Cisale (SC Packaging): «Investimento su nuova linea»
Sul mercato «abbiamo bisogno di maggiori tutele dall’Europa»
15 giugno 2026 Translated by Deepl
Investire per crescere. Anche in un momento di mercato non semplice. Questa la parola d’ordine di SC Packaging.
L’azienda di Angri (SA), attiva nella produzione di imballaggi metallici, sta infatti portando a conclusione un piano di investimenti triennale di oltre 10 milioni di euro, cha ha alimentato e accompagnato l’ampliamento dell’attività. «La nostra azienda è stata fondata nel 2012 da mio padre, Raffaele Cisale, che all’epoca aveva oltre 30 anni di esperienza nel settore – ha spiegato il titolare di SC Packaging, Salvatore Cisale (nella fotografia in basso) -. L’impresa sin dai primi anni ha sempre puntato sulla qualità del prodotto e il servizio per il cliente».
L’espansione dell’attività, avvenuta in concomitanza del cambio generazionale, ha consentito alla società di aumentare i volumi e il fatturato: «Nel 2022 il nostro giro d’affari è stato di 8,8 milioni di euro, nel 2023 di 10,8 milioni, nel 2024 di 15,2 milioni e l’anno scorso siamo arrivati a 25,0 milioni di euro». La crescita è avvenuta di pari passo con l’aumento dell’offerta: «Mentre alcuni anni fa eravamo specializzati esclusivamente nei contenitori per i pomodori e derivati, oggi abbiamo ampliato la nostra produzione, coprendo anche altri comparti, come i legumi, i vegetali e il pet food». Inoltre, «stiamo installando una linea di produzione di coperchi “easy open”, un prodotto dominato dalla concorrenza cinese ma in cui crediamo». Cisale, infatti, ha spiegato che «vogliamo promuovere il made in Italy nella produzione di imballaggi, e ci piacerebbe che gli sforzi che stiamo facendo e che sta facendo la filiera siano riconosciuti». Come? «Credo che il sistema creato dall’Ue per il CBAM prima e la nuova legge antidumping poi non sia equilibrato – ha spiegato -: l’Europa al momento non è autosufficiente sulla banda stagnata, quindi siamo costretti ad importare una parte del consumo, ma dobbiamo pagare un extra costo che fa sì che il prezzo dei prodotti finiti sia più elevato. Allo stesso tempo, non esistono dazi sui coperchi e sulle latte prodotte nei Paesi terzi, che quindi possono farci concorrenza. Sarebbe più equo avere una copertura anche per i nostri prodotti».
Guardando al mercato oggi, qual è il bilancio dei primi cinque mesi del 2026? «Nei mesi finali dell’anno scorso e nei primi mesi di quest’anno – ha risposto Cisale – dal punto di vista della disponibilità di materiale si registrano ancora magazzini alti, figli degli anticipi di acquisti avvenuti nel secondo semestre 2025. La domanda è più o meno in linea con l’anno scorso anche se, come sempre, molto dipenderà anche da questi scenari geopolitici che di certo non ci stanno aiutando». Guardando al futuro di medio-lungo termine, quali sono le sue attese sul comparto degli imballaggi metallici? «I prodotti in banda stagnata sono sempre i più affidabili e rispettano i principi dell’ecosostenibilità – ha concluso Cisale -, ma sarà necessario porre una forte attenzione sui costi, in quanto la concorrenza dei prodotti alternativi rimane sempre molto forte».

Stefano Ferrari
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