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Cavalli: «Serve trovare nuove rotte per il futuro»

Il dg di Alfa Acciai lancia dal webinar siderweb l'appello alla creazione di aziende che siano «Campioni Europei»

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«Trovare nuove rotte». Questo secondo il direttore generale di Alfa Acciai Giuseppe Cavalli sarà l’obiettivo delle aziende per superare la crisi COVID 19.

Nuove rotte che dovranno essere solcate però da aziende più forti ha spiegato il manager del gruppo bresciano nel corso del webinar “La finanza a supporto del mondo dell’acciaio”, forti a tal punto da essere dei veri e propri “campioni europei”.

Cavalli, intervistato dal direttore generale di siderweb Lucio Dall’Angelo, ha proposto un ragionamento di ampio spettro, partito dalla descrizione di come le imprese hanno vissuto il periodo più complesso della pandemia.

«Ci tengo a precisare che questa crisi è crisi sanitaria. Tra la fine di febbraio e i primi marzo abbiamo visto i mercati finanziari inabissarsi, assistevamo alle proiezioni sui numeri dei contagi in continua crescita, e nell’arco della prima quindicina di marzo a tutti è sembrato che ci stesse crollando il mondo addosso. Qualsiasi asset si guardasse risultava più povero di circa il 30%, che si trattasse di azioni, titoli, beni mobili o immobili. In questo contesto si è però capito che la priorità era mettere sotto controllo il fronte sanitario e, riuscendo a controllare l’andamento dei contagi, fortunatamente ci si è trovati a fronteggiare una tempesta, anziché un terremoto che avrebbe distrutto tutto. La consapevolezza che si è maturata, inoltre, è che con questa crisi sanitaria bisognava imparare a convivere, almeno fino a quando non arriveranno i vaccini. Ritengo comunque che tante delle criticità che il Covid ha acuito fossero presenti anche prima», anche se forse in forma meno conclamata.

Per il dg di Alfa Acciai, prima di valutare le risorse e gli strumenti messi in campo è necessario capire come e dove allocare le risorse affinché possano generare il massimo risultato.

«Prima di valutare l’efficacia degli strumenti dal punto di vista tecnico, uno dei nodi centrali che il nostro Paese deve risolvere è relativo alla taglia/dimensione delle imprese. Sul “piccolo è bello” che era in voga qualche anno fa credo che la visione sia cambiata. I rischi sono aumentati, i cigni neri sono diventati più frequenti, e in questo caso una limitatezza nelle risorse può mettere a rischio la sopravvivenza delle aziende. In Italia abbiamo tante aziende sotto il miliardo di euro di fatturato. Un livello che nel nostro Paese definisce già una grande azienda, mentre nel mondo sappiamo che non è così. Bisognerebbe quindi creare dei campioni europei che possano sfruttare al meglio le risorse disponibili contribuendo allo sviluppo senza zavorrare il sistema. Questa ritengo possa essere una cura efficace. Se però si sbaglia terapia cercando di aiutare tutti indistintamente si rischia di trovarsi in overcapacity, aumentando i problemi anziché risolvere i nodi critici di un mercato. Il Sistema chiede investimenti e visione. Servono aziende che contino a livello europeo e nello scenario nazionale. Bisogna passare da aziende che hanno un miliardo di fatturato ad aziende che fatturano il quadruplo. In questo scenario di european champion dobbiamo dire che in Italia abbiamo know how di massimo livello, l’Italia resta un mercato di primo piano a livello europeo. Purtroppo all’orizzonte c’è anche la prospettiva che il grosso dei finanziamenti possano arrivare su Taranto e Piombino dove i punti interrogativi sono ancora molteplici, rischiando di ridurre l’efficacia dei finanziamenti anziché migliorarla. Ma questo non vale solo per l’industria siderurgica ma anche per tantissime altre realtà come l’automotive ad esempio».

Sulle prospettive per il 2020 il manager non si sbilancia, dal momento che il primo semestre per le aziende ha incontrato troppe incognite.

Per Cavalli quindi un buon risultato sarebbe «arrivare fine anno con Ebitda attorno allo zero e con una cassa stabile rispetto al 2019. Questo vorrebbe dire, a fine anno, aver superato la tempesta, salvando sia la nave che l’equipaggio. Conservando la metafora della nave, per il futuro però serve trovare nuove rotte. Rotte che come ho spiegato prima ritengo debbano essere solcate da player di primo piano a livello continentale».

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