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Lunedì 24 marzo ho partecipato al Roadshow per l’internazionalizzazione organizzato presso la fiera di Milano da ITA Italian Trade Agency (ICE), dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero per lo Sviluppo Economico, dal titolo “ITALIA PER LE IMPRESE - con le PMI verso i mercati esteri”. Devo confessare che ci sono andato con un certo scetticismo, viste le passate esperienze personali composte da un mix di convegni inutili e di viaggi all’estero con supporti inesistenti o inutili da parte delle varie istituzioni. Mi sono dovuto ricredere!
Prima di tutto per l’inaspettata presenza di aziende: circa 650 di cui circa la metà non esportano sui mercati esteri. Significa che l’iniziativa ha colto nel segno se è vero, come ci siamo più volte detti, che di sola Italia, di mercato interno, si può morire. E questo molti imprenditori lo hanno capito (o lo stanno capendo). Hanno compreso che il campo di gioco è il mondo! Il nostro futuro, il futuro delle PMI, ce lo giocheremo tutto sulla nostra capacità di saperci affacciare con coraggio oltre le colonne d’Ercole del nostro asfittico mercato interno. E questo vale anche (e soprattutto) per il settore acciaio che vive per circa il 35% di costruzioni! Non basta esportare prodotti nei Paesi dove siamo tradizionalmente forti (Algeria, Tunisia ma anche Egitto e Libia), ma dobbiamo riuscire a guardare anche Paesi che, seppure ancora indietro sul fronte infrastrutturale, registreranno una crescita maggiore nei prossimi anni, portando in loco non solo prodotti, ma le nostre filiere, i nostri sistemi, il nostro Know-how. In secondo luogo, ho molto apprezzato (e la maggioranza dei presenti pure), l’approccio nuovo e diretto del vice ministro Carlo Calenda, uno che parla la nostra lingua, ma anche del direttore dell’ICE - ora ITA Italian Trade Agency - Roberto Luongo e del direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero Affari Esteri Andrea Meloni. Un approccio finalmente “social”: non sono più le piccole e medie imprese (in questo caso lombarde) che devono recarsi a Roma, con il cappello in mano, per chiedere un aiuto. Sono, finalmente, le istituzioni a recarsi nei territori e a chiedere di accompagnarci verso i mercati, offrendo analisi, formazione, consulenza, supporto in loco ecc. Una domanda mi è venuta spontanea: finora perché non lo si è fatto? E perché siamo rimasti tanto sorpresi da questo atteggiamento proattivo delle istituzioni? Non sono forse state pensate per questo? Infine, mi ha colpito la forte partecipazione, nel pomeriggio, agli incontri one to one dove, previo appuntamento, ci si poteva presentare ad un tavolo per incontrare un rappresentante di ICE, SACE, Ministero, Regione, ecc. e presentare la propria idea di business da portare all’estero. Un modo completamente nuovo, e di forte discontinuità rispetto al passato, di intendere il rapporto Istituzione-Impresa che sono sicuro possa aiutare le realtà piccole (a volte piccolissime) ad entrare in nuovi mercati. E’ solo un inizio, d’accordo, ma un cammino di mille miglia inizia sempre da un primo passo! Se servissero ulteriori informazioni o un contatto diretto con le Istituzioni che ho menzionato, non esitate a chiedercelo.

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