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thyssenkrupp: «Martina Merz Ceo fino al 2023»

Il gruppo tedesco le prolunga la nomina per i prossimi tre anni: decisiva per la scelta l’operazione Elevator

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La sua nomina a Ceo di thysenkrupp era stata definita – a ottobre dell’anno scorso – “a termine”: «Ricoprirà il ruolo che le è stato assegnato per un periodo massimo di dodici mesi, dopodiché tornerà al Consiglio di vigilanza», aveva annunciato la multinazionale, ma Martina Merz ci ha messo meno di sei mesi per prendere decisamente in mano il gruppo e, venerdì scorso, il comitato del personale del consiglio di vigilanza ha «raccomandato la sua nomina ad amministratore delegato per un mandato di tre anni a decorrere dal primo aprile 2020».

E con un potere decisamente aumentato, visto che si troverà a guidare un consiglio di amministrazione molto più snello: oltre a lei sarà composto dai soli Klaus Keysberg come Cfo e Oliver Burkhard come responsabile delle risorse umane: «La riduzione delle dimensioni del consiglio – ha spiegato thyssenkrupp – riflette adeguatamente il cambiamento nella società derivante dalla vendita del business di Elevator». E proprio la decisione messa in campo da Merz nella gestione della cessione della divisione sarebbe alla base delle scelte del gruppo.

E che l’aria, in Germania, sia decisamente cambiata, lo testimoniano anche le dimissioni di Johannes Dietsch da Cfo, il cui posto sarà preso come detto da Klaus Keysberg: «Sono venuto a thyssenkrupp principalmente per sostenere la separazione della società. Per vari motivi questo non si è verificato. Tuttavia, con la vendita del settore degli ascensori, una parte importante del mio compito è andata a buon fine», ha spiegato Dietsch.

Ma anche la presa di posizione del maggiore azionista di thyssenkrupp, la fondazione Alfried Krupp von Bohlen und Halbach, che detiene il 21% del gruppo e che in una nota ha scandito:« La signora Merz ha svolto finora un ottimo lavoro e sta sviluppando la società nella giusta direzione in una fase difficile».

Una fase che non è certamente conclusa, visto che in Germania si ipotizzano «ulteriori passi che includano dolorosi tagli e vendite di attività aggiuntive». Martina Merz, infatti, seguirà di persona la divisione Plant Technology, per la quale thyssenkrupp ha avviato un processo di dismissione.

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