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I cantieri Cimolai da Taranto a New York

A Made in Steel il gruppo friulano in vetrina con la divisione tubificio

RHO (MI) - L'estero come orizzonte, con l'Italia però che rimane sempre nel cuore oltre che nel business. Per il gruppo friulano Cimolai, attivo nel settore della carpenteria per le grandi infrastrutture, il 2019 si conferma un anno vivace dal punto di vista delle occasioni di mercato.
«Operiamo principalmente nei comparti oil & gas e rinnovabili, ambiti che implicano inevitabilmente una maggiore presenza fuori dai confini nazionali - spiega Mauro Marti, Sales Representative dell'azienda che ha appena compiuto 70 anni -. In Italia invece le costruzioni rimangono il nostro principale business».

Nel 2018 la Cimolai, mezzo miliardo di fatturato (l'estero vale circa il 70%) e 2.900 dipendenti durante l'anno passato, ha ottenuto la comessa per la costruzione della copertura dell'area mineraria dell'ex Ilva di Taranto. Tra i diversi progetti nel settore constructions, da sottolineare anche la partecipazione alla realizzazione dell'Hudson yards nel quartiere di Manhattan a New York.

«A Made in Steel invece vogliamo mettere in mostra uno dei nostri rami d'azienda, il tubificio di San Giorgio di Nogaro - sottolinea Marti -. Siamo orgogliosamente un'azienda italiana che produce e progetta tutto nel nostro Paese». All'estero Cimolai è invece presente in 58 Stati (il 22% del business straniero è posizionato in Medio Oriente, con l'Europa che vale la medesima percentuale) «dove abbiamo aperto delle sedi di rappresentanza».

 

Stefano Martinelli

Stefano Martinelli