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Acciaio e identificazione

Il 14 aprile la siderurgia si presenta agli studenti dell’istituto friulano Arturo Malignani di Udine

Presentarsi ai nuovi talenti in prima persona, superare i pregiudizi di industria inquinante ed obsoleta, mostrare con un racconto moderno come l’acciaio possa contribuire allo sviluppo della società.
Sono questi alcuni degli obiettivi del grande appuntamento "Acciaio e Identificazione" undefined che andrà in scena il 14 aprile ospitato dall’istituto statale di istruzione superiore Arturo Malignani di Udine.

Un approfondimento che dalle 9:00 vedrà alternarsi sul palco al fianco delle istituzioni Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, Gianpietro Benedetti, presidente di Confindustria Udine, e Axel Eggert, direttore generale di Eurofer.

Gozzi e Benedetti si uniranno poi per una prima tavola rotonda dal titolo "Il mestiere degli italiani tra metallo e disegno" a: Giuseppe Pasini, presidente Feralpi Group, Augusto Cosulich, presidente Fratelli Cosulich, Luigino Pozzo, presidente PMP Industries e Uwe Reinecke, Direttore Feralpi Stahl.

Per chiarie meglio i contenuti dell'incontro, abbiamo rivolto qualche domanda a Giuseppe Pasini dal momento che, nell’occasione, verrà anche proietto il docufilm "Feralpi Stahl - Steel Reborn".

– Presidente Pasini, se i giovani faticano a venire in azienda è l’industria che va da loro a scuola. Cosa vi ha convinto ad aderire ad una manifestazione come “Acciaio e identificazione”?

Pasini: Innanzitutto l'entusiasmo con cui ci è stato proposto. Siamo molto sensibili al racconto dell'industria, della manifattura, e quindi della siderurgia. È un mondo che cambia, che cresce e che si rinnova sia dal punto di vista tecnologico che nell'ambito delle competenze. Il dialogo e il rapporto con la scuola è fondamentale per riuscire a trasmettere innanzitutto i valori. L'acciaio, nonostante i cambiamenti, ha un'identità ben precisa. Sta a noi cercare di far capire ai giovani l'apporto che possono dare al cambiamento che stiamo affrontando.

– Nel corso della giornata sarà proiettato il vostro documentario Steel Reborn sulla rinascita del sito industriale di Riesa. Che feedback avete avuto ad un paio di mesi dal lancio di questa iniziativa?

P: Tante persone hanno già avuto modo di vedere questo docufilm, in Italia come in Germania. Mi sono arrivati diversi messaggi, molti inaspettati in particolare da chi non è del settore. Ed è forse questo il bello, perché quella che abbiamo voluto raccontare è una storia che unisce, a prescindere dalla cornice siderurgica. L'avventura di Riesa è sì una storia che ha avuto inizio 30 anni fa, ma ritrova elementi che possiamo considerare tuttora attuali: i cambiamenti delle tecnologie come l'integrazione tra diverse culture sono elementi comuni nel contesto sociale e produttivo. 

– Nell’evento ci sono praticamente tutte le principali aziende siderurgiche italiane: ancora una volta l’acciaio dimostra di saper far squadra nelle iniziative che contano...

P: Sappiamo bene quanto il mondo dell'acciaio sia fondamentale per il sistema produttivo, ed economico, del Paese. Abbiamo tuttora attivi programmi di formazione condivisi con altri player del settore: questo denota come le sinergie aiutano e fanno bene a tutto il movimento. Anche appuntamenti come il convegno che ci sarà a Udine ci permettono di dialogare al fianco di altre imprese del settore e, vista la giovane platea dell'Istituto Malignani, ciò consente di restituire un quadro più completo di un contesto, come quello siderurgico, che ha davanti un futuro fatto di sfide ma anche di grandi opportunità. 

Il convegno Acciaio e identificazione è il risultato di una ricerca, condotta da Mill’s, che ha coinvolto negli scorsi mesi, testimoni ed esperti di vari settori – spiegano gli organizzatori –. Il contesto è quello del Friuli-Venezia Giulia, una regione che viene ritenuta Steel Valley per l'incidenza dell'acciaio nelle sue filiere industriali e nel suo PIL. Nei prossimi due anni la metallurgia italiana avrà l'esigenza di decine di migliaia tra operatori, tecnici e coordinatori. E la formazione di questi tecnici non è più la stessa che attraversava il boom industriale italiano degli anni ‘60. Richiederà strumenti e dispositivi nuovi e più avanzati. Pertanto abbiamo dinanzi scommesse culturali e industriali che saranno evidenziate proprio nell’evento del 14 aprile.

"Internazionale, personale, digitale" sarà infine il titolo dell’ultima tavola rotonda a cui parteciperanno: Chiara Valduga di Gruppo Cividale, Loris Maestrutti di SMF, Marco Ferrone di Marcegaglia Plates, Filippo Gottardis di Officine Tecnosider, Marco Carrara di Metinvest.

A chiudere i lavori, invece, Oliviero Barbieri, dirigente scolastico ISIS “Arturo Malignani”.

L’evento potrà essere seguito in streaming.


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