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Mercato dei lunghi in difficoltà

Ferrari: «In calo i margini delle acciaierie da forno elettrico». Norsa: «Pesa anche la discesa del rottame in Turchia»

Translated by Deepl

I mercati del rottame e degli acciai lunghi stanno puntando verso il basso e ad oggi non fanno intravedere segnali di ripresa. Interessante sarà capire a quale livello si stabilizzeranno i prezzi. Questa la conclusione dell’intervento di Emanuele Norsa (Kallanish e collaboratore siderweb) nel corso del consueto appuntamento mensile con il webinar MERCATO & DINTORNI di siderweb.  

Dopo un periodo di stabilità tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 intorno ai 420-430 $/t CFR, il prezzo del rottame importato in Turchia ha cominciato a tendere al ribasso a febbraio e recentemente è sceso al di sotto della soglia dei 400 $/t. «Si sperava – ha spiegato Norsa – che domanda e offerta si mantenessero in equilibrio, in un mercato che però continuava a essere abbastanza lento. Nelle ultime due settimane, a causa delle notizie negative in arrivo soprattutto dalla Cina – dove dopo il Capodanno lunare il mercato non è tornato frizzante come aveva fatto in anni passati – abbiamo visto i prezzi del rottame scendere a livello internazionale, fino a un livello che non vedevamo da novembre 2023». L’analista ha sottolineato che negli ultimi anni il prezzo minimo raggiunto dal rottame in Turchia è stato di 350 $/t CFR e che «è improbabile che si tocchino livelli inferiori, ma è possibile che ci si avvicini, il che cambierebbe di molto le prospettive del mercato». Il prezzo potrebbe raggiungere nel breve i 370 $/t a causa di un sentiment debole, dovuto a sua volta al mancato consolidamento di una ripresa in Cina; alle insicurezze dovute ai conflitti russo-ucraino e israelo-palestinese; al fatto che l’offerta, al contrario che in Italia, è alta a livello internazionale. Secondo Norsa, il calo del prezzo internazionale del rottame avrà un impatto sul mercato europeo e mondiale.

Concentrandosi sui prodotti finiti lunghi, l’analista ha osservato che il prezzo del tondo turco è in completa correlazione con quello del rottame e che recentemente è sceso al di sotto dei 600 $/t FOB. Ha notato inoltre che nei primi due mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si è attestato in media su valori leggermente inferiori, a causa della pressione della domanda, mentre le quotazioni del rottame in Turchia sono rimaste relativamente forti.

I prezzi delle billette FOB Mar Nero, per quanto rispetto al passato abbiano oggi un impatto diretto minore sul mercato europeo, mantengono una loro importanza strategica sul mercato internazionale. «I fornitori russi – ha affermato Norsa – stanno cercando di resistere alla discesa, ma la loro sarà una resistenza solo temporanea, poiché il sentiment resta negativo e il prezzo del rottame è sceso ulteriormente negli ultimi due giorni».
Anche nel caso dei semilavorati, come in quello del rottame, la discesa appare ora più controllata rispetto a quella dei lunghi, «ma – ha osservato Norsa – anche la loro salita era stata inferiore rispetto a quella del rottame, che in conclusione ha mostrato una maggiore volatilità».

Venendo al mercato europeo, l’analista ha sottolineato che lo scorso anno le importazioni di prodotti lunghi sono state del 20-25% inferiori rispetto al 2022, che però «era stato l’anno record per l’import di lunghi dal 2018. In sostanza, nel 2023 siamo tornati ai livelli del 2021». Si può affermare che il trend stia proseguendo quest’anno, se si considera il basso utilizzo delle quote di Salvaguardia.

In termini di prezzo, il tondo per cemento armato ha mostrato un andamento simile in Nord Europa e in Italia. Tuttavia, lo scorso anno il prezzo nordeuropeo è rimasto maggiormente stabile nonché in salita, mentre «in Italia è apparso molto più volatile». Anche nelle ultime settimane, ha osservato Norsa, «il prezzo italiano ha già risposto alla flessione delle quotazioni del rottame in Turchia, scendendo poco al di sotto dei 600 €/t franco produttore».

di Stefano Gennari

Si attendono difficoltà nel breve periodo per il comparto italiano dei lunghi, ma una ripresa è attesa per il prossimo anno. Queste le prospettive indicate dal responsabile dell’Ufficio Studi siderweb Stefano Ferrari durante il suo intervento.

Iniziando da una disamina del quadro produttivo italiano, l’analista ha evidenziato come in questo inizio di 2024 la siderurgia tricolore sia in ripresa produttiva e che questa sia trainata dai prodotti lunghi, arrivati a quota 841mila tonnellate con una crescita del 9,9%. Stato di salute del comparto ancor più evidente se, come sottolinea Stefano Ferrari, «consideriamo l’output italiano dall’inizio della crisi Ilva. La produzione del nostro Paese, infatti, dal 2012 è calata nel complesso del 22,7%, tuttavia i lunghi hanno perso solo un 1,1% a fronte di una contrazione del 34,4% dei piani. Dati che ci danno la misura di quanto Acciaierie d’Italia pesi per l’acciaio nazionale».

Il responsabile dell’Ufficio Studi siderweb ha poi confrontato l’andamento del commercio e analizzato i movimenti dei lunghi da e verso l’Italia: tra gennaio e novembre 2023 (ultimi dati disponibili), «il comparto ha visto un calo di 123mila tonnellate. In particolare, gli acquisti di vergella sono scesi di 200mila tonnellate, quelli di barre a caldo di 30mila tonnellate e quelli di barre a freddo di 8mila, mentre sono cresciute le tonnellate in ingresso di travi e laminati, rotaie, tondo per cemento armato e palancole». Migliore la situazione dell’export, che «ha perso 62mila tonnellate totali. Sono scesi i fili e le barre a freddo, mentre hanno recuperato tutti gli altri prodotti, anche se non a sufficienza per coprire i cali dei mesi precedenti». Nel complesso, il fatto che l’export mostri un calo più attenuato rispetto all’import evidenzia come «le acciaierie italiane siano competitive all’estero e, per contro, come vi siano difficoltà nel mercato interno», ha sottolineato Ferrari.

Questo si riflette sul consumo apparente, con i lunghi che hanno «avuto un andamento più ondivago negli ultimi tre anni, ma tra settembre 2022 e giugno 2023 l’evoluzione è stata migliore di quella dei piani. Poi, la situazione si è invertita, ma da novembre i piani hanno avuto un forte calo. Vedremo se questo continuerà nei prossimi mesi o avremo un cambio di sentiment», ha continuato il responsabile dell’Ufficio Studi siderweb.

Dal punto di vista dei prezzi, il trend negativo è continuato anche a inizio 2024: «Negli ultimi due mesi si è assistito a una discesa delle quotazioni. Confrontando i prezzi di tondo per cemento armato e coils, notiamo come i primi abbiano iniziato la discesa a gennaio e i secondi a inizio febbraio». A influire sul prezzo è il rottame: «Considerando le medie storiche, notiamo come nei primi due mesi di quest’anno il prezzo della materia prima dell’elettrosiderurgia sia in territorio positivo, mentre il prezzo dei laminati e delle travi sia inferiore. Questo significa che sono in calo i margini per le acciaierie da forno elettrico. Infatti, i grafici mostrano come la distanza tra il costo di produzione e il costo del tondo per cemento armato si è assottigliata nel corso degli ultimi mesi rispetto a quello che si era registrato a inizio 2023, come abbiamo riscontrato anche nelle nostre indagini settimanali», ha spiegato l’analista.

Nelle conclusioni del suo intervento, Stefano Ferrari ha sottolineato che «nel breve periodo saremo di fronte a un settore dei lunghi in difficoltà per quanto riguarda domanda, margini e tenuta dei prezzi. Per il 2024 le attese non sono brillanti, tra stagnazione e consumo reale delle costruzioni in calo; tuttavia, le speranze per la siderurgia sono legate al consumo apparente. Veniamo da due anni di destoccaggio molto marcato ed è probabile che quest’anno ci sia un rimbalzo che ci consenta di recuperare in parte i volumi persi nel corso degli ultimi due anni».

di Federico Fusca


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