PANorami: la "strategia del semaforo" alla prova
Perché sia efficace occorre poter contare su dati certi, che non è così facile ottenere e analizzare
12 novembre 2020
È stata un'innovazione significativa, quella della "strategia del semaforo" inaugurata dal govenro con l'ultimo Dpcm per contenere i nuovi casi di Covid-19. L'obiettivo è quello di conciliare le ragioni dell'economia con quelle della salute, modulando a fisarmonica l'apertura o l'ispessimento delle restrizioni.
Ma perché questa strategia sia vincente, occorre poter contare su dati certi. E non è così scontato come si potrebbe pensare.
Massimiliano Panarari
è sociologo della comunicazione, saggista e consulente di comunicazione politica e pubblica. È professore di ruolo alla Università Mercatorum di Roma, e insegna inoltre all’Università Luiss Guido Carli di Roma, alla Luiss School of Government e all’Università Luigi Bocconi di Milano. È editorialista dei quotidiani La Stampa, Il Mattino di Padova, Il Piccolo e Giornale di Brescia, collabora con L’Espresso, Il Venerdì di Repubblica e con siderweb.
Massimiliano Panarari
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