Manni Sipre: diversificare, efficientare, investire
Francesco Manni: «La filiera evolva verso logica di servizio e integrazione industriale»
15 ottobre 2026
In un contesto in cui la domanda è debole ma stabile, e nel quale i margini restano sotto pressione, la filiera dovrebbe «evolvere sempre più da una logica legata esclusivamente al prodotto verso una logica di servizio e integrazione industriale», con «tecnologia, servizio, competenze e collaborazione tra imprese» che diventano «elementi centrali di competitività». Ne è convinto Francesco Manni, presidente di Manni Group, che sarà presente a Made in Steel 2027 con Manni Sipre.
Il gruppo sta lavorando proprio secondo questa logica e seguendo quattro direzioni: «Diversificare mercati e settori di destinazione; aumentare l'efficienza dei processi; investire in automazione e digitalizzazione e rafforzare la qualità del servizio offerto al cliente».
Qual è oggi la fotografia del mercato dei prelavorati e dei prodotti siderurgici per impieghi strutturali e quali sono i principali fattori che ne stanno condizionando domanda e marginalità?
Il mercato dei prelavorati e dei prodotti siderurgici per impieghi strutturali continua a muoversi in un contesto caratterizzato da una domanda debole ma sostanzialmente stabile, con una forte pressione sulla marginalità. Il quadro europeo conferma questa situazione: dopo il +4,4% registrato dal consumo apparente di acciaio nel 2025, legato anche a fattori contingenti, per il 2026 Eurofer prevede una crescita molto contenuta, pari a circa +0,4%. La domanda resta quindi su livelli ancora inferiori a quelli precedenti alla pandemia.
A incidere sulla marginalità sono soprattutto la debolezza della domanda downstream, gli elevati costi energetici e logistici, la pressione competitiva delle importazioni di prodotti finiti e una crescente complessità normativa e amministrativa. A questi elementi si aggiungono l'incertezza geopolitica e la difficoltà nel trasferire integralmente gli aumenti dei costi sul prezzo finale.
In questo scenario assumono sempre più importanza anche affidabilità e tempi di consegna. La necessità di ridurre il rischio della supply chain sta spingendo molte imprese a privilegiare fornitori più vicini, capaci di garantire disponibilità di materiale, lavorazioni integrate e maggiore prevedibilità delle consegne.
Quali sono i settori clienti che vede oggi più dinamici e quali, invece, mostrano maggiori segnali di debolezza? Quali comparti potrebbero offrire le principali opportunità nel medio periodo?
I diversi settori utilizzatori dell'acciaio stanno procedendo a velocità differenti. Tra i comparti che mostrano maggiore resilienza vediamo innanzitutto le costruzioni e le infrastrutture, sostenute dagli investimenti pubblici e dai programmi di ammodernamento delle reti. Eurofer prevede per il settore delle costruzioni una crescita di circa +1,5% nel 2026 e +2,9% nel 2027.
Interessanti sono anche i comparti collegati alla transizione energetica, alle infrastrutture ferroviarie e alla mobilità, oltre all'edilizia industriale e logistica. A questi si aggiungono applicazioni ad elevato contenuto tecnico, nelle quali la capacità di fornire componenti prelavorati e pronti per le successive fasi produttive rappresenta un elemento competitivo importante.
Maggiori segnali di debolezza arrivano invece dall'automotive, che continua a risentire della debolezza della domanda europea e della trasformazione in corso nel settore, e da alcuni segmenti dell'edilizia residenziale.
Nel medio periodo vediamo opportunità soprattutto nelle infrastrutture, nelle energie rinnovabili, nella riqualificazione del patrimonio costruito, nell'edilizia offsite e industrializzata e nei settori industriali caratterizzati da una crescente esigenza di prefabbricazione e riduzione delle lavorazioni interne.
Qual è la sua previsione di mercato per il secondo semestre dell'anno e per il 2027? Quali sono le priorità strategiche che Manni Sipre si è data per affrontare la prossima fase del ciclo siderurgico?
Per il secondo semestre del 2026 ci aspettiamo uno scenario ancora improntato alla stabilità, senza una vera accelerazione della domanda e con una pressione competitiva che continuerà a riflettersi sui prezzi.
Per il 2027 le prospettive sono più positive, anche se parliamo di una ripresa graduale e non di un cambio di ciclo repentino. L'ultimo outlook Eurofer prevede una crescita del consumo apparente di acciaio europeo di circa +2,2% nel 2027.
In questo contesto Manni Sipre sta lavorando su alcune direttrici precise: diversificare ulteriormente mercati e settori di destinazione, aumentare l'efficienza dei processi, investire in automazione e digitalizzazione e rafforzare la qualità del servizio offerto al cliente. L'obiettivo è evolvere sempre più dal ruolo tradizionale di fornitore di acciaio verso quello di partner industriale, capace di integrare materiale, tecnologie di lavorazione, competenze tecniche, logistica e servizi, riducendo complessità e tempi per il cliente.
Manni Sipre sarà tra i protagonisti di Made in Steel 2027: quale messaggio porterete a Fiera Milano e quali saranno i temi destinati a caratterizzare maggiormente il confronto tra gli operatori della filiera siderurgica?
Il primo messaggio è che l'acciaio rimane un asset strategico per l'industria italiana ed europea. È alla base delle costruzioni, delle infrastrutture, dell'energia e di gran parte dell'industria meccanica e manifatturiera. Allo stesso tempo, crediamo che la filiera debba evolvere sempre più da una logica legata esclusivamente al prodotto verso una logica di servizio e integrazione industriale.
Nel mondo delle costruzioni, ad esempio, acciaio e sistemi offsite possono contribuire a industrializzare maggiormente i processi, ridurre le attività in cantiere e supportare la riqualificazione del patrimonio costruito. Nell'industria, invece, lavorazioni sempre più evolute permettono ai clienti di ricevere componenti vicini alla configurazione finale, semplificando le successive fasi produttive.
A Made in Steel porteremo quindi una visione della filiera nella quale tecnologia, servizio, competenze e collaborazione tra imprese diventano elementi centrali di competitività.
Con quali aspettative partecipate all'edizione 2027 dell'evento internazionale e quali opportunità concrete pensate possano emergere da questo appuntamento?
Made in Steel rappresenta innanzitutto un'importante occasione di confronto con l'intera filiera: clienti, fornitori, associazioni, partner tecnologici e istituzioni. In una fase nella quale digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno trasformando rapidamente il modo di lavorare, crediamo sia ancora più importante valorizzare il ruolo delle persone, delle competenze e delle relazioni industriali.
Eventi come Made in Steel permettono inoltre di costruire una visione condivisa sui grandi temi che riguardano il settore: competitività dell'industria europea, approvvigionamenti, innovazione, edilizia offsite e industrializzata, tracciabilità e circolarità di filiera basata su dati e processi misurabili. Sono temi sui quali nessuna azienda può agire da sola: il confronto tra gli operatori è quindi fondamentale per valorizzare e rafforzare l'eccellenza della siderurgia italiana ed europea.
Elisa Bonomelli

Lascia un Commento