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Outokumpu tra domanda debole e nuove regole del gioco

Müller: consumi fermi in Europa, mentre Cbam e misure Ue spingono verso forniture regionali

Translated by Deepl

DÜSSELDORF Outokumpu ha aperto il 2026 in un clima di cauto ottimismo per il mercato globale dell’acciaio inox, dopo un 2025 segnato da una ripresa moderata della domanda e da un contesto operativo ancora complesso. In Europa, tuttavia, la domanda di fondo resta sostanzialmente piatta, senza segnali concreti di miglioramento.
«La domanda reale in Europa è più o meno invariata: non peggiora, ma non migliora», ha dichiarato Jörg Müller, Senior Vice President e Head of Sales BL Stainless Europe del gruppo siderurgico finlandese.

Nel frattempo, stanno cambiando i modelli di approvvigionamento. La richiesta di materiale europeo è in aumento, trainata più dalle aspettative normative che dai consumi finali. A incidere sono soprattutto il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) e la prevista revisione delle misure di Salvaguardia Ue nella seconda metà dell’anno. La tendenza è diventata più evidente negli ultimi mesi, in particolare nei segmenti tradizionalmente più esposti alle importazioni, dove gli acquirenti stanno rivedendo le strategie di procurement.

Secondo Müller, l’andamento recente del gruppo riflette dinamiche già emerse nel 2025. Il consumo apparente globale di prodotti piani in acciaio inox è cresciuto del 3,8% rispetto al 2024, con forti differenze tra aree geografiche. «Ci aspettiamo un 2026 più favorevole dopo un anno debole e pieno di venti contrari. Nel 2025 la domanda è rimasta contenuta, frenata dall’incertezza e dalle tensioni nel commercio globale, con un impatto diretto sulla redditività», ha osservato.

Le Americhe si sono confermate il principale motore di crescita, grazie anche a miglioramenti operativi e investimenti in efficienza energetica nello stabilimento di Calvert, negli Stati Uniti. In Europa, invece, l’attenzione si è concentrata su efficienza operativa e controllo dei costi per mantenere la resilienza in un contesto più difficile.

Outokumpu pubblicherà i risultati del primo trimestre il 12 maggio, ma già a metà febbraio aveva indicato un outlook di breve termine in miglioramento. L’Ebitda rettificato è atteso in crescita soprattutto grazie alla ripresa dei volumi di consegna, stimati in aumento del 20-30% rispetto al quarto trimestre 2025. Si tratta però di indicazioni precedenti alla recente crisi in Medio Oriente.

Il contesto operativo resta condizionato da fattori strutturali e politici. In Europa, gli alti costi energetici continuano a penalizzare la competitività, mentre tensioni commerciali e misure protezionistiche stanno ridisegnando i flussi globali dell’acciaio inox. Il gruppo è particolarmente esposto al caro energia, pur avendo adottato strategie di copertura e ottimizzazione dei consumi. Le tensioni geopolitiche, inclusa l’attuale instabilità in Medio Oriente, aggiungono ulteriore volatilità.
La supply chain resta solida, ma l’aumento dei costi energetici sta aumentando la pressione lungo tutta la catena del valore. «È questo l’aspetto più preoccupante, perché rischia di indebolire ulteriormente la domanda reale», ha avvertito Müller.

Anche i dazi statunitensi – fino al 50% sulle importazioni di acciaio introdotti nel 2025 – stanno contribuendo a ridefinire gli equilibri del commercio globale. Se da un lato sostengono le attività del gruppo nelle Americhe, dall’altro aumentano il rischio di deviazione verso l’Europa di volumi asiatici a basso prezzo. «L’afflusso di importazioni low cost resta una delle principali criticità», ha affermato Müller, evidenziando l’importanza di strumenti efficaci di difesa commerciale.
L’azienda guarda con favore alle nuove misure di difesa dell'Ue, ritenute utili a proteggere l’industria europea da sovraccapacità, concorrenza sleale e rischio di carbon leakage. Tra gli elementi chiave, anche l’introduzione del principio “melted and poured”, pensato per evitare elusioni e aumentare la trasparenza della filiera.

Il Cbam sta già influenzando i comportamenti di mercato, sostenendo nel breve periodo la domanda di acciaio inox europeo. Tuttavia, il suo ruolo viene spesso frainteso. «L’obiettivo non è favorire i produttori europei, ma garantire condizioni di concorrenza eque», ha chiarito Müller, ricordando che le aziende Ue sostengono già i costi del sistema ETS.
Outokumpu figura da tempo tra i leader nella sostenibilità, con una strategia coerente con la logica del Cbam. Secondo Müller, però, il Meccanismo va ancora perfezionato: in particolare, l’azienda chiede l’estensione ai prodotti a valle, l’inclusione delle emissioni indirette e misure più efficaci contro le elusioni. In assenza di questi correttivi, ha detto il manager, l’industria europea rischia di essere penalizzata.

Resta inoltre incertezza sull’efficacia futura delle nuove misure di difesa commerciale. «Il sistema attuale è stato pensato per una domanda di circa 5 milioni di tonnellate, mentre oggi siamo più vicini ai 4 milioni», ha osservato Müller, sottolineando la necessità di un aggiornamento. «Le importazioni, comunque, non scompariranno»: flussi strutturali, specializzazioni produttive e relazioni consolidate continueranno a giocare un ruolo.

La sostenibilità rimane centrale nella strategia di lungo periodo. Il gruppo ha recentemente lanciato il piano di crescita EVOLVE (2026-2030), focalizzato su competitività dei costi, miglioramento del portafoglio ed espansione nei segmenti a maggior valore aggiunto.
Tra i punti di forza, le performance ambientali: Outokumpu dichiara un’impronta di carbonio inferiore di circa il 75% rispetto alla media del settore, grazie a un forte orientamento alla circolarità e a processi a basse emissioni. I produttori che utilizzano forni elettrici ad arco, ha ricordato Müller, partono già da una posizione strutturalmente favorevole nella transizione.
Il gruppo continua a investire per ridurre ulteriormente le emissioni, con progetti su mining carbon neutral, cattura della CO₂ e tecnologie di processo più efficienti. La strategia EVOLVE distingue tra attività “fondazionali”, orientate a generare flussi di cassa stabili, e segmenti “trasformativi”, focalizzati su crescita e innovazione.

Outokumpu ha chiuso il 2025 con «un core business più forte, più efficiente e più orientato al cliente», ha concluso Müller. In un mercato sempre più guidato da regolazione e pressione sui costi, più che da una reale espansione della domanda, il gruppo punta su disciplina operativa, allineamento alle politiche e leadership nella sostenibilità per affrontare l’incertezza e prepararsi al prossimo ciclo di crescita.


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