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NetZero Milan: Quotti Tubi, «dagli obiettivi agli strumenti»

La seconda edizione mette al centro competitività industriale e settori hard-to-abate, acciaio compreso

Translated by Deepl

Alla seconda edizione, NetZero Milan (Fiera Milano, 20-22 ottobre) arriva in una fase in cui il dibattito sulla decarbonizzazione si è spostato dagli obiettivi agli strumenti: costo dell'energia, accesso ai capitali, infrastrutture. Per i settori hard-to-abate, siderurgia in testa, la partita è conciliare transizione e competitività.

Ne abbiamo parlato con Sara Quotti Tubi, Head of Energy and Transportation Exhibitions di Fiera Milano (nella fotografia), dando uno sguardo ai principali appuntamenti del programma di quest'anno e toccando temi come elettrificazione dei processi, finanza per la transizione, mercati del carbonio e Cbam. 

Sara Quotti Tubi 2026NetZero Milan arriva alla seconda edizione in un contesto di forte incertezza sulle politiche energetiche europee: cos’è cambiato rispetto al 2025 e quali priorità avete individuato per il 2026?
Indubbiamente il nuovo scenario politico internazionale ha contribuito a creare uno scossone intorno al tema del cambiamento climatico e alle strategie di decarbonizzazione. Ma in Europa la direzione di fondo resta tracciata: il tema non è più se perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione, bensì come raggiungerli senza compromettere la competitività industriale e la capacità produttiva del continente. 
È proprio questo, a mio avviso, il principale elemento di novità rispetto al 2025. Oggi il dibattito si concentra molto meno sugli obiettivi e molto di più sugli strumenti: sicurezza degli approvvigionamenti, costo dell'energia, reperimento dei capitali, investimenti nelle infrastrutture e disponibilità di tecnologie in grado di accompagnare la trasformazione dei settori industriali più energivori e difficili da decarbonizzare come il siderurgico.
Per questo a NetZero Milan dedicheremo ampio spazio ai temi che riguardano direttamente il futuro dell'industria europea. Tra i diversi appuntamenti, il 21 ottobre Roland Berger analizzerà il ruolo dell'elettrificazione dei processi industriali e del calore industriale, approfondendo il rapporto tra costo dell'energia, innovazione dei processi e competitività delle imprese manifatturiere. Un tema particolarmente rilevante per i settori hard-to-abate, chiamati a conciliare decarbonizzazione e sostenibilità economica.
Sempre in quest'ottica, il 20 ottobre TEHA-The European House Ambrosetti affronterà il tema dell'idrogeno decarbonizzato e del biometano nei comparti hard-to-abate, mentre AIGET nel suo evento annuale, che ha scelto di portare all’interno di NetZero Milan, discuterà l'evoluzione dei mercati energetici europei in una fase caratterizzata da volatilità, tensioni geopolitiche e integrazione continentale.
L'elettrificazione, lo ha ribadito recentemente anche Ursula von der Leyen, continua a essere considerata una delle principali leve per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, rafforzare la sicurezza energetica e sostenere la crescita industriale europea. La vera sfida, quindi, non è rimettere in discussione il percorso intrapreso, ma individuare le tecnologie, gli investimenti e le policy più efficaci per renderlo sostenibile anche dal punto di vista economico.
È questo il filo conduttore di NetZero Milan 2026. Non a caso alle opening mattutine abbiamo voluto dare un taglio di visione, mettendo a confronto prospettive diverse ma complementari. Interessante sarà, per esempio, la fireside chat del secondo giorno in cui interverranno Paola Bresesti della European Investment Bank, Francesco Starace, Partner di EQT, e Jan Rosenow, Professore di Energy and Climate Policy all'Università di Oxford, per ragionare su come conciliare transizione energetica, investimenti e competitività industriale.

La competitività industriale europea è uno dei tre pilastri del Summit, insieme a transizione energetica e sicurezza energetica. Per un settore come l'acciaio, schiacciato tra costi energetici alti e concorrenza extra-UE, che messaggio concreto può arrivare da questo confronto?
I settori hard-to-abate, come la siderurgia, affrontano certamente una sfida complessa. Proprio per questo è fondamentale comprendere quali tecnologie siano già disponibili, quali stiano raggiungendo la maturità industriale e quali condizioni possano renderne sostenibile l'adozione.
Il messaggio che vogliamo far emergere a NetZero Milan è che competitività e decarbonizzazione non devono necessariamente essere viste come obiettivi contrapposti, a condizione che si crei un mercato che valorizzi la sperimentazione e l’innovazione. Per alcuni comparti industriali la capacità di adottare tecnologie più efficienti e ridurre l'esposizione alla volatilità dei mercati energetici potrebbe diventare un elemento di vantaggio competitivo, soprattutto per i first mover, che si potrebbero quindi trovare nella situazione di definire gli standard del mercato. Ma anche in questo caso ciò dipende dal mercato dei capitali. Mi aspetto spunti interessanti dalla vertical di TEHA-The European House Ambrosetti il 21 ottobre, in particolare per il focus sui nuovi modelli di project finance per tecnologie integrate. La SDA Bocconi School of Management nella stessa giornata parlerà poi di casi di leadership e di transizione energetica, utili per chi vorrà farsi ispirare a intraprendere questo percorso ascoltando esperienze concrete e già avviate da anni.

La siderurgia è tra i settori "hard to abate" più esposti alla transizione: che ruolo può giocare un evento come NetZero Milan nell'accompagnare un comparto che deve decarbonizzare senza perdere competitività?
NetZero Milan può essere prima di tutto un'importante occasione di aggiornamento sulle tecnologie più innovative già disponibili sul mercato e sulle soluzioni che stanno emergendo per supportare la decarbonizzazione dei processi industriali più complessi. AFRY, per esempio, il 22 ottobre parlerà dei modelli di business e delle politiche per sostenere le tecnologie CCUS.
Ma c'è anche un secondo elemento che considero fondamentale: il confronto. Mettere attorno allo stesso tavolo imprese, investitori, centri di ricerca, istituzioni europee e stakeholder internazionali significa creare le condizioni per condividere esperienze, identificare criticità comuni e comprendere quali strumenti possano supportare concretamente la trasformazione industriale. Non mancheranno infine le opportunità per il networking.
Per settori come la siderurgia, il confronto di alto livello tra decisori aziendali europei è, e mi ripeto, importante quanto la componente tecnologica, perché consente di sviluppare una visione condivisa sulle condizioni necessarie per mantenere competitività durante la transizione e soprattutto per fare sistema.

Uno dei temi centrali di questa edizione è la finanza per la transizione energetica. Per un'industria capital intensive come l'acciaio, quali spunti potranno arrivare dal confronto, in ottica di sostegno ai progetti di decarbonizzazione?
Come dicevo, senza il supporto della finanza l'elettrificazione dell'economia e la transizione industriale non sono percorribili, specie nei settori dove la sfida è più complessa. In molti casi, infatti, le tecnologie esistono già o stanno raggiungendo livelli di maturità tali da consentirne l'adozione su larga scala.
Le due questioni aperte fondamentali diventano quindi la definizione di un quadro regolatorio coerente e la capacità di mobilitare i capitali necessari per sostenere gli investimenti. Sicuramente la possibilità di avere l’European Investment Bank tra i relatori, ma anche il piacere di poter beneficiare della presenza di Nicolò Rossetto della Florence School of Regulation (FSR), entrambi presenti all’opening del 21 ottobre, aiuteranno a chiarire questi punti, soprattutto da un punto di vista europeo.
Per questo il tema della finanza è uno dei pilastri del programma di NetZero Milan. Le conferenze dedicate analizzeranno il finanziamento delle infrastrutture, la valutazione del rischio, i meccanismi economici e le condizioni necessarie per rendere concretamente realizzabili i progetti di decarbonizzazione e trasformazione industriale. Siamo particolarmente orgogliosi poi di ospitare un Premio Nobel: la lectio magistralis di Philippe Aghion sulla sua “teoria della crescita sostenibile attraverso la distruzione creativa” potrà essere, mi auguro, una ulteriore fonte di ispirazione.

Tra i partner scientifici e istituzionali coinvolti, ci sono presenze specifiche legate al mondo della siderurgia o dei metalli, oltre a quelle energetiche e finanziarie più generaliste?
Non abbiamo partner dedicati esclusivamente al mondo della siderurgia, ma i settori hard-to-abate rappresentano uno degli ambiti centrali di confronto dell'edizione 2026.
Molte delle tematiche che affronteremo riguardano direttamente comparti come quello siderurgico: dall'elettrificazione industriale ai nuovi vettori energetici, dai costi dell'energia al finanziamento della transizione, fino agli strumenti necessari per mantenere competitività in un contesto di profonda trasformazione tecnologica.
In questo senso, il contributo di Knowledge Partner come Roland Berger ed ECCO offrirà spunti particolarmente rilevanti anche per il mondo dell’acciaio, in un momento in cui, anche per le evoluzioni politiche ed energetiche, aumentano i profili di rischio di società storiche, che hanno forti legami con il tessuto sociale, ma anche produttivo.

Rispetto alla prima edizione, avete registrato un interesse crescente da parte di aziende manifatturiere energivore come quelle dell'acciaio? Che tipo di aziende della filiera parteciperanno quest'anno?
In questa fase stiamo lavorando intensamente alla promozione dell'evento, quindi è presto per dare delle valutazioni quantitative. Quello che possiamo dire è che registriamo un crescente interesse da parte del mondo industriale per i temi che saranno al centro di NetZero Milan. Oggi il costo dell'energia, la competitività e gli investimenti necessari alla transizione sono questioni che interessano trasversalmente l'intera manifattura europea. Ci aspettiamo quindi la partecipazione di decisori aziendali provenienti da diversi comparti industriali, interessati a comprendere quali opportunità possano derivare dall'evoluzione tecnologica e dall'elettrificazione dei processi produttivi.

Guardando oltre il 2026, come vede l'evoluzione di NetZero Milan nei prossimi anni: resterà un appuntamento trasversale o è pensabile un focus dedicato più marcatamente ai settori hard-to-abate come la siderurgia?
La natura di NetZero Milan è volutamente trasversale. Non nasce per rivolgersi a un singolo comparto, ma per mettere a confronto l'intero ecosistema industriale coinvolto nella transizione energetica. L’elettrificazione riguarda infatti l'economia nel suo complesso e richiede un dialogo continuo tra filiere diverse, settori industriali, finanza, istituzioni e ricerca.
Allo stesso tempo, la verticalità è garantita dalle singole conference, che consentono di approfondire temi e problematiche specifiche. Crediamo che questa combinazione tra visione trasversale e approfondimento verticale rappresenti uno dei principali punti di forza dell’evento. Il focus sull’industria e sulla competitività rimarrà sicuramente anche nelle prossime edizioni.

Il Cbam è un tema che divide la filiera dell'acciaio tra chi lo vede come protezione e chi teme effetti distorsivi sulla catena di fornitura globale. Se ne discuterà a NetZero Milan? Con quale approccio?
Se ne parlerà nelle conferenze dedicate ai mercati del carbonio e agli strumenti economici della transizione. Nello specifico, segnalo la vertical del 21 ottobre organizzata dalla Florence School of Regulation dal titolo “What future for carbon markets? Challenges and perspectives of the EU ETS”.  Avremo non solo i player del mercato, ma anche chi ne fa le regole.


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