SIDERWEB - La community dell'acciaio

Il nuovo Ponte per Genova ai raggi X

I problemi e le soluzioni costruttive illustrati da Siro Dal Zotto (Fincantieri Infrastructure)

I nostri video

Una sfida enorme. Un tempo strettissimo per superarla. E un risultato che sta per essere portato a termine con successo. Questo è stato il Ponte per Genova per Fincantieri Infrastructure, la società del gruppo Fincantieri creata con l’obiettivo di rendere concreto il concept di Renzo Piano e di ricostruire il ponte sul torrente Polcevera dopo il crollo del Ponte Morandi nell’agosto 2018. Lo ha spiegato Siro Dal Zotto, responsabile produzione e area tecnica di Fincantieri Infrastructure, durante il webinar nato dalla collaborazione tra siderweb e Guamari "L’acciaio per costruire le città, gettare ponti, creare reti".

«La scommessa – ha detto Dal Zotto – è stata industrializzare un’opera molto particolare, sia per il suo valore iconico e simbolico sia per la sua importanza intrinseca». Per far ciò «nei tempi stringenti richiesti» Fincantieri ha deciso di utilizzare le risorse interne del gruppo, rimodernando gli impianti della ex Cordioli di Valeggio sul Mincio (VR), con l’installazione di nuovi macchinari dove sono state realizzate le parti saldate del ponte. Queste componenti sono state poi trasportate nei siti Fincantieri di Castellamare di Stabia (NA) e di Sestri Ponente (GE) dove sono state assemblate e portate in cantiere, per la posa in opera. Il lavoro compiuto, come ha spiegato Dal Zotto, «è stato reso possibile non solo dagli investimenti effettuati, ma anche dal supporto derivante dalla professionalità delle risorse interne dell’azienda, che in molti casi avevano pregresse esperienze nel mondo delle infrastrutture».

Quali sono stati i problemi incontrati? «Oltre alla velocità della realizzazione dell’opera, abbiamo dovuto affrontare delle condizioni climatiche avverse in inverno, che è stato uno dei più piovosi dell’ultimo ventennio. Ciò, unito al vento che spesso rendeva difficile il sollevamento di alcuni componenti del ponte, ha provocato qualche ritardo che però, grazie alla collaborazione con Salini Impregilo, l’altro General Contractor coinvolto nel progetto, e alla direzione lavori di Rina Consulting, siamo riusciti a recuperare». Inoltre, «anche l’emergenza Covid ha messo a rischio la tempistica di consegna ma, grazie alle misure prese, non si sono determinati ulteriori ritardi».

Il risultato di questi sforzi è il completamento dell’opera nei tempi e anche, per Fincantieri, l’apertura di una nuova business area, con la divisione Infrastructure che oltre al ponte di Genova sta realizzando anche un ponte sospeso sul Danubio vicino alla cittadina di Braila (Romania), il terzo più lungo in Europa di questa tipologia.

S. F.