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Albasider: avviata una nuova linea di taglio nastri

Miglior fatturato di sempre nel 2022. In arrivo l’investimento in un impianto fotovoltaico

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RHO (Milano) - Prima partecipazione a Made in Steel per Albasider, centro servizi di Villalvernia (AL) con oltre settant’anni di storia alle spalle. Intervistato da siderweb nell’ambito della Conference & Exhibition tenutasi la scorsa settimana, il presidente e CEO Riccardo Benso ha raccontato l’evoluzione della sua azienda attraverso un nuovo marchio e gli ultimi investimenti e ragionato su quelle che secondo lui sono le criticità e le opportunità alle quali il settore siderurgico andrà incontro nei prossimi mesi. 

Come giudica l’andamento dell’attività di Albasider lo scorso anno e nei primi mesi del 2023? Può anticiparci qualche numero del bilancio 2022?

Lo scorso anno è stato caratterizzato da un ottimo primo semestre e da un successivo secondo semestre molto complicato nel quale il prezzo dell’acciaio si è progressivamente, ma inesorabilmente, dimezzato.

Questo andamento del mercato ha chiaramente compromesso in parte i risultati eccezionali che si erano raggiunti nella prima parte dell’anno, senza però impedire che il risultato finale fosse molto vicino a quello dell’esercizio di bilancio precedente.

Il 2022 ha rappresentato in termini di fatturato il nostro miglior risultato di sempre, mentre sotto il profilo della reddittività possiamo dire di aver fatto il secondo miglior risultato dopo quello realizzato nel 2021.

A fronte di un fatturato di circa 96 milioni di euro, abbiamo realizzato un utile lordo di circa 5 milioni di euro.

Rispetto al 2021, l’Ebitda è sceso leggermente attestandosi tra il 5 ed il 6%.

Siamo comunque estremamente soddisfatti della tenuta dei conti e delle vendite nella seconda parte dell’anno, probabilmente una delle più difficili di sempre.

In merito al primo trimestre di quest’anno possiamo essere certamente più che soddisfatti in termini di reddittività, finora solo di poco inferiore alla media dei trimestri dell’anno precedente. I volumi invece sono scesi leggermente, di circa un 5%.

Purtroppo, all’orizzonte al momento si scorgono alcune nubi che fanno presagire l’arrivo di una fase di mercato più complicata. Questo potrebbe in parte ridimensionare i risultati finora raggiunti, anche se al momento è impossibile capire di che tipo di scenario si possa effettivamente trattare. Potremmo anche assistere ad una fase di ribilanciamento delle quotazioni per poi rapidamente riprendere a marciare nella direzione tracciata negli ultimi anni.

 

Dopo un 2021 e un 2022 per lo più positivi per l’industria siderurgica, quali sono le prospettive per i prossimi mesi? Quali sono le criticità da superare? Quali invece le possibili opportunità da cogliere?

 

Le prospettive per i prossimi mesi restano a mio avviso promettenti, nonostante il forte ridimensionamento dei forecast che è intervenuto nelle ultime settimane. Probabilmente questo rallentamento nella corsa dei prezzi e il conseguente calo della domanda apparente sono anche il risultato di un primo trimestre in parte fin troppo spumeggiante sul fronte delle quotazioni registrate. Potremmo anche assistere ad un ciclo ribassista di breve durata indotto soprattutto dalla necessità di riequilibrare il mercato, che forse si era spinto troppo in su, verso orizzonti di prezzo più in linea con altri mercati per certi versi “complementari”, dai quali provengono molte delle nostre forniture e verso i quali si dirigono molti prodotti finiti in acciaio che dall’Europa vengono ogni anno esportati.

Il mercato dell’automotive da mesi ha ricominciato a marciare e dare segnali incoraggianti; naturalmente, non è ancora abbastanza per poter dire che il settore è uscito dalla fase difficile dalla quale viene, ma ritengo che i segnali debbano indurci a credere in una ripresa che possa diventare strutturale nella seconda parte dell’anno. D’altronde, in molti prevedevano, già alcuni mesi fa, un secondo semestre 2023 interessante per l’auto.

Il settore delle costruzioni sta sicuramente vivendo una fase complicata, indotta anche dalle recenti modifiche normative ai piani di incentivazione e bonus protagonisti dell’era post-Covid, che ad ogni modo con i tempi necessari porterà verso un nuovo equilibrio di mercato anche all’interno di questo importantissimo settore. Non dimentichiamo che il PNRR, e tutto quello che in Europa si sta pianificando e in parte cominciando a realizzare, conferirà forza e spinta ad una fase di rinnovamento infrastrutturale alimentata da importanti progetti che sono in parte già in fase di realizzazione.

Le criticità da superare sicuramente saranno di carattere macro sia sul terreno della geopolitica, con la situazione di crisi in centro Europa in primo piano, sia in campo economico finanziario, a seguito dell’aumento dei tassi intervenuto recentemente, che sta scuotendo alcuni pilastri dell’economia globale e che quindi genererà impatti che dovranno esser gestiti con abilità e prudenza dalle banche centrali e dai governi. Per quanto riguarda le nostre aziende e il comparto siderurgico, determinante sarà la posa a terra del PNRR e dei sui importanti investimenti nei prossimi mesi. Un fallimento anche solo parziale nella realizzazione delle opere e nell’utilizzo pieno delle risorse, che faticosamente si era riusciti a far destinare al nostro Paese, rappresenterebbe un freno alla ripresa e genererebbe un cambio di passo potenzialmente molto pericoloso. Ricordiamo che, a seguito di questi straordinari piani di spesa messi a disposizione dall’Europa, si sono mossi ingenti investimenti e quindi prospettive di crescita e sviluppo, che qualora non fossero rispettate rischierebbero di generare importanti fallimenti e di conseguenza un rallentamento economico che soprattutto l’Italia non può permettersi.

Le opportunità da cogliere di conseguenza sono molto chiare. Se rivolgiamo lo sguardo alla sfera pubblica e verso chi ha la responsabilità di governare ed amministrare, non possiamo far altro che augurarci che facciano un buon lavoro e soprattutto mettano tutti noi imprenditori nella condizione di realizzare quello che si è previsto di posare a terra entro il termine prefissato. Il tessuto imprenditoriale quindi, dopo aver dato ottimi segnali negli ultimi mesi, dovrà continuare a fare la propria parte, mettendosi a disposizione e partecipando con entusiasmo e capitali allo sforzo richiesto per ammodernare il Paese.

Per l’Europa, non solo per la siderurgia, il percorso di decarbonizzazione, riciclo e di sviluppo delle rinnovabili determinerà il posizionamento nelle dinamiche di mercato globali dei prossimi decenni.

Quindi è chiaro a tutti, ed in particolar modo al nostro Paese che sta avendo difficoltà nella realizzazione del PNRR, che la partita che ci si sta giocando non può essere persa a tavolino, ma dovrà essere giocata fino in fondo impiegando tutte le risorse nel modo migliore.

 

Sul fronte degli investimenti, quali sono state le ultime novità per la sua azienda e quali i progetti futuri?

 

Nell’ultimo trimestre dello scorso anno è partita una nuova linea di taglio nastri 6x2000 che ci permetterà di ampliare la gamma dei prodotti offerti ai nostri clienti. Ci consentirà anche di aumentare la flessibilità in produzione, ampliando il numero degli impianti a disposizione.

L’elevata automazione dell’impianto appena installato ci ha anche convinti ad effettuare un revamping importante su di una linea nastri simile, realizzando un investimento che ha aumentato la produttività e migliorato l’operatività del personale addetto alla linea stessa. Si è anche deciso di installare due moderne isole di imballaggio nastri in asservimento ai due impianti citati. Per quanto riguarda i servizi agli impianti, abbiamo acquistato due nuovi carroponti e due carrelli porta coils e porta nastri completamente automatizzati, in grado di operare in piena autonomia, consentendo di migliorare le fasi di carico e scarico in asservimento alle linee.

Abbiamo inoltre deciso di investire in un impianto fotovoltaico per poter non solo avere a disposizione energia rinnovabile per i nostri impianti, ma anche esser pronti a dare un importante contributo ad una comunità energetica locale, in fase di costituzione, che ci auguriamo possa partire al più presto.

Se tutto andrà per il verso giusto, garantiremo al nostro territorio di poter usufruire dell’energia che produrremo in eccesso. È un investimento importante, quasi un Mega d’impianto, che va nella direzione della sostenibilità e ci consente di entrare in un mondo, quello della produzione delle energie rinnovabili, che osserviamo da tempo e per il quale abbiamo sempre nutrito grande interesse. Otterremo sicuramente anche un vantaggio in termini di minori costi di approvvigionamento e avremo una protezione dalla volatilità che caratterizza sempre di più i mercati energetici.

 

Questa è stata la prima partecipazione di Albasider a Made in Steel. La manifestazione ha soddisfatto le vostre aspettative?

 

Certamente. Visti i recenti investimenti, abbiamo ritenuto essere il momento giusto per partecipare con un nostro spazio espositivo a questa importante fiera di settore. Abbiamo incontrato molti clienti, fornitori di materie prime e di impianti e servizi, consolidando le relazioni e aprendone di nuove. Il volerci presentare al Made in Steel ha reso necessario un percorso di rebranding, durato quasi due anni, che ha rappresentato anche l’occasione per rivedere e ripensare molti aspetti della vita aziendale.

Il bilancio finale è sicuramente positivo, e solo nelle prossime settimane, quando avremo i riscontri a seguito degli incontri avvenuti in fiera, potremo davvero misurare il risultato e quindi capire quanto utile sia stata la partecipazione per la nostra società. A prescindere poi da tutto quello che è effettivamente misurabile, ritengo che il Made in Steel sia un'imprescindibile occasione d’incontro tra attori di una filiera che necessariamente devono collaborare affinché i risultati rafforzino tutto il sistema e portino innovazione e sviluppo al settore siderurgico, che sta vivendo una fase di grande cambiamento.

 


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