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Vecchiato Officine Meccaniche: biennio di crescita

Portafoglio ordini completo fino a giugno 2022 per l’azienda che esporrà a Made in Steel a ottobre

Translated by Deepl

«Il 2020 è stato un anno difficile perché, paradossalmente, eravamo pieni di lavoro. E lo siamo tuttora: siamo fully booked fino a giugno 2022». La recente crescita della friulana Vecchiato Officine Meccaniche, che progetta e costruisce presse per la forgiatura dal 1977, l’ha portata a superare l’anno dell’esplosione della pandemia di Covid-19 «con buone performance, allungando la nostra lista referenze, aggiungendovi clienti importanti, anche in aree di non facile gestione. Insomma, è stato un anno complicato, ma ugualmente pieno di successi». Il direttore commerciale Massimiliano Mancini snocciola alcuni numeri: «Negli ultimi 5 anni siamo passati da un fatturato di 4/5 milioni di euro a uno di 10/12 milioni. Ci stiamo strutturando, crescendo ed evolvendo, puntando sull’innovazione tecnologica che permette una maggior efficienza produttiva, e quindi la riduzione dei costi, e sulla ricerca di nuovi clienti e mercati. A oggi, quello più importante per noi e che ci sta dando maggior soddisfazione è quello dell’Est europeo».

Vecchiato Officine Meccaniche ha chiuso infatti il 2020 «con l’installazione e l’avviamento di un impianto integrato di forgiatura libera in Russia e siamo in fase di commissioning di un altro impianto integrato in Ungheria – spiega Mancini -. Abbiamo inoltre appena terminato l’installazione di un ulteriore impianto integrato in Italia per la preformatura di lingotti per un laminatoio ad anelli». 

Proprio per presentarsi con rinnovata forza al mercato europeo dell’acciaio («ritengo che in questo momento gli unici veri competitor che abbiamo siano i tedeschi», dice Mancini), l’azienda esporrà a Made in Steel 2021, nel padiglione 11, stand H42. «Made in Steel è e rimane uno dei migliori eventi per il comparto siderurgico europeo. Vi partecipano non solo operatori locali, ma anche internazionali ed è visitata da tutti gli specialisti di qualunque tipologia di finito siderurgico». Queste le attese: «Ci aspettiamo di tornare a tessere quelle relazioni sociali che fino a oggi si sono limitate a videoconferenze e telefonate. Per l’acciaio, e in generale per il trading, è molto importante tornare a vedersi di persona, discutere e anche partecipare agli eventi. Sono appena rientrato da una fiera in Russia e devo ammettere che è veramente quasi come tornare a respirare, nonostante le limitazioni imposte dal Covid-19. Girare per i padiglioni, incontrare gente, anche stringere mani è psicologicamente importante: la relazione commerciale è basata sulla relazione sociale. In sostanza - afferma Mancini - ci aspettiamo una rinascita vera e propria, superando questa fase in cui non soltanto il comparto siderurgico, ma l’economia in generale è un po' stagnante». 

Alla principale Conference & Exhibition del Sud Europa per la filiera siderurgica la Officine Meccaniche Vecchiato si presenterà con «almeno due “assi nella manica”»: Mancini anticipa che l’azienda porterà «due brevetti sui manipolatori su rotaia. Uno riguarda la traslazione laterale del mandrino; l’altro concerne quello che noi chiamiamo mandrino attivo, una feature che viene molto utilizzata soprattutto per la produzione di barre, perché permette di avere una migliore risposta attiva della macchina durante il processo». Ma l’elemento più importante, «quello che sponsorizzeremo maggiormente – dice il Sales Manager -, è l’integrazione tra manipolatori su gomma e presse: un beneficio non solo in ottica 4.0, ma anche a livello di miglioramento del processo di forgiatura. Il sistema permette di controllare la macchina semovente, che tipicamente viene operata da una persona a bordo, direttamente dall’operatore in cabina pressa, quindi da remoto. È un’innovazione importante dal punto di vista del processo per diverse tipologie di forgiatori». 

«Il nostro mantra è l’opex – conclude Mancini -. Trasferire ai nostri clienti la capacità di trasformare l’acciaio in modo efficiente e meno costoso possibile è il nostro obiettivo. Forgiare in una calda invece che in tre oggi è fondamentale». Anche perché in Italia «per numero di forgiatori al metro quadro siamo anche sopra la Cina. Oggi la popolazione nazionale supera le 40 unità. Il numero di operatori resta elevato nonostante sia diminuito: nel 2010 erano circa 60 – ricorda Mancini -. Ci sono molte macchine obsolete e molte aziende che badano più ai volumi che al processo. Ma oggi sul mercato è vincente chi riesce a essere più efficiente: ha bilanci consolidati interessanti chi ha investito su macchine ad alto grado tecnologico e chi ha badato a far crescere le persone al proprio interno, formandole in funzione dell’evoluzione della tecnologia».

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