Zato, recupero e riciclo di rottame «sfide di tutta la filiera»
Zanaglio (Chairman & Ceo): «Le acciaierie avranno bisogno di flussi qualitativamente e quantitativamente costanti»
6 novembre 2026
PREVALLE (Bs) – Qualità, innovazione e capacità di attrarre talenti. Sono queste le principali sfide che l’intera catena del valore siderurgica, a partire dai fornitori di macchinari e attrezzature per la lavorazione e il recupero del rottame, dovrà affrontare nei prossimi anni. Temi affrontati da Valerio Zanaglio (founder, chairman e Ceo di Zato SpA, nella foto qui sotto) che, rispondendo alle domande di siderweb, ha sottolineato anche quanto il contesto internazionale stia influenzando l’andamento del mercato degli impianti di riciclo.
Con la spinta alla decarbonizzazione e la conseguente futura maggiore esigenza di rottami di alta qualità, quali aspettative avete per i prossimi 5-10 anni?
Per anni il mercato del rottame è stato guidato soprattutto dalla disponibilità di materiale e dal prezzo. Nei prossimi cinque-dieci
anni, a mio avviso, conterà più la qualità di quello che arriva in acciaieria e, soprattutto, il modo in cui viene preparato.
Il forno elettrico è ormai una realtà consolidata in Italia e sta crescendo anche a livello mondiale. Con la progressiva riduzione degli altiforni, la richiesta di rottame è destinata ad aumentare. Ma cambierà anche la sua composizione: avremo più materiale di recupero proveniente dalla demolizione di auto, elettrodomestici e apparecchiature elettriche ed elettroniche. Si tratta di rottami più complessi, ricchi di rame, cablaggi e schede, che accrescono il valore e l’importanza della frazione non ferrosa.
Il rame, elemento critico per l’acciaieria, renderà decisiva la selezione a monte. Ed è qui che entrano in gioco le nostre tecnologie. Trituratori e mulini dovranno garantire una maggiore liberazione dei materiali, preparandoli al meglio per le linee di separazione, che divideranno i metalli ferrosi da quelli non ferrosi per un prodotto finale di qualità superiore.
Mi aspetto impianti più automatizzati, con una maggiore capacità di controllo del processo e della qualità del materiale in uscita. L'acciaieria avrà bisogno di flussi qualitativamente e quantitativamente costanti. Chi prepara il rottame dovrà essere in grado di rispondere a queste esigenze.
Dal punto di vista tecnologico, quali innovazioni avete implementato e su cosa state investendo?
La nostra visione è chiara: costruire impianti in grado di produrre un rottame, destinato ad acciaierie e fonderie, meno contaminato da oligoelementi. L'obiettivo è...
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