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Acciaio inossidabile italiano: le sfide di mercato

Nel webinar dedicato, le analisi di Stefano Ferrari e Achille Fornasini (siderweb) dedicate al settore

In recupero, ma con ancora molta strada da fare. Questa la situazione del settore europeo dell’acciaio inox illustrata da Stefano Ferrari (responsabile Ufficio Studi siderweb) nel corso del webinar “Acciaio inox: il bilancio del primo semestre e le prospettive per il secondo”.

Ferrari: «Resta in Europa l'80% dell'export italiano»

«Tra il 2013 ed il 2018 – ha spiegato Ferrari – la produzione continentale di acciaio inossidabile è salita leggermente ma costantemente, arrivando sino a 7,4 milioni di tonnellate. Nel 2019, invece, è arrivata una brusca frenata (-7,9% a 6,8 milioni di tonnellate), che si è replicata nel 2020 (-7,1% a 6,3 milioni di tonnellate)». Nel giro di un biennio, quindi, «è mancato 1 milione di tonnellate di inox sul mercato continentale», il tutto mentre nel mondo il comparto è cresciuto fino a 52,2 milioni di tonnellate nel 2019, perdendo solo il 2,5% nel 2020 grazie anche al sostegno della Cina, che ha una quota di mercato globale del 59,2%.

Nel primo trimestre del 2021 il comparto dell’inox ha mostrato un netto progresso: «La produzione mondiale è stata di 14,5 milioni di tonnellate, con un +25% rispetto al corrispondente trimestre del 2020, con l’Europa che è salita del 5,3% sino a 1,9 milioni di tonnellate». Questo valore «è sicuramente positivo – commenta Ferrari – in quanto superiore anche al livello del 2019, che però va ricordato è stato un anno grigio». Per la produzione europea, quindi, «resta ancora da recuperare molto terreno per tornare alla media degli ultimi 10 anni».

Per quanto concerne l’Italia «la produzione l’anno scorso è stata pari a 1,330 milioni di tonnellate, con una contrazione del 10% rispetto al 2019, contro il -12,1% del totale dell’acciaio». La cosa più rimarchevole per il comparto dell’inox, ha concluso il responsabile dell’Ufficio Studi di siderweb, «è relativa al commercio estero italiano. Dal 2012 a oggi si segnala, all’export, un incremento delle vendite in Ue, che oggi assorbe l’80% del materiale. Anche all’import nel 2020 e 2021 c’è stato un maggior ricorso al materiale “Made in Ue”, che copre circa i due terzi del fabbisogno italiano. La concentrazione, soprattutto all’export, su un mercato che cresce poco come quello europeo potrebbe rappresentare, nel medio-lungo periodo, una criticità per il settore nazionale dell’inox».

Cliccare qui per accedere alle slide di Ferrari

Fornasini: «Tensione sulle quotazioni eccessive, il mercato non reggerà all'infinito»

È stata poi la volta di Achille Fornasini, Partner & Chief Analyst di siderweb, che ha approfondito l’analisi sui prezzi ed ha anche evidenziato quelle che sono le marginalità per i produttori.

«I metalli, ferrosi e non ferrosi – ha ricordato – hanno fatto registrare una svolta intorno ad aprile 2020, con un 50% di aumento a fine anno e un ulteriore 26% ad aprile 2021» che, messo a confronto con il dollar index, mostra una correlazione inversa, con i metalli che si apprezzano mano a mano che l’indice mostra un rapporto sfavorevole del dollaro nei confronti delle altre valute». Il tutto fa pensare «che siamo in una condizione estrema, ma i metalli sono destinati ad aumentare ancora di valore nei prossimi due o tre mesi».

Scendendo nei dettagli delle materie prime, il Chief Analyst di siderweb ha spiegato che «il cromo, con un'impennata del 50% dai minimi del 2020 è ormai prossimo ai massimi del 2018 che raggiungerà presto».

Quanto al molibdeno: «Dopo il recupero del 33% nel 2020 – ha ricordato Fornasini – c’è stato un incremento del 77% da inizio anno e la tendenza rialzista prosegue».

Quello che lascia immaginare una possibile stabilizzazione, o quanto meno a una crescita meno marcata, secondo Achille Fornasini, «è il nickel, che nel 2020 ha segnato un +50%, seguito da un ulteriore rialzo del 15% all’inizio di quest’anno, poi da un calo del 26% e da un nuovo rialzo dell’11%. La sua tendenza resta rialzista, ma con moderazione rispetto alle altre materie».

Quanto al rottame: «Ha fatto registrare un incremento del 130% da fine marzo 2020 – ha ricordato il Chief Analyst di siderweb – per poi calare del 16% all’inizio del 2021 e risalire del 28%. Anche per lui è ipotizzabile un ulteriore apprezzamento, ma con una velocità molto più contenuta»

Interessante, poi, è stato il paragone che Achille Fornasini ha fatto (in base ai “valori di carica”, basati sulle percentuali di presenza delle varie materie prime) tra i costi ed i ricavi per i produttori, con «il margine che è cresciuto notevolmente, rispetto allo scorso anno, sia per le lamiere AISI 304 che 316 ed in maniera ancora più accentuata per quelle 430. Questo porta ad ipotizzare una flessione futura, perché il mercato difficilmente potrebbe tenere questi ritmi».

Cliccare qui per visionare le slide di Fornasini


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