Posco, i sindacati minacciano uno sciopero a oltranza dal 2 novembre
Fallite le trattative salariali dopo 28 incontri. Restano distanti le richieste dei lavoratori e l'offerta dell'azienda
26 ottobre 2026 Translated by Deepl
Si aggrava la vertenza sindacale in Posco. Dopo il fallimento delle trattative salariali, i lavoratori del gruppo siderurgico sudcoreano hanno annunciato uno sciopero a tempo indeterminato a partire dal 2 novembre, con la possibilità di estendere progressivamente la protesta a un numero crescente di linee produttive.
La decisione è arrivata dopo l'incontro del 23 ottobre tra i rappresentanti sindacali e il management, al quale hanno partecipato anche il presidente di Posco Lee Hee-geun e il leader sindacale Kim Seong-ho. Secondo quanto riportato dalla stampa sudcoreana, il confronto si è concluso senza un accordo, nonostante 28 tornate negoziali. Il sindacato ha motivato la rottura con la mancanza di progressi sulle principali rivendicazioni economiche.
Le posizioni delle parti restano infatti distanti sul fronte salariale. Il sindacato chiede un aumento del salario base del 7,1%, un premio pari al 600% della retribuzione base, l'assegnazione di 50 azioni aziendali per lavoratore e un bonus festivo equivalente al 200% dello stipendio base. La proposta più recente di Posco prevede invece un incremento salariale del 2,5%, un pagamento una tantum di 5 milioni di won (circa 3.770 dollari) e ulteriori benefici economici.
La mobilitazione rappresenta un'ulteriore escalation rispetto a settembre, quando Posco aveva affrontato i primi scioperi in 58 anni di storia. In quell'occasione, i lavoratori avevano organizzato due astensioni parziali, rispettivamente di 48 e 120 ore, coinvolgendo diversi reparti degli stabilimenti di Pohang e Gwangyang, tra cui linee di decapaggio, laminazione e produzione di acciai elettrici. Dopo una pausa, i negoziati erano ripresi il 14 ottobre, senza tuttavia portare a un'intesa.
Il rischio principale riguarda ora la continuità delle forniture siderurgiche. Secondo quanto riferito dall'agenzia Yonhap, lo sciopero dovrebbe inizialmente interessare le linee produttive non essenziali, escludendo gli altiforni e alcuni reparti primari di produzione dell'acciaio. Un'eventuale estensione della protesta potrebbe però avere conseguenze sulle attività industriali e sulle consegne ai clienti, in particolare nei comparti automobilistico, navale e degli elettrodomestici.
Posco ha dichiarato che, in caso di sciopero, attiverà un piano operativo di emergenza, modificando i programmi produttivi per contenere le conseguenze sulle aziende clienti e sull'industria nazionale. Il gruppo ha inoltre ribadito la disponibilità a proseguire il dialogo, mentre il sindacato non esclude una ripresa delle trattative qualora arrivassero nuove proposte concrete.
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