Ex Ilva, a mezzanotte scade il termine per le offerte vincolanti
In corsa l'indiana Jindal, incerto l'ingresso della cordata italiana. Lunedì i primi riscontri sulla vendita degli asset
8 novembre 2026
TARANTO – Scade oggi, 8 novembre, a mezzanotte il termine per la presentazione delle offerte vincolanti per l'acquisizione degli asset di Acciaierie d'Italia in Amministrazione Straordinaria. In vendita gli stabilimenti siderurgici di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi, insieme alle altre attività e società collegate. L'esito della procedura dovrebbe emergere nella mattinata di lunedì. Si tratta del terzo passaggio della gara internazionale avviata dai commissari straordinari nel luglio 2024 e rilanciata nell'agosto 2025, dopo che i precedenti tentativi non hanno portato alla conclusione della vendita.
Tra i soggetti ancora potenzialmente interessati figura il gruppo indiano Jindal Steel International, già presente nella prima fase della procedura e tornato successivamente in campo. La sua eventuale proposta dovrà confrontarsi con il nuovo scenario industriale di Taranto, dove l'area a caldo è ferma dopo i provvedimenti della magistratura. Tra le ipotesi industriali precedentemente illustrate dal gruppo figurano la realizzazione di un forno elettrico da 2 milioni di tonnellate e l'importazione di 4 milioni di tonnellate di bramme.
Resta invece incerta la partecipazione della cordata italiana guidata da Federacciai, alla quale hanno manifestato interesse gruppi come Marcegaglia, Arvedi, Duferco, Acciaierie Venete e Feralpi. Dopo l'accesso alla data room e le visite agli stabilimenti, sarebbero emerse significative riserve sulla sostenibilità economica dell'operazione. Non è ancora chiaro se il gruppo presenterà un'offerta o se prevarrà l'ipotesi del disimpegno.
Da seguire anche la posizione di Arvedi, il cui eventuale coinvolgimento diretto potrebbe aprire questioni di natura antitrust, considerando la presenza del gruppo negli stabilimenti di Cremona e Terni. Più defilato Flacks Group, mentre CE Industries si è ritirata dalla procedura.
La scadenza di oggi rappresenta dunque un nuovo passaggio decisivo per il futuro dell'ex Ilva, dopo oltre due anni di tentativi di vendita e una procedura che non ha ancora trovato una soluzione definitiva.
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