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Inox, produzione globale in crescita ma l’Europa rallenta

Ducoli (siderweb): «Il 2026 mostra una normalizzazione degli scambi, domanda e redditività restano sotto pressione»

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Crescita economica moderata, domanda europea debole e scambi commerciali in ridimensionamento. A delineare questo scenario è stata Arianna Ducoli dell’Ufficio Studi siderweb in apertura di Mercati inossidabili.

Secondo le stime di luglio 2026 del Fondo monetario internazionale, l’economia mondiale continua a crescere, ma a un ritmo leggermente inferiore rispetto alle previsioni precedenti e con divergenze regionali sempre più marcate. «Gli Stati Uniti mostrano una sostanziale stabilità, la Cina mantiene una buona resilienza, mentre l’Europa procede a passo più lento», ha spiegato Ducoli.

Anche per l’Italia le prospettive restano prudenti. Le proiezioni della Banca d’Italia indicano un aumento del PIL dello 0,5% nel 2026 e dello 0,4% nei due anni successivi. Gli investimenti fissi lordi e quelli nelle costruzioni rappresentano i principali sostegni alla crescita nell’anno in corso, rispettivamente con incrementi dell’1,7% e del 2,5%, mentre i consumi delle famiglie rimangono deboli. L’inflazione dovrebbe attestarsi al 3,1% nel 2026, soprattutto per effetto dei rincari energetici, per poi tornare intorno al 2% nel biennio successivo.

Sul fronte siderurgico, nel primo trimestre del 2026 la produzione mondiale di acciaio inox ha raggiunto 15,8 milioni di tonnellate, in aumento del 2,5% su base annua. «La ripresa è moderata ed è trainata soprattutto dall’Asia e dalla Cina, mentre l’Europa continua a mostrare segnali di contrazione», ha evidenziato Ducoli, sottolineando che i volumi aumentano, ma i margini restano sotto pressione.

Gli scambi dell’Unione europea di acciaio inox con i Paesi extra Ue hanno registrato una flessione significativa. Le importazioni sono scese da circa 792mila a 587mila tonnellate nel primo trimestreo, trainate della riduzione dei prodotti piani e dei semilavorati. L’export è diminuito in maniera meno marcata, passando da 419mila a 368mila tonnellate. In controtendenza il rottame inox, per il quale crescono sia gli acquisti sia le vendite all’estero. «Il mercato delle materie prime appare sempre più dinamico e influenzato dalle differenze di prezzo e dalla disponibilità di materiale», ha affermato l’analista.

In Italia, dopo l’impennata del 2025, le importazioni di inox sono diminuite da circa 664mila a 389mila tonnellate. La correzione, ha osservato Ducoli, ha interessato soprattutto i prodotti piani e, in particolare, i coils, i cui volumi si sono ridotti di oltre l’80%. Più contenuta la flessione dei lunghi e dei tubi. Le esportazioni italiane hanno invece mostrato una sostanziale tenuta, attestandosi intorno a 449mila tonnellate. In recupero i prodotti piani, sostenuti dalle lamiere a caldo, mentre sono diminuiti materie prime, semilavorati e prodotti lunghi.

Sul fronte dei prezzi, ha concluso l’analista di siderweb, la lamiera a freddo AISI 304 da 2 millimetri ha mostrato stabilità negli ultimi due-tre mesi, dopo il recupero iniziato a gennaio. Analogo il trend dell’AISI 430, seppure con oscillazioni più contenute.


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