Il 3 agosto sciopero di 8 ore in tutti gli stabilimenti AdI
Sindacati: servono intervento pubblico, tutele occupazionali e una vera transizione ecologica
30 luglio 2026
TARANTO – Sciopero di otto ore lunedì 3 agosto in tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva. La protesta, proclamata da Fim, Fiom, Uilm e Usb, coinvolgerà i lavoratori di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, di Ilva in Amministrazione Straordinaria e delle aziende dell’indotto.
La mobilitazione, preannunciata dopo il confronto di lunedì tra organizzazioni sindacali e Governo, è stata ufficializzata oggi con una comunicazione indirizzata ad Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria. Nel documento, firmato dai coordinatori di fabbrica di Fim, Fiom, Uilm e Usb, viene annunciata l’astensione dal lavoro «in merito alla situazione della vertenza ex Ilva».
Al centro della protesta c’è la richiesta di un intervento immediato del Governo per garantire l’occupazione, rafforzare le tutele sociali e avviare una reale transizione ecologica del polo siderurgico.
Secondo le organizzazioni sindacali, la crisi dell’ex Ilva è il risultato di anni di decisioni rinviate e di interventi emergenziali che non hanno mai affrontato in maniera strutturale il futuro dello stabilimento. «È giunto il tempo di prendere decisioni che restituiscano ai lavoratori e alla città un futuro certo, garantendo contemporaneamente il diritto al lavoro, alla salute e all’ambiente», affermano i sindacati nel comunicato.
Le sigle ricordano di aver chiesto, nel corso dell’ultimo incontro a Palazzo Chigi, l’istituzione di un tavolo tecnico dedicato alla vertenza, ritenendo che la fase attuale richieda misure straordinarie.
Tra le richieste avanzate figurano interventi urgenti a sostegno dei lavoratori di Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria, la continuità occupazionale attraverso un intervento pubblico, ritenuto indispensabile per accompagnare la transizione ecologica e sociale del gruppo, e l’introduzione di una clausola sociale per salvaguardare i livelli occupazionali nelle aziende dell’appalto.
Per i sindacati è necessario aprire una vera e propria «vertenza Taranto», che guardi al futuro di migliaia di lavoratori e dell’intero territorio ionico. Solo una forte mobilitazione, sostengono, potrà favorire l’individuazione di soluzioni concrete sul piano occupazionale, industriale e produttivo.
A Taranto, per il primo turno è prevista un’assemblea dalle 7 alle 9 nell’area antistante il Consiglio di fabbrica, seguita dallo sciopero fino al termine del turno. Per i lavoratori normalisti l’astensione è prevista dalle 9 alle 16, mentre gli addetti al secondo e al terzo turno si fermeranno per l’intera durata del servizio, con otto ore di sciopero.
Intanto, come già riportato da siderweb, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per martedì 4 agosto, alle 10, il primo tavolo tecnico sull’ex Ilva. L’incontro sarà dedicato al futuro dello stabilimento di Taranto e agli scenari aperti dal provvedimento della Corte d’appello di Milano. Il tavolo darà il via al ciclo di confronti programmato dal ministero fino a giovedì 6 agosto, che coinvolgerà istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni imprenditoriali e rappresentanti delle aziende dell’indotto.
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