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Trafilix industries, brevettati e avviati nuovi sistemi di trafila

Buzzi: «Per il mercato ci troviamo in una fase di assestamento dei prezzi che dobbiamo imparare a dominare»

RHO (Mi) - Quattro siti produttivi a Esine, Berzo Inferiore, San Colombano al Lambro e in Repubblica Ceca, per una capacità complessiva di circa 300mila tonnellate di acciaio all'anno; diverse unità commerciali tra Italia e Germania e 200 milioni di euro di fatturato. Sono i principali numeri di Trafilix Industries, gruppo fondato da Luigi Buzzi nel 1973 e specializzato nella lavorazione a freddo dell'acciaio. Da Made in Steel 2023, il presidente di Trafilix Industries e della holding Gruppo Lucefin, Giorgio Buzzi, ha raccontato a siderweb alcune delle ultime novità che riguardano il suo gruppo e commentato l'andamento del mercato. 

Sul fronte degli investimenti, Trafilix abbina da tempo gli sforzi nelle tecnologie rinnovabili con lo studio di nuovi banchi di trafila dotati di sistemi moderni. Con gli impianti di recente installazione, l'energia elettrica prodotta da fotovoltaico è cresciuta del 54% nel 2022 rispetto all'anno precedente. Inoltre, ha spiegato Buzzi, «abbiamo brevettato e messo in funzione nel 2022 un nuovo sistema di aspi svolgitori che permette che il caricamento delle matasse possa avvenire in simultanea con la fase di produzione», con conseguenze positive sulla produttività e, soprattutto, sulla sicurezza. «Perché a livello di gruppo – ha sottolineato – la sostenibilità è un obiettivo che continua ad essere perseguito non solo in ambito ambientale, bensì a 360 gradi».

Quanto agli ultimi risultati di bilancio, Buzzi ha definito il 2022 un anno «sicuramente soddisfacente nel complesso, nonostante l'ultimo trimestre abbia visto un decremento degli ordini acquisiti e dei prezzi». La discesa, ha sottolineato, «è iniziata nei mercati esteri prima che nel mercato italiano. Soprattutto nell'Est Europa: il nostro stabilimento in Repubblica Ceca ha sofferto in modo particolare la concorrenza della Polonia, che con la svalutazione dello zloty è diventata molto concorrenziale e ha fatto scendere le quotazioni a livelli che mai avremmo immaginato. Abbiamo cercato di mantenere la nostra linea, ma questa situazione non ha fatto che ridurre drasticamente il nostro portafoglio». Venendo al primo trimestre del 2023, «il mercato italiano sta tenendo più di quello estero, ma la domanda appare fiacca e molti produttori stanno valutando aggiustamenti di prezzo al ribasso nel tentativo di recuperare ordini. Non credo però che questa sia la strategia giusta; anzi, ritengo che spingerebbe i compratori ad attendere ulteriori ribassi».

Commentando l'andamento del settore siderurgico in generale, Buzzi ha rimarcato che «tutte le acciaierie hanno chiuso ottimi bilanci nel 2022, in parte anche grazie al credito di imposta a favore delle aziende energivore». Ora la domanda sta risentendo di numerosi fattori, quali le norme Ue in tema di emissioni, la guerra in Ucraina, il PNRR («che formalmente non è ancora partito»), tuttavia il presidente di Trafilix si è detto fiducioso in una ripartenza «dopo mesi di latitanza da parte di chi fa ordini per programmi di medio-lungo periodo». In ogni caso, «non torneremo più ai prezzi pre-pandemia, perché per anni il settore siderurgico ha registrato risultati anche positivi, ma con dei margini quasi inesistenti, e dunque sarebbe insostenibile continuare così». Un elemento «da tenere sotto controllo» è poi quello della concorrenza. «Il mercato turco continua ad affacciarsi in maniera forte sul mercato europeo, sia direttamente (con la produzione degli stabilimenti situati in Turchia) sia indirettamente (attraverso le società acquisite in Germania). Si tratta di una concorrenza non leale, che bisogna in qualche modo ridurre, perché i competitor turchi godono della svalutazione della loro moneta e di billette ed energia a basso costo provenienti dalla Russia». Ma concorrenza sleale è anche quella di chi «in tema di sostenibilità, non fa quello che stiamo facendo noi produttori europei, non deve confrontarsi con i vincoli che sta mettendo l'Ue. Se non si fanno le cose di pari passo in tutto il mondo, il rischio è quello di essere subissati di offerte di materiale provenienti da Paesi terzi. Questo perché tutti i nostri sforzi in ottica green hanno un impatto economico non indifferente e dunque il nostro acciaio non potrà che costare di più in futuro».

Giorgio Buzzi ha poi sottolineato che «ci troviamo in una fase di assestamento dei prezzi che dobbiamo imparare a dominare». Per Trafilix Industries un mezzo importante per farlo è l'utilizzo di sistemi che analizzano i dati in tempo reale e permettono di intervenire in modo tempestivo. «Ci permettono di gestire velocemente i cambiamenti, sotto il profilo sia dei flussi di acquisto delle materie prime sia delle politiche di vendita, con un adeguamento dei listini che viene fatto in modo ponderato». Anche perché, ha aggiunto, «dopo due anni buoni non possiamo permetterci di trovarci nel 2023 in una situazione diametralmente opposta. L'analisi dei dati in tempo reale ci consente di essere molto resilienti in contesti di mercato difficili». Tra i punti di forza di Trafilix Industries c'è poi la continua attività di ricerca e sviluppo di materiali. «Tant'è che lo scorso anno – ha ricordato Buzzi – abbiamo presentato “Metallurgia degli acciai – parte seconda", terzo e ultimo volume tecnico realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano».

Infine, un commento su Made in Steel, appuntamento al quale Trafilix non manca da anni: «È sempre una manifestazione ottimamente organizzata e strutturata negli spazi giusti. Trovo poi che averla collocata nei tre giorni centrali della settimana sia stata una scelta vincente. Inoltre, ritengo che il livello di convegni che offre sia tale da permettere sia agli addetti ai lavori sia al resto dei visitatori di avere una visione chiara e precisa del mondo dell'acciaio».


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