, alimentando la domanda di acciaio dei mercati asiatici attraverso la nascente industria brasiliana. L’attività si sviluppa anche in Nord America e, a metà degli anni Ottanta, la società trasferisce il proprio baricentro prima a New York e poi in Europa, per cogliere le opportunità di approvvigionamento dai Paesi dell’ex impero sovietico.
La svolta arriva a metà degli anni Novanta. Bolfo comprende tra i primi che l’avvento di Internet avrebbe ridimensionato le asimmetrie informative sulle quali si fondava il trading e avvia la strategia di ingresso nella produzione siderurgica. Nel 2004 Duferco diventa il trentaquattresimo produttore mondiale, con quasi otto milioni di tonnellate di acciaio all’anno.
Il Gruppo arriva ad avere impianti in Italia, Belgio, Francia, Danimarca, Macedonia, Russia, Stati Uniti, Guatemala e Sudafrica e quasi 20mila dipendenti. È una fase segnata da acquisizioni, alleanze e grandi investimenti industriali: come ha ricordato Gozzi, soltanto in Belgio vengono investiti, in pochi anni, oltre un miliardo e mezzo di euro tra ammodernamenti e nuovi impianti.
Bolfo costruisce una squadra manageriale capace di governare un sistema industriale globale e complesso, attingendo anche alle professionalità maturate nella siderurgia pubblica italiana. «Lo fa con la sua acuta visione, il suo carisma e una continua attenzione non solo al business, ma soprattutto alle persone che lavorano con noi», ha ricordato Gozzi.
All’espansione nella produzione siderurgica si accompagna progressivamente la diversificazione in attività vicine e complementari. Nascono così il legame e la joint venture con la famiglia Romeo in Nova Marine e la decisione di entrare nel settore dell’energia.
«Bruno è stato un uomo gentile e affascinante, ma anche tenace e determinato nelle decisioni. Aveva capito che Duferco era ormai una piattaforma destinata a diversificarsi in settori vicini e complementari alla siderurgia», ha scritto Gozzi.
Antonio Gozzi ha ricordato anche la successione alla guida del Gruppo: «Con grande generosità, nella fase finale della sua attività professionale, ha favorito un delicato passaggio generazionale che ha portato Augusto e Vittoria Gozzi alla guida del Gruppo».
È soprattutto sul lascito umano e imprenditoriale di Bolfo che si chiude il ricordo di Gozzi: «Il più grande insegnamento che ci lascia è quello di osare sempre, con ottimismo e fiducia nei giovani e nel futuro. E poi ci consegna una convinzione profonda: il fare impresa può essere una straordinaria espressione della creatività umana. Per me, che ho avuto lo straordinario privilegio di lavorare al suo fianco, lascia soprattutto un insegnamento fondamentale: per generare valore bisogna avere equilibrio e rispetto per tutti. Non solo verso i collaboratori, ma anche nei confronti di clienti, fornitori e di tutti gli stakeholder».
«Ci mancherà ogni aspetto della sua straordinaria personalità. Cercheremo di non tradire mai la sua memoria, seguendo il suo esempio e portando avanti ogni giorno il nostro lavoro al servizio dell’impresa e dei lavoratori», ha concluso Gozzi.
I funerali si terranno martedì 21 luglio alle 11:30 a Lugano, nella chiesa di Santa Maria degli Angioli, in piazza Luini.

Lascia un Commento