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ArcelorMittal: a Taranto prove di distensione

Si cerca il compromesso per i pagamenti alle ditte dell’indotto. Morselli: «Posizioni da allineare»

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TARANTO – Ci sarebbero cifre discordanti, ovvero un disallineamento contabile, alla base dei ritardi dei pagamenti all'indotto di ArcelorMittal Italia (AMI): è quanto emerso al tavolo convocato dal prefetto di Taranto Demetrio Martino, a cui hanno partecipato l'ad Lucia Morselli, Confindustria e i sindacati.

Secondo l'associazione degli industriali, lo scaduto delle fatture a fine gennaio, dopo i recenti pagamenti da parte della multinazionale, si aggirerebbe sui 24 milioni di euro. All'azienda risulterebbe invece uno scaduto di 15 milioni. Secondo fonti sindacali, Morselli ha osservato che «le fatture giungono regolarmente e vengono regolarmente registrate», ma c'è l'impegno dell'azienda ad attivarsi «per allineare le posizioni che allo stato risultano diverse».

Da Confindustria dicono che «si tratta di un’apertura per ora formale, ma pur sempre di un importante passo avanti rispetto alle posizioni comunque ancora distanti fra le parti». Da parte del Presidente Marinaro è stata illustrata la situazione contabile aggiornata alle ultime ore, (peraltro certificata da ogni singola azienda e consegnata nelle mani del Prefetto), ma un forte impulso è andato anche nella direzione di un percorso più strutturato nei rapporti con la grande industria non solo per quanto riguarda il contingente ma anche circa la rinegoziazione delle relazioni fra AMI e le imprese fornitrici, al fine di garantire regolarità e certezza nel flusso dei pagamenti e nella ottimizzazione dei rapporti contrattuali.

Una richiesta che AMI ha recepito favorevolmente. In questo senso è andata la proposta del Prefetto Martino, accolta con grande favore da tutti i partecipanti, di convocare al tavolo della Prefettura i rappresentanti degli istituti bancari per avviare un percorso di proficuo confronto anche con il sistema del credito al fine di garantire alle imprese di traguardare l’attuale momento critico con maggiori supporti e garanzie di continuità.

Nel frattempo l'Ilva in amministrazione straordinaria ha comunicato che «l'integrazione della indennità di cassa integrazione sino al 70% della retribuzione sarà regolarmente erogata non appena concluso l'iter legislativo già in atto» per l'approvazione del decreto Milleproroghe. «Qualora l'approvazione della norma avvenga entro il corrente mese di febbraio - precisa una nota - Ilva in As conferma che, con le competenze in pagamento il prossimo 12 marzo, saranno corrisposti anche gli importi relativi al mese di gennaio».


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