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Lavoro e acciaio: serve agire subito

Dibattito con Calenda, Pasini, Bentivogli, Palombella, Re David e Del Bono sul rilancio post Covid

Lavoro e acciaio. Sono stati questi i due dei temi affrontati ieri sera nel dibattito on-line, a cui, moderati dal direttore generale di siderweb Lucio Dall’Angelo, hanno preso parte l’europarlamentare Carlo Calenda (leader di Azione), il presidente di AIB Giuseppe Pasini, i segretari di Fiom, Fim e Uilm Francesca Re David, Marco Bentivogli e Rocco Palombella e il sindaco di Brescia Emilio Del Bono.

L’incontro promosso e organizzato da Brescia in Azione aveva come titolo “Il lavoro di domani non aspetta” ed ha cercato di evidenziare le opportunità e difficoltà di politica, imprese e sindacati per puntare al rilancio post Covid.

«Il lavoro che c’è oggi deve essere consevato e non è una cosa scontata – ha rimarcato l’ex ministro Calenda -. Bisogna capire cosa succederà quando contemporaneamente cesseranno gli ammortizzatori sociali e le aziende potranno licenziare. Le proposte che abbiamo fatto vanno in questa direzione per mettere in campo una serie di iniziative che possano aiutare a conservare il lavoro attraverso il rilancio degli investimenti. Dobbiamo essere consapevoli che il nostro è un Paese complesso, per cui bisogna concentrarsi solo su quello che può essere fatto nell’immediato per rendere il rilancio il più veloce possibile. Dobbiamo smettere di pensare a qualsiasi cosa non si possa implementare subito. Le imprese devono avere più equity e meno debito e devono essere in grado di far fronte agli investimenti. Bisogna ripristinare meccanismi di investimento sulle modalità dell’industria 4.0 che possono essere totalmente finanziati con i fondi europei e ne rendono anche più semplice l’utilizzo al pieno delle potenzialità e favorire la transizione anche alle tecnologie verdi».

Calenda ha anche dedicato un focus particolare all’industria siderugica ed alle sue peculiarità e difficoltà in questa fase di trasformazione verso le tecnologie verdi.

«L’industria dell’acciaio è uno degli esempi che porto sul fronte della transizione – ha spiegato l’europarlamentare -. Ammesso che ci siano le tecnologie, non si può caricare interamente sulle spalle dell’impresa il costo della sostituzione degli impianti; ipotizziamo la realizzazione di un nuovo impianto a gas: bisogna fornire incentivi all’acquisto di materia prima perché se il Gas costa il 30% in più che negli altri Paesi è chiaro che il progetto non è sostenibile. A questo devi aggiugnere anche l’incentivazione dell’utilizzo del gas, una carbon boarder tax per evitare che le imprese europee vengano penalizzate dall’arrivo di prodotti realizzati con standard meno severi. Per cui le transizioni si devono fare quando ci sono le risorse economiche per farle altrimenti il rischio è quello di perdere imprese e posti di lavoro. Nel caso dell’acciaio si può incentivare per un 10% del prezzo l’utilizzo di rottame come esempio di economia circolare con l’obiettivo di mantenere e riportare in italia quella parte di rottame che oggi viene esportato. E questo si può fare subito».

Una visione condivisa dal Presidente AIB, Giuseppe Pasini, alla guida del gruppo siderurgico Feralpi.

«Il recupero dell’attività è essenziale. Più portiamo lavoratori in fabbrica meno pesiamo sullo Stato. Bisogna dare fiducia agli imprenditori per investire. C’è bisogno misure immediate. Se riuscissimo applicare il piano Colao anche solo nelle sue linee principali modernizzeremmo il Paese. È un piano perfetto per indicare la direzione alla politica».

Pasini si è anche concentrato molto su due temi a cui da sempre rivolge un’attenzione particolare, il primo è quello della formazione scolastica, dove ha definito «scandaloso che abbiano riaperto le discoteche mentre le scuole sono ancora chiuse». «Per il futuro del lavoro – ha ribadito Pasini – peseranno molto di più le competenze rispetto alle tecnologie. Bene il telelavoro ma se non si investe sulla formazione non si pensa al futuro al Paese e non se ne agevola il rilancio». Il secondo tema è quello dell'economia circolare e della sosenibilità, come approdo dell'intero sistema dell'acciaio.

Con in sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, Pasini ha condiviso la centralità del ruolo delle articolazioni inermedie della società, della sinergia tra amministrazioni, imprese, organizzazioni dei lavoratori per la ripresa. «Quello che abbiamo messo imparato nell'affrontare la pandemia, collaborazione e visione comune, non deve essere disperso», hanno detto quasi ad una voce.

Una tema, quello di una nuova concertazione, messo in evidenza anche Bentivogli, Re David e Paolombella. I leader delle tre sigle sindacali dei meccanici hanno anche evidenziato come l’emergenza Covid abbia permesso di tornare a parlare di lavoro come non si faceva da tempo. Il tema fondamentale ora è il mettere in campo tutti gli strumenti per permettere di rilanciarlo anche dal punto di vista della politica economica, superando anche i timori innescati dal lockdown e liberando le energie positive delle giovani generazioni.


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