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Beltrame: nel 2022 investiti oltre 100 milioni in decarbonizzazione

Carlo Beltrame, ospite della penultima tappa di Bilanci d'Acciaio, ha illustrato i progetti di AFV Beltrame Group

Anche per AFV Beltrame Group, come per tanti altri player siderurgici, la chiave per affrontare le sfide presentatesi dalla seconda metà del 2022 è stata la velocità di adattamento. Lo ha detto Carlo Beltrame, responsabile group business development del gruppo vicentino, intervenuto al webinar di siderweb «Nord-Est d’acciaio: cosa aspettarsi per il 2023». Velocità di adattamento che AFV Beltrame Group ha fatto propria soprattutto negli anni dal 2014 al 2017, durante i quali è passato attraverso una totale ristrutturazione dal punto di vista organizzativo e del management. «I risultati di questo li abbiamo visti a partire dal 2018 – ha spiegato Beltrame –. Nel 2019 abbiamo consolidato i risultati dell’anno precedente, mentre nel 2020 a causa dell’emergenza Covid non siamo stati in grado di mantenere lo stesso ritmo. Nel 2021, tuttavia, grazie anche ad alcune acquisizioni effettuate nel 2020 abbiamo consolidato ulteriormente il nostro mercato. Penso comunque che sia sbagliato valutare un’azienda sul bilancio di un solo anno, specialmente quando tratta un prodotto che è una commodity».

Carlo Beltrame è anche Country Manager France & Romania di AFV Beltrame Group e, proprio in Romania, il gruppo ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni. Per esempio, risale allo scorso marzo l’ufficializzazione del contratto per l’acquisizione degli asset produttivi della Special Steel Plant (COS) Targoviste. Azienda che, racconta Beltrame, «abbiamo iniziato subito a ristrutturare, tanto che a giugno di quest’anno abbiamo avviato la produzione nel laminatoio piccolo e ad agosto quella nel laminatoio grande. Avremmo dovuto avviare la produzione in acciaieria a ottobre/novembre, ma purtroppo i prezzi dell’energia non ce l’hanno permesso e quindi probabilmente la partenza slitterà a marzo/aprile 2023». Sempre in Romania, «abbiamo lanciato un progetto relativo al fotovoltaico per una capacità di circa 55-60 MW, del quale stiamo concludendo la parte documentale. E abbiamo firmato un memorandum of understanding con NuScale per mini centrali nucleari di nuova generazione che verranno costruite vicino al sito di Targoviste e che entro il 2028 lo renderanno autosufficiente dal punto di vista energetico». In ultimo, il gruppo è quasi giunto alla conclusione del progetto relativo a una nuova mini-mill tra le più moderne al mondo, che «sarà alimentata direttamente da fotovoltaico e avrà una capacità di 700mila tonnellate. Speriamo di poterla completare entro giugno/luglio 2023 e di farla partire entro fine 2025/inizio 2026», ha spiegato Beltrame.

In tema di decarbonizzazione, Carlo Beltrame ha illustrato “Chalibria”, nome con il quale il gruppo identifica il proprio acciaio "carbon neutral". «È un brand. Non è legato a un acciaio speciale, a delle caratteristiche meccaniche o chimiche speciali, bensì a un percorso, un viaggio che vogliamo intraprendere con i nostri stakeholder e in cui dimostriamo qual è lo stato attuale delle nostre emissioni, quali sono i nostri investimenti e qual è il nostro obiettivo futuro». In un settore, quello siderurgico, considerato a livello mondiale “hard to abate”, cioè in cui l’eliminazione delle emissioni è difficile, «non abbiamo la pretesa di dire che siamo verdi. L’unica tecnologia oggi disponibile, consolidata e reale per procedere alla decarbonizzazione è quella da forno elettrico che oltre ad avere emissioni relativamente basse è virtuosa in quanto ricicla enormi quantità di materiale. È da qui che è nata la volontà di costruire il brand “Chalibria” ormai due anni fa». Beltrame ha affermato che il feedback da parte dei vari stakeholder in merito è già stato positivo e che il gruppo organizzerà dei workshop per parlare del proprio impegno. Impegno che, già nel corso del 2022, si è concretizzato nell’investimento di oltre 100 milioni nell’ambito della decarbonizzazione. «Abbiamo cambiato tre forni di riscaldo e crediamo moltissimo nella transizione. Per noi non è solo una moda, crediamo che possa rappresentare un rilancio dell’economia con un fondamento morale fortissimo».

Decarbonizzare, si sa, comporta però elevati investimenti da parte delle aziende, che chiedono di essere supportate in questa evoluzione. Soprattutto, ha spiegato Carlo Beltrame, in un momento come quello attuale, in cui «i consumi sono ai minimi storici, risultando addirittura inferiori a quelli del 2020». Per il responsabile dello sviluppo delle attività di AFV Beltrame Group, è cruciale che i produttori siano difesi dalle importazioni. «Non credo – ha detto – nella retorica dell’import che aumenta la competitività del Paese. Abbiamo visto l’effetto delle misure della Section 232 sul mercato statunitense. Hanno portato a una ristrutturazione completa del settore dell’acciaio. Hanno permesso ai big player americani di investire pesantemente e oggi quel mercato non è più lo stesso di dieci anni fa. Ha impianti nuovi, estremamente efficienti, con un bassissimo impatto sull’ambiente». Beltrame ha auspicato quindi che lo stesso possa accadere per le aziende italiane che «sono sane e hanno proprietari che credono fortemente nelle loro attività e nei loro prodotti» ma che per svilupparsi «hanno bisogno di una maggiore visibilità su marginalità e consumi».

«Noi – ha concluso – reinvestiamo tutto perché crediamo nell’azienda e nel prodotto che facciamo. Abbiamo però bisogno di alcune salvaguardie che ci permettano di effettuare investimenti che sono enormi».


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