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Federacciai: la crisi Covid pesa più sui lunghi che sui piani

Calo maggiore per i prodotti da costruzione. Geografia dell’epidemia particolarmente incisiva

L’effetto dirompente del coronavirus sulla produzione italiana di acciaio si è reso evidente dai dati sull’output di marzo diffusi da Federacciai.

Le acciaierie tricolore non sono andate oltre gli 1,367 milioni di tonnellate, per un crollo del 40,2% rispetto al terzo mese del 2019.

La produzione italiana complessiva del primo trimestre 2020 è stata di 5,278 milioni di tonnellate per un calo percentuale del 16,2% rispetto al Q1 2019.

Per quanto riguarda le due principali categorie in cui i prodotti siderurgici si dividono sono i lunghi a mostrare la maggior sofferenza. Il lungo stop del distretto bresciano si è infatti tradotto in un -46,7% di output per sole 662mila tonnellate prodotte. I piani grazie anche alla tenuta produttiva di Arvedi hanno limitato i danni a un -30,5% con 830mila tonnellate prodotte.

Il medesimo trend si nota anche a livello trimestrale con 2,630 milioni di tonnellate prodotte per i lunghi (-18,6%) e 2,669 milioni di tonnellate per i piani (-13,3%).

 

D. L.